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Atto a cui si riferisce:
C.4/08807 (4-08807)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 gennaio 2022
nell'allegato B della seduta n. 632
4-08807
presentata da
BELLUCCI Maria Teresa

  Risposta. — Con l'atto di sindacato ispettivo in esame si chiedono chiarimenti in merito alle soluzioni adottate dal Governo per permettere — durante il periodo emergenziale – lo svolgimento dei concorsi pubblici in sicurezza e, quindi, si evidenziano alcune presunte criticità emerse dal «Protocollo per lo svolgimento dei concorsi pubblici» adottato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri.
  Segnatamente, secondo la deputata Bellucci, la richiesta di effettuare un tampone rapido o molecolare nelle 48 ore precedenti allo svolgimento delle prove concorsuali realizzerebbe una «vera e propria selezione su base reddituale».
  Il quesito formulato dall'interrogante è pregevole nel suo intento ma, come verrà spiegato a breve, solleva problematiche cui il Governo ha dato adeguata soluzione.
  Com'è noto, lo scoppio della pandemia da COVID-19 ha imposto l'adozione di misure straordinarie per mitigare l'aumento dei contagi. Di conseguenza, i vari atti normativi – di rango primario e secondario – che si sono susseguiti hanno sostanzialmente congelato le procedure concorsuali per l'accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni fino ai primi mesi del 2021. Al termine di tale periodo straordinario, l'articolo 1, comma 10, lettera z) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2021, ha disposto che «a decorrere dal 15 febbraio 2021 sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi [...] nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di protocolli adottati dal Dipartimento della funzione pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico».
  In seconda battuta, il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, ha previsto una disciplina speciale per semplificare lo svolgimento delle procedure comparative, sempre nel rispetto dei principi di trasparenza ed imparzialità. Nello specifico, l'articolo 10, comma 9, del decreto-legge n. 44 del 2021 ha previsto altresì che «[d] al 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nel rispetto di linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico [...]». In applicazione di tale disposizione, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha adottato, il 15 aprile 2021, il «Protocollo per lo svolgimento dei concorsi pubblici» richiamato dall'interrogante.
  Le linee guida contenute in tale protocollo, in effetti, imponevano l'obbligo di «presentare all'atto dell'ingresso nell'area concorsuale di un referto relativo ad un test antigenico rapido o molecolare, effettuato mediante tampone oro/rino-faringeo 2 presso una struttura pubblica o privata accreditata/autorizzata in data non antecedente a 48 ore dalla data di svolgimento delle prove. Tale prescrizione si applica anche ai candidati che abbiano già effettuato la vaccinazione per il COVID-19».
  Sennonché, com'è noto, il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, così come successivamente novellato dall'articolo 3, comma 1, decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, ha previsto, all'articolo 9-bis, che «[a] far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 [...] l'accesso ai [...] concorsi pubblici». In questo modo, dunque, l'obbligo di esibire la certificazione verde, essendo sancito in una fonte di rango legislativo, è andato ad eterointegrare il Protocollo adottato dal Dipartimento della funzione pubblica.
  La successiva evoluzione delle vicende è peraltro nota. Il successo della campagna vaccinale – ovviamente, gratuita per i cittadini – e l'abbattimento dei contagi hanno permesso la ripresa pressoché totale dei concorsi pubblici, in completa sicurezza per i candidati. Il principale successo del cosiddetto green pass è stato quello di permettere agli interessati di partecipare ai concorsi senza ulteriori oneri, dal momento che la vaccinazione è gratuita.
  Peraltro, proprio per evitare un effetto discriminatorio nei confronti di quei soggetti che non intendono vaccinarsi – esercitando la loro libertà di cura garantita dall'articolo 32 della Costituzione – il Governo si è prodigato per assicurare i cosiddetti «tamponi a prezzo calmierato», in attuazione dell'articolo 5, decreto-legge 3 luglio 2021, n. 105, convertito con modificazioni dalla legge 16 settembre 2021, n. 126.
  Per le ragioni appena esposte, dunque, si ritiene che i dubbi sollevati dall'interrogante possano essere adeguatamente fugati guardando alla concreta azione del Governo. Ad oggi, stando ai dati, i concorsi sono ripresi in sicurezza e nessun cittadino è stato privato della possibilità – sia astratta che concreta – di svolgere le prove comparative.
Il Ministro per la pubblica amministrazione: Renato Brunetta.