• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06492 BALBONI, DE CARLO, LA PIETRA, RAUTI, PETRENGA, IANNONE, MALAN, GARNERO SANTANCHE', MAFFONI, DRAGO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che: per la...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06492 presentata da ALBERTO BALBONI
martedì 1 febbraio 2022, seduta n.399

BALBONI, DE CARLO, LA PIETRA, RAUTI, PETRENGA, IANNONE, MALAN, GARNERO SANTANCHE', MAFFONI, DRAGO - Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. - Premesso che:

per la prima volta da decenni, nel 2021 l'azienda Valli di Comacchio non ha posto in vendita a prezzo calmierato, per il periodo natalizio, il consueto quantitativo di anguille (Anguilla anguilla), con grande sconcerto dei cittadini, abituati da generazioni a considerare l'anguilla il piatto della tradizione;

il Comune di Comacchio (Ferrara) e l'ente di gestione del parco hanno giustificato l'interruzione di questa tradizione con la mancanza di pescato, provocato dalla riduzione sempre più drastica della popolazione di anguille presenti nelle valli di Comacchio;

la diminuzione dello stock di anguille in tutta Europa in generale, e nel Mediterraneo in particolare, è purtroppo fenomeno noto a partire dagli anni '70 del secolo scorso ed ha molte cause, sia legate alla riduzione del loro habitat, sia agli ostacoli artificiali lungo i fiumi che impediscono la risalita del novellame e la discesa degli esemplari giunti a maturazione che non riescono, quindi, a giungere al mare per la migrazione riproduttiva, sia all'eccessivo prelievo esercitato dalla pesca, soprattutto delle piccole anguille (cieche) che giungono dal mar dei Sargassi per risalire i corsi d'acqua o popolare le valli e le zone umide di tutta Europa;

in particolare, si stima che dal 1970 ad oggi, la popolazione di anguilla europea sia diminuita di circa il 95 per cento, al punto che è considerata da tempo specie in pericolo di estinzione ed inserita nella lista rossa IUCN;

le misure adottate dall'Italia e dagli altri Paesi della UE sulla base del regolamento (CE) n. 1100/2007 non sembrano aver arrestato questo fenomeno e si rendono pertanto urgenti piani ben più incisivi per invertire la tendenza;

di particolare interesse è il recente progetto Lifeeel (misure urgenti nel Mediterraneo orientale per la conservazione a lungo termine dell'anguilla europea in via di estinzione, 1° ottobre 2020-31 dicembre 2024), finalizzato a mantenere e incrementare lo stock naturale di Anguilla anguilla, che per quanto riguarda l'Italia comprende l'area del bacino idrografico del fiume Po e del delta del Po e si concentra su alcuni specifici obiettivi di conservazione della specie: riapertura delle rotte di migrazione per l'anguilla ed il conseguente recupero dell'areale nelle acque interne, in contrasto alla minaccia ambientale che consiste nella frammentazione del reticolo idrografico interno ed anche come supporto alla mitigazione dell'impatto dovuto al cambiamento climatico; la salvaguardia dei soggetti adulti potenziali riproduttori selvatici, dalla pressione di pesca per il consumo o dall'inserimento in acquacoltura, in favore della loro emigrazione e riproduzione naturale; il supporto al reclutamento naturale dei giovanili, in contrasto al prelievo di pesca per alimentare il settore dell'acquacoltura; la sensibilizzazione dell'opinione pubblica e degli stakeholder, per contrastare azioni attive o passive realizzate o realizzabili per via della mancanza di informazione;

di tutti i fattori che colpiscono questa specie, il più allarmante, secondo molti autorevoli studi, è l'abnorme prelievo delle anguille ancora allo stadio giovanile (cieche) nel momento in cui giungono sulle coste europee, per destinarle all'acquacoltura. Le anguille infatti non si riproducono in cattività e tutta l'industria che le riguarda si basa sulla cattura di esemplari nati liberi nel mar dei Sargassi;

le limitazioni imposte al prelievo legale hanno ottenuto finora scarsi effetti, soprattutto a causa della pesca illegale finalizzata al contrabbando di questi esemplari giovanili destinati quasi esclusivamente all'acquacoltura del mercato orientale (Giappone, Cina e Corea in particolare), dove l'anguilla è considerata un piatto prelibato ed il consumo pro capite è 10 o 20 volte quello europeo;

il contrasto al contrabbando di esemplari giovani ha contribuito soltanto alla parziale riduzione del fenomeno, ancora oggi stimato in circa 350 milioni di esemplari ogni anno (per un giro d'affari di oltre 2 miliardi di euro in UE), un quantitativo insostenibile e che sta progressivamente portando alla scomparsa di questa importantissima risorsa alimentare, considerato che a questo prelievo illegale va aggiunto anche il quello legale, altrettanto pesante;

a questo fattore generalizzato in tutta Europa, se ne aggiungono ovviamente altri legati al territorio e all'intervento dell'uomo nonché ai cambiamenti ambientali indotti dall'uomo;

tra questi in particolare per quanto riguarda tutto il bacino del Po, non si può ignorare la sconsiderata introduzione in natura da parte dell'uomo del pesce siluro, predatore che privilegia tra le proprie prede proprio l'anguilla e che ha proliferato in modo abnorme, raggiungendo dimensioni ragguardevoli (anche oltre 200 chilogrammi) e che non ha antagonisti naturali in grado di contrastarlo,

si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga necessario adottare, nell'ambito delle competenze nazionali, ulteriori misure a protezione della specie Anguilla anguilla, con particolare riguardo al prelievo degli esemplari giovani destinati all'acquacoltura, alla pesca illegale e al loro contrabbando, nonché alla limitazione della popolazione di pesce siluro nelle acque interne, da realizzare anche mediante incentivi alla sua cattura.

(4-06492)