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Atto a cui si riferisce:
C.4/09416 (4-09416)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 gennaio 2022
nell'allegato B della seduta n. 632
4-09416
presentata da
GALANTINO Davide

  Risposta. — Rispondo all'interrogazione in esame, riguardante gli sviluppi previsti per il concorso Ripam per 2.329 posti da funzionario nei ruoli del personale del Ministero della giustizia.
  Con l'atto di sindacato ispettivo in argomento si chiedono chiarimenti in merito alle soluzioni che il Governo intende adottare per dare seguito a tale concorso, il cui bando è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 26 luglio 2019. Segnatamente, l'interrogante desidera conoscere gli indirizzi del Governo in merito:

   a) alla tempistica entro cui espletare la prova scritta;

   b) alla sede (o sedi) di svolgimento della prova;

   c) alle modalità di svolgimento della prova, compatibili con il protocollo del Cts, che prevede il limite massimo di un'ora per lo svolgimento della prova;

   d) alla possibilità di eliminare una delle due prove per velocizzare l'intera procedura e far fronte alla carenza di organico, che incide sull'efficienza e sull'operato del Ministero.

  La risposta ai suddetti quesiti richiede una breve premessa.
  Com'è noto, lo scoppio della pandemia da COVID-19 ha imposto l'adozione di misure straordinarie per mitigare l'aumento dei contagi. Di conseguenza, i vari atti normativi – di rango primario e secondario – che si sono susseguiti hanno sostanzialmente congelato le procedure concorsuali per l'accesso al lavoro nelle pubbliche amministrazioni fino ai primi mesi del 2021. Al termine di tale periodo straordinario, l'articolo 1, comma 10, lettera z) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, ha disposto che «a decorrere dal 15 febbraio 2021 sono consentite le prove selettive dei concorsi banditi [...] nei casi in cui è prevista la partecipazione di un numero di candidati non superiore a trenta per ogni sessione o sede di prova, previa adozione di protocolli adottati dal Dipartimento della funzione pubblica e validati dal Comitato tecnico-scientifico».
  Con riguardo al concorso in questione, quindi, a marzo 2021 è stata pubblicata la graduatoria di merito per il reclutamento soltanto dei ventotto funzionari dell'organizzazione nei ruoli del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità. Per il profilo di 2.242 funzionari giudiziari nei ruoli dell'Amministrazione giudiziaria, invece, la procedura è rimasta sospesa dopo che – nel novembre 2019 – si era tenuta la prova preselettiva, la quale era stata superata da 7.021 candidati.
  Per ovviare allo stallo generalizzato venutosi a creare nei concorsi pubblici, il decreto-legge 1° aprile 2021, n. 44, convertito con modificazioni dalla legge 28 maggio 2021, n. 76, ha previsto una disciplina speciale per semplificare lo svolgimento delle procedure comparative, sempre nel rispetto dei principi di trasparenza ed imparzialità.
  In primo luogo, l'articolo 10, comma 3, ha previsto che «[f]ino al permanere dello stato di emergenza [...], per le procedure concorsuali i cui bandi sono pubblicati alla data di entrata in vigore del presente decreto le amministrazioni [...] possono prevedere [...], qualora non sia stata svolta alcuna attività, [...] per le procedure relative al reclutamento di personale non dirigenziale, l'espletamento di una sola prova scritta e di una eventuale prova orale».
  La disposizione citata, nonostante rechi un'indubbia semplificazione delle procedure comparative, può trovare applicazione soltanto «qualora non sia stata svolta alcuna attività». Tale precisazione si è resa necessaria per evitare che si concretizzasse una lesione dell'affidamento e della par condicio dei candidati nei concorsi già banditi.
  Ora, nella procedura in questione, le attività sono già cominciate e, segnatamente, la prova preselettiva è stata svolta nel novembre 2019. Per tale ragione, la disposizione citata non è applicabile e, di conseguenza, non è neppure percorribile la strada di ridurre unilateralmente il numero e l'articolazione delle prove d'esame previste originariamente dal bando. Fare altrimenti vorrebbe dire invalidare l'intero concorso, in danno degli stessi candidati.
  Per altro verso, l'articolo 10, comma 9, del decreto-legge n. 44 del 2021 ha previsto altresì che «[d]al 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nel rispetto di linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico [...]». In applicazione di tale disposizione, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri ha adottato, il 15 aprile 2021, il «Protocollo per lo svolgimento dei concorsi pubblici».
  Sennonché, com'è noto, il decreto-legge 22 aprile 2021, n. 52, convertito con modificazioni dalla legge 17 giugno 2021, n. 87, così come recentemente novellato dall'articolo 3, comma 1, decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105, ha previsto, all'articolo 9-bis, che «[a] far data dal 6 agosto 2021, è consentito in zona bianca esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19 [...] l'accesso ai [...] concorsi pubblici». Quindi, attualmente, per garantire il corretto svolgimento delle procedure concorsuali non è sufficiente rispettare il protocollo adottato dal Dipartimento della funzione pubblica, ma è necessario altresì che i candidati si muniscano del cosiddetto green pass.
  Preso atto della situazione, in via precauzionale si è reputato necessario differire ulteriormente – e per un tempo ragionevole — la ripresa delle attività concorsuali nella procedura comparativa per la selezione dei restanti 2.242 funzionari giudiziari nei ruoli dell'Amministrazione giudiziaria. Ciò per due ordini di motivi: da un lato, perché l'obbligo di munirsi del cosiddetto green pass per la partecipazione ai concorsi è frutto di una sopravvenienza normativa e, dunque, necessita di un lasso di tempo ragionevole per essere adempiuto dai cittadini, onde scongiurare il rischio di restringere inopinatamente il numero dei partecipanti; dall'altro lato, perché gli attuali candidati al concorso, i quali – tra l'altro – hanno superato la prova preselettiva, hanno presentato le proprie domande più di un anno fa, quando cioè la certificazione verde era lungi dall'essere obbligatoria, da ciò discendendo che dev'essere garantito (a maggior ragione) a loro un congruo lasso di tempo per adeguarsi alla prescrizione normativa.
  In ogni caso, chiarite le ragioni che hanno giustificato un temporaneo rallentamento della procedura, si segnala che il 13 ottobre 2021 si sono tenute le prove scritte del concorso presso le sedi indicate nell'avviso di convocazione comunicata ai candidati il 28 settembre 2021 (e consultabile al link https://bit.ly/3aNKlzX). Le prove si sono peraltro svolte nel pieno rispetto del citato protocollo di sicurezza elaborato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, secondo le modalità specificate nell'avviso di convocazione.
  Successivamente, il 15 ottobre 2021, è stato pubblicato l'elenco degli ammessi alla prova orale, elaborato in base ai risultati conseguiti dai candidati nelle prove scritte (consultabile al link https://bit.ly/3aR5WX3).
  In conclusione, quindi, si ritiene che il ritardo accumulato nella procedura comparativa in questione sia stato determinato da cause di forza maggiore – quali la pandemia e le problematiche organizzative connesse – che nulla hanno a che vedere con la responsabilità delle amministrazioni dello Stato coinvolte. Al contrario, queste ultime hanno cercato di garantire il corretto, trasparente ed imparziale svolgimento del concorso, tutelando altresì il diritto alla salute dei candidati. Con il progressivo miglioramento della crisi pandemica, dettato anche dal successo della campagna vaccinale, è stato possibile ricostituire il fisiologico svolgimento della procedura comparativa, che attualmente è destinata a concludersi in tempi brevi.
Il Ministro per la pubblica amministrazione: Renato Brunetta.