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Atto a cui si riferisce:
C.4/10479 (4-10479)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 25 gennaio 2022
nell'allegato B della seduta n. 632
4-10479
presentata da
PALAZZOTTO Erasmo

  Risposta. — L'Italia è costantemente impegnata sul piano bilaterale e multilaterale nel sostegno ad una effettiva transizione istituzionale in Libia. Lo dimostrano le numerose missioni effettuate, da ultimo quella del Ministro Di Maio il 21 ottobre 2021. Vogliamo accompagnare il Paese verso la sua definitiva stabilizzazione sotto il profilo politico-istituzionale e della sicurezza. Questo resta un obiettivo prioritario per la Farnesina, nella consapevolezza che il suo raggiungimento favorirà una maggiore garanzia del rispetto del diritto umanitario e dei diritti umani da parte delle autorità libiche, a beneficio dei libici e dei migranti presenti nel Paese. L'Italia sostiene da sempre un approccio onnicomprensivo al fenomeno migratorio, volto a favorire una gestione più efficace e pienamente rispettosa degli standard internazionali.
  Abbiamo sostenuto con convinzione l'istituzione della missione di accertamento dei fatti sulla Libia da parte del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite, il cui mandato è stato rinnovato recentemente per ulteriori nove mesi. La Missione potrà accertare fatti e circostanze relativi a violazioni e abusi dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in Libia dal 2016.
  La tutela delle condizioni di migranti e rifugiati è centrale anche nell'ambito della cooperazione bilaterale tra Italia e Libia. Il Governo sostiene il rafforzamento delle capacità delle autorità libiche in attività di ricerca e salvataggio all'interno della propria area di responsabilità e contro il traffico di esseri umani, nel pieno rispetto delle normative internazionali. Questa è, d'altra parte, solo una delle linee d'azione.
  L'Italia resta infatti l'unico Paese europeo ad effettuare evacuazioni dirette dalla Libia. Siamo inoltre tra i principali sostenitori dei rimpatri volontari assistiti, per i quali ci siamo spesi in maniera incessante con le controparti libiche. Negli stessi contatti abbiamo sempre sottolineato – da ultimo il 21 ottobre 2021 durante l'incontro del Ministro Di Maio con il Primo Ministro Dabaiba, a margine della Conferenza sulla stabilizzazione della Libia – la necessità di tutelare migranti e rifugiati.
  Con il Fondo migrazioni, dal 2017 la Farnesina ha investito oltre 84 milioni di euro per migliorare le condizioni di vita di migranti e rifugiati in Libia, valorizzando l'azione congiunta da parte dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni e Alto commissariato Onu per i rifugiati. Le iniziative finanziate con il Fondo comprendono attività di formazione in materia di diritti dei migranti a beneficio delle autorità libiche e il sostegno al meccanismo sul transito di emergenza istituito dall'Alto commissariato delle Nazioni Unite. Quest'ultimo strumento assiste i rifugiati particolarmente vulnerabili, tra cui quelli reclusi nei centri di detenzione, consentendo loro un'uscita sicura dalla Libia verso una sistemazione regolare in Niger e in Ruanda in attesa del reinsediamento in Paesi occidentali, tra cui l'Italia.
  L'organizzazione dei voli umanitari dalla Libia è recentemente ripresa, pur in presenza di numerose difficoltà. Infatti, anche grazie anche al sostegno della Farnesina e dell'Ambasciata d'Italia a Tripoli, l'Organizzazione internazionale per le migrazioni ha ripreso i voli il 21 ottobre 2021, mentre l'Alto commissariato Onu per i rifugiati è riuscito a far decollare un primo volo umanitario verso Niamey il 5 novembre 2021. Il prossimo volo umanitario verrà effettuato il 21 novembre 2021, se saranno garantite le condizioni di sicurezza necessarie per la sua realizzazione.
  Ci siamo spesi molto affinché la chiusura dei centri fosse espressamente inclusa tra gli impegni per le autorità libiche nelle Conclusioni della seconda Conferenza di Berlino sulla Libia del 23 giugno 2021.
  Sui diritti dell'individuo, in particolare di quelli più fragili, l'Italia non è disponibile a compromessi. Né in Libia, né altrove.
La Viceministra degli affari esteri e della cooperazione internazionale: Marina Sereni.