• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11193 (4-11193)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11193presentato daDIENI Federicatesto diVenerdì 4 febbraio 2022, seduta n. 633

   DIENI, PALMISANO, SARLI e PARENTELA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   secondo la determina n. DG/1644/2021 del 28 dicembre 2021 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 308 del 29 dicembre 2021) l'Aifa ha definito le modalità e le condizioni di impiego dell'antivirale «Lagevrio» (molnupiravir), noto anche come pillola Merck;

   l'utilizzo di questo medicinale è previsto entro i 5 giorni dall'insorgenza dei sintomi ed è rivolto a trattare adulti con COVID-19 che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggiore rischio di sviluppare malattia grave;

   secondo l'articolo 1, comma 3, del decreto ministeriale 26 novembre 2021, il Ministero della salute ha autorizzato la temporanea distribuzione dei farmaci antivirali molnupiravir e paxlovid delegando il commissario straordinario per l'attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell'emergenza epidemiologica COVID-19 di cui all'articolo 122 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, secondo modalità e procedure dallo stesso definite;

   da quanto si apprende da una nota stampa dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), in data 4 gennaio 2022, la struttura commissariale per l'emergenza COVID-19 ha avviato la distribuzione delle 11.899 confezioni da 40 compresse;

   tale ammontare è stato distribuito come segue alle regioni italiane: all'Abruzzo 360 confezioni, alla Basilicata 60, alla Calabria 120, alla Campania 480, all'Emilia-Romagna 840, al Friuli Venezia Giulia 240, al Lazio 1.680, alla Liguria 1.080, alla Lombardia 1.800, alle Marche 600, al Molise 60, al Piemonte 739, alla provincia autonoma di Bolzano 60, alla provincia autonoma di Trento 60, alla Puglia 240, alla Sardegna 60, alla Sicilia 360, alla Toscana 1.440, all'Umbria 60, alla Valle d'Aosta 120, al Veneto 1.440;

   a giudizio degli interroganti, come si evince dall'elenco, la ripartizione è stata effettuata senza tener alcun conto di criteri oggettivi – come quello della popolazione residente – ma su base geografica, con una riduzione della distribuzione direttamente proporzionata a quella della latitudine, generando così un vero e proprio paradosso;

   si prenda come esempio la Calabria e la Liguria: la prima conta 1 milione e 970 mila abitanti, la seconda 1 milione e 571 mila abitanti; dunque la Calabria ha 400.000 abitanti in più della Liguria. Eppure alla regione calabra sono stati distribuiti 120 lotti di pillole Merck, alla regione ligure 1.080 lotti di pillole Merck, dunque nove volte in più rispetto alla prima ma con 400.000 abitanti in meno della prima;

   per rendere il concetto: ai liguri spetterebbe 1 pillola ogni 36 abitanti; ai calabresi 1 ogni 410 abitanti. Inoltre, la durata del trattamento, che consiste nell'assunzione di 4 compresse da 200 milligrammi 2 volte al giorno per 5 giorni, comporterebbe l'esaurimento dei 120 lotti previsti per la Calabria in meno di un mese con ingenti ripercussioni sui costi e sulla gestione ospedaliera che al Sud è già resa estremamente difficile;

   questa tendenza si rispecchia anche facendo ulteriori confronti tra Nord e Sud –:

   quale criterio sia stato utilizzato per la distribuzione della pillola anti COVID-19, dato che essa non sembra basarsi su parametri oggettivi, sfavorendo così le regioni del Sud Italia.
(4-11193)