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Atto a cui si riferisce:
C.4/09851 (4-09851)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 gennaio 2022
nell'allegato B della seduta n. 632
4-09851
presentata da
CECCANTI Stefano

  Risposta. — L'inchiesta giornalistica sull'utilizzazione del software israeliano Pegasus per spiare politici, giornalisti, attivisti per i diritti umani e proprietari di mass media ha evidenziato la presenza fra le migliaia di numeri intercettati anche di alcuni giornalisti, imprenditori e di un politico ungherese.
  La Farnesina, tramite l'ambasciata a Budapest, è a conoscenza della circostanza che, nel corso di una recente riunione della Commissione difesa ed ordine pubblico del Parlamento ungherese, il deputato del partito Fidesz, Lajos Kosa, ha ammesso che il software Pegasus è stato acquistato da Israele e messo a disposizione del Ministero dell'interno.
  Non sono emerse altre informazioni sui contenuti della riunione, durante la quale sono stati ascoltati anche il Ministro dell'interno Sandor Pintér e il Capo dell'unità anti-terrorismo (TEK) Janos Hajdu.
  Il Governo ungherese non ha mai fornito risposte chiare sul diretto acquirente del software e sarebbe al vaglio della magistratura magiara un'ipotesi di reato per violazione delle norme sul segreto di Stato a carico del deputato Kosa.
  Secondo Janos Stummer, Presidente della commissione di sicurezza nazionale del Parlamento e membro del partito di opposizione Jobbik, sarebbero circa 100 gli individui intercettati con l'utilizzazione del software Pegasus.
  Un'altra indagine è stata annunciata anche dalla procura di Budapest.
  Le opposizioni hanno chiesto le dimissioni del Governo e della Ministra della giustizia, competente ad avallare intercettazioni da parte dei servizi segreti senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria in caso di rischi per la sicurezza nazionale.
  La vicenda ha attirato l'attenzione anche delle istituzioni europee. Il 20 luglio il Commissario europeo alla giustizia, Reynders, ha confermato l'avvio di un'indagine da parte della Commissione al fine di verificare l'utilizzo del software Pegasus «in uno Stato Membro». La Commissione sta raccogliendo informazioni per capire quale sia il possibile utilizzo dell'applicativo.
  La Vicepresidente della Commissione Jourova ha anche indicato che, ove il tema non possa essere affrontato a livello europeo perché afferente a questioni di sicurezza nazionale, potrà comunque essere oggetto di una menzione nella Raccomandazione della Commissione sulla libertà di stampa in via di pubblicazione.
  Sulla base di quanto riferito dalla nostra ambasciata a Budapest non sono finora emerse notizie di coinvolgimento di cittadini italiani nelle intercettazioni. Il Governo continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda in ambito Unione europea a tutela dei diritti dell'individuo, tra cui quello alla riservatezza.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Benedetto Della Vedova.