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Atto a cui si riferisce:
S.4/06431 FAZZOLARI, RAUTI, GARNERO SANTANCHE', CALANDRINI, IANNONE, DRAGO - Al Ministro dell'interno. - Premesso che: nella notte del 31 dicembre 2021, poco dopo la mezzanotte, si sono verificati...



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 133
all'Interrogazione 4-06431

Risposta. - Preliminarmente si evidenzia che, conformemente alle determinazioni governative dettate dall'emergenza pandemica in atto, nella città di Milano non sono state organizzate iniziative pubbliche per i festeggiamenti connessi al primo giorno dell'anno. Cionondimeno, erano stati disposti servizi di ordine e sicurezza pubblica in varie zone del capoluogo, ove negli anni passati le manifestazioni avevano assunto consistenza di aggressioni, risse, imbrattamenti ed incendi. In particolare, venivano presidiate con l'impiego di 11 aliquote dei rinforzi ministeriali le aree ritenute maggiormente a rischio, e segnatamente: piazza Duomo, piazza Castello, piazza Duca d'Aosta, quartiere San Siro, l'area della struttura carceraria di Milano "San Vittore" e le zone limitrofe a via Gola, navigli. Il numero più consistente di risorse veniva concentrato presso piazza Duomo, dato il peculiare richiamo di quell'area ove effettivamente, fin dalle prime ore della sera del 31 dicembre 2021, confluivano migliaia di persone con il chiaro intento di trattenervisi per festeggiare, pur in assenza di un riferimento preciso e di forme organizzate di intrattenimento.

Nella crescente concentrazione di presenze si registravano gruppi di giovani di origine nordafricana che iniziavano a determinare situazioni di potenziale criticità. Pertanto, il personale operante procedeva ad allontanare gli intervenuti dalla parte centrale della piazza (il cosiddetto sagrato basso) la quale, in ragione dell'ampia estensione, sarebbe stata difficilmente controllabile in caso di ulteriore saturazione degli spazi.

Alle ore 21.50, considerata la delicatezza della situazione, si disponeva la concentrazione di tutte le risorse disponibili proprio presso piazza Duomo, distogliendole dalle aree urbane che, pur continuando ad essere presidiate dal personale ordinariamente addetto al controllo del territorio, registravano minori problematiche. La strategia operata dalle forze dell'ordine consentiva di mantenere completamente sgombera la parte centrale della piazza, capillarmente perimetrata dal personale operante che concentrava la propria attenzione sulle persone (circa 4.000) che permanevano lungo i camminamenti limitrofi.

È in questo frangente che alcuni agenti intervenivano nell'area a seguito di aggressione ai danni di una ragazza: la vittima, una diciannovenne italiana, riferiva che, mentre si trovava in loco in compagnia di un'amica, veniva circondata da una trentina di ragazzi, poi spintonata, fino a strapparle alcuni vestiti e palpeggiarla nelle parti intime. L'intervento delle forze dell'ordine determinava la fuga degli aggressori, che si dileguavano in più direzioni. Dalle attività di indagine immediatamente attivate dalla squadra mobile emergeva un episodio analogo ai danni di un'altra ragazza italiana, anch'essa di 19 anni, presente in piazza Duomo insieme a tre amiche. Anche tali aggressioni venivano interrotte grazie all'intervento della forza pubblica in servizio in loco. Gli ulteriori accertamenti di polizia consentivano di verificare la contestualità nella medesima notte di Capodanno di ulteriori analoghi episodi di aggressione e violenza, e specificatamente altre 5 aggressioni ai fini di rapina e violenza sessuale, commesse ai danni di 11 ragazze.

