• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11203 (4-11203)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11203presentato daPAOLIN Giuseppetesto diVenerdì 4 febbraio 2022, seduta n. 633

   PAOLIN, BITONCI, STEFANI, COVOLO, BAZZARO, PRETTO, RACCHELLA, FANTUZ, MANZATO, FOGLIANI, BADOLE, ZORDAN, VALLOTTO, COMENCINI, GIACOMETTI, ANDREUZZA, BISA, LAZZARINI, COLMELLERE, TURRI, PATERNOSTER e VALBUSA. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'interno, al Ministro per i rapporti con il Parlamento. — Per sapere – premesso che:

   secondo le ultime notizie di stampa sono in arrivo per la rigenerazione urbana ulteriori 300 milioni di euro per i comuni veneti;

   la sperequazione geopolitica e amministrativa nella ripartizione dei Fondi, si ricorda, aveva scatenato l'ira di molti sindaci veneti, in primis Maria Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci veneto; come riportato da «ilgazzettino.it» del 5 gennaio 2022, su 541 progetti che sono stati ammessi ma non finanziati, 210 risultano presentati da 53 comuni della regione Veneto, con una percentuale generale per tutti i territori del settentrione pari al 93 per cento dei progetti esclusi;

   il 7 gennaio 2022, nel quotidiano La Tribuna di Treviso, è riportata la seguente dichiarazione dell'attuale Ministro per i rapporti con il parlamento, il bellunese D'Incà: «Mi sono interfacciato con il ministro Daniele Franco e posso assicurare che tutti i 541 progetti di rigenerazione urbana già cantierabili presentati dai sindaci del Veneto verranno Finanziati»;

   il 12 gennaio 2022, in occasione dello svolgimento dell'atto di sindacato ispettivo della Lega Salvini Premier n. 3-02713 il collega Bitonci, in fase di illustrazione del medesimo atto, evidenziava come la causa dell'esclusione di molti progetti fondamentali per lo sviluppo dei territori e del Paese tutto era dovuta al criterio dell'indice di vulnerabilità sociale e materiale, che si è dimostrato anacronistico è inadeguato, con un'evidente disparità tra i comuni del Nord e i comuni del Mezzogiorno;

   in quell'occasione, il Ministro dell'interno, in sede di risposta, giustificava il criterio «in ragione dell'oggettiva necessità di riconoscere una preferenza alle realtà locali più svantaggiate» allorché «l'entità delle richieste pervenute superi l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili», stante che «la possibilità di erogare contributi anche in favore di progetti ritenuti ammissibili, ma che non hanno beneficiato di risorse per l'incapienza dei fondi disponibili, richieda un'ulteriore integrazione degli stanziamenti»;

   la notizia, dunque, dell'incremento di risorse e dello scorrimento delle graduatorie conferma, con gran soddisfazione della Lega, che gran parte dei progetti già dichiarati ammissibili troverà una reale attuazione, ma non risolve il problema legato all'indice di vulnerabilità, per cui se tutti i finanziamenti, anche futuri, verranno erogati secondo questo criterio, le cose non cambieranno e le risorse, paradossalmente, saranno destinate a prescindere dalla validità dei progetti;

   il problema, infatti, si pone ora sugli stessi bandi riservati ai comuni più piccoli: senza un intervento sul criterio di assegnazione il rischio che si ripeta quanto già accaduto in un'ottica anti-nord con la precedente assegnazione è concreto –:

   se e in che termini si intendano correggere i criteri dei bandi per l'assegnazione dei finanziamenti ai comuni a valere sui fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), garantendo certamente il 40 per cento al Sud, ma stabilendo altresì che il restante 60 per cento venga ripartito in modo equo;

   quanti e quali siano i comuni in dissesto finanziario che hanno visto finanziati i progetti di rigenerazione urbana.
(4-11203)