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Atto a cui si riferisce:
C.4/06989 (4-06989)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 gennaio 2022
nell'allegato B della seduta n. 632
4-06989
presentata da
MACCANTI Elena

  Risposta. — Con l'atto di sindacato ispettivo parlamentare in esame l'interrogante chiede quali iniziative il Governo stia adottando per evitare sanzioni a carico degli autisti volontari delle ambulanze in caso di attraversamento del semaforo rosso, rilevato con apparecchiatura T-red.
  Al riguardo, sulla base delle informazioni fornite dalla direzione generale per la sicurezza stradale e l'autotrasporto e dalla prefettura di Torino per il tramite del Ministero dell'interno, si rappresenta quanto segue.
  I dispositivi per il rilevamento automatico delle infrazioni al semaforo indicante luce rossa sono approvati dalla citata direzione generale ai sensi dell'articolo 45 del codice della strada e dell'articolo 192 del relativo regolamento di esecuzione.
  In generale, tali dispositivi, idonei al funzionamento completamente automatico, sono da considerarsi strumenti di ausilio agli organi di Polizia, i quali, in tempi successivi alla presunta infrazione, possono disporre di adeguata documentazione per l'accertamento della violazione e procedere alla conseguente contestazione differita.
  L'operatore di Polizia, attraverso l'analisi delle immagini fornite dal sistema di rilevazione, ha il compito di verificare se sussistono le condizioni per l'invalidazione della presunta violazione, tra le quali, ad esempio, quelle individuate dall'articolo 177, comma 2, del codice della strada.
  Tale ultima disposizione stabilisce che i conducenti dei veicoli di cui al comma 1, nell'espletamento di servizi urgenti di istituto, qualora usino congiuntamente il dispositivo acustico supplementare di allarme e quello di segnalazione visiva a luce lampeggiante blu, non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere.
  In aggiunta, lo stesso articolo, al comma 3, prevede che chiunque si trovi sulla strada percorsa dai veicoli di cui al comma 1, o sulle strade adiacenti in prossimità degli sbocchi sulla prima, appena udito il segnale acustico supplementare di allarme, ha l'obbligo di lasciare libero il passo.
  Di conseguenza, anche i conducenti dei veicoli presenti in prossimità dell'intersezione semaforizzata diversi da quelli dotati di lampeggiante blu e di dispositivo acustico di allarme, al fine di liberare il passaggio al transito dei veicoli adibiti a servizi di soccorso e di emergenza, in talune situazioni, sono costretti essi stessi a commettere la violazione della segnalazione semaforica.
  Ai fini dell'approvazione dei rilevatori automatici d'infrazione al semaforo rosso da parte della citata direzione generale di questo Ministero, è necessario che tali dispositivi siano in grado di produrre una serie di immagini e filmati video (anche a garanzia del presunto trasgressore che può richiederne la visione) che dimostrino l'effettiva violazione e che consentano all'operatore di Polizia di convalidare o meno l'infrazione, tenendo conto anche di situazioni anomale come quella del transito di mezzi di soccorso ed emergenza.
  In particolare, la citata prefettura, nel rappresentare che presso il comando della polizia municipale di Torino non risulta pendente alcun contenzioso, ha evidenziato che il sistema di rilevazione in argomento mette a disposizione degli operatori una sequenza di venti immagini per ogni violazione e che il relativo verbale è prodotto e notificato solo se in nessuno dei fotogrammi risulta visibile il lampeggiante acceso, partendo dal ragionevole presupposto che il lampeggiante sia azionato congiuntamente alla sirena.
  In precedenza, a causa di anomalie del sistema, erano state erroneamente registrate alcune verbalizzazioni con conseguente decurtazione di punti ma, attraverso l'interlocuzione diretta con i responsabili della associazioni di assistenza, il citato Comando ha provveduto ad annullare i verbali in autotutela e a richiedere il ripristino dei punti indebitamente decurtati.
Il Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili: Enrico Giovannini.