Venivano quindi immediatamente avviate analisi delle fonti aperte e dei social network per risalire ai potenziali utilizzatori dei profili segnalati dalle vittime, procedendo altresì all'acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti presso le aree interessate. Venivano anche acquisiti i filmati apparsi sugli organi di stampa, autoprodotti con i cellulari che riprendevano, seppur confusamente, stralci degli episodi descritti. In esito a tali accertamenti sono state eseguite 18 perquisizioni domiciliari e personali a Milano, Torino e Bergamo, emesse dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dl Milano e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano per i reati di violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni. Tra i 18 destinatari della misura di perquisizione figurano 15 maggiorenni e 3 minorenni: 5 sono cittadini italiani e di famiglia italiana, tutti residenti in provincia di Torino; 5 sono cittadini italiani di seconda generazione, anch'essi dimoranti nel torinese; 8 sono cittadini egiziani, tra i quali 4 irregolari gravitanti sul territorio metropolitano di Milano.

Al termine di tale attività investigativa, il pubblico ministero ha operato un fermo nei confronti di due soggetti, un cittadino italiano di origine nordafricana ed un egiziano, ritenuti responsabili del delitto di violenza sessuale. Nei loro confronti, il questore di Milano ha adottato il provvedimento rispettivamente del foglio di via obbligatorio e dell'avviso orale. Un altro cittadino egiziano, inizialmente irreperibile e successivamente rintracciato, è stato trattenuto presso il locale centro di permanenza per i rimpatri, in attesa di espulsione.

Va sottolineato come le violenze sinteticamente descritte possano essere ricondotte al fenomeno della "Taharrush Jama'i", pratica di assalto di origine egiziana, operata ai danni di donne di tutte le età, attraverso un vero e proprio assedio organizzato con tre accerchiamenti concentrici di gruppi di uomini, tra i quali alcuni preposti a prestare falsamente soccorso alla vittima, così ulteriormente destabilizzandola. Di fatto le tecniche adoperate hanno fatto sì che, nel generale contesto di confusione, si rendesse incomprensibile dall'esterno quanto di fatto stava accadendo. I giornalisti ivi presenti, così come numerosi astanti e le stesse persone che hanno realizzato i video, hanno infatti dichiarato di non essersi accorti nell'immediatezza delle violenze che si stavano consumando in quei momenti.

Il problema della violenza di genere, per combattere il quale si stanno rafforzando a livello locale prassi operative di prevenzione d'intesa con le amministrazioni locali, le ASL, gli uffici scolastici provinciali, i centri antiviolenza e le associazioni, il tutto in attuazione dei protocolli sottoscritti a livello nazionale, evidentemente si intreccia con quello del contrasto all'immigrazione irregolare e alla necessità di un'efficace integrazione degli stranieri regolarmente presenti sul territorio nazionale.

Per quanto concerne i numeri delle forze dell'ordine disponibili, si rappresenta che dal 1° gennaio 2021 al 18 gennaio 2022, per le esigenze di ordine e sicurezza pubblica nella provincia di Milano sono state assegnate alla locale Questura complessivamente 90.272 unità di rinforzo delle forze mobili di polizia (di cui 56.084 della Polizia di Stato, 28.871 dei Carabinieri e 5.317 della Guardia di finanza), a supporto dei dispositivi pianificati dall'autorità provinciale di pubblica sicurezza in occasione dello svolgimento di manifestazioni pubbliche, incontri di calcio, servizi continuativi di vigilanza al centro di permanenza per i rimpatri nonché per il potenziamento del dispositivo straordinario di controllo del territorio in funzione preventiva antiterrorismo. In particolare, per le giornate del 31 dicembre 2021 e 1° gennaio 2022 sono state assegnate alla Questura rispettivamente 204 unità e 184 unità dei reparti inquadrati. Inoltre, nell'ambito del complessivo contingente di 6.753 militari dell'operazione "Strade sicure", 611 militari sono a disposizione del prefetto di Milano per il concorso nei servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili.

Si assicura, infine, che continuerà costante l'impegno, come dimostrato nell'ultima legge di bilancio, per garantire alle forze di polizia risorse e mezzi adeguati alla prevenzione e al controllo del territorio; ciò al fine di salvaguardare la sicurezza delle città, contrastando l'immigrazione clandestina ed investendo nell'integrazione in modo da evitare che possano ripetersi analoghi gravissimi fatti.

MOLTENI NICOLA Sottosegretario di Stato per l'interno

04/02/2022