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Atto a cui si riferisce:
C.5/07399 (5-07399)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 20 gennaio 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione VIII (Ambiente)
5-07399

  Con riferimento alla questione posta dagli Onorevoli interroganti in merito alla valutazione degli effetti applicativi di quanto disposto dall'articolo 21 del decreto-legge n. 228 del 2021 si rappresenta quanto segue.
  L'articolo 21 del decreto cosiddetto Milleproroghe dispone alcune modifiche circa la destinazione delle risorse del patrimonio destinato costituito mediante le risorse finanziarie derivanti dai fondi sequestrati alla famiglia Riva ed acquisite dalla società Ilva S.p.A. in A.S. a titolo di prezzo di sottoscrizione del prestito obbligazionario di cui all'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 1 del 2015.
  Tale norma prevede che le somme del suddetto patrimonio siano destinate, in via prioritaria, all'attuazione e realizzazione delle previste attività di tutela ambientale e sanitaria dell'azienda e, nei limiti delle disponibilità residue, a interventi volti alla tutela della sicurezza e della salute, nonché di ripristino e di bonifica ambientale secondo le modalità previste dall'ordinamento vigente. Ai sensi dell'articolo 13 del decreto-legge n. 91 del 2017, il citato articolo 3, comma 1 era da intendersi nel senso che le somme del suddetto patrimonio erano destinate, in via prioritaria, agli interventi ambientali previsti nell'ambito dell'offerta vincolante definitiva del soggetto aggiudicatario dei complessi aziendali del gruppo Ilva in A.S., coincidenti con gli interventi ambientali previsti dal DPCM 29 settembre 2017, ad opera del soggetto gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto. Le risorse eccedenti venivano destinate agli interventi ambientali posti a carico della società Ilva in A.S. dal medesimo DPCM, riferibili alle aree esterne allo stabilimento produttivo. Il piano ambientale di cui al DPCM dev'essere ultimato entro il 23 agosto 2023. Quanto alla restante parte del patrimonio, essa sarebbe stata destinata ad ulteriori progetti di tutela della sicurezza e della salute nonché di ripristino e di bonifica ambientale, da parte della struttura commissariale della società Ilva in A.S.
  Gli accordi attualmente in vigore tra la società Ilva in A.S. e l'aggiudicatario dei suddetti complessi aziendali prevedono, in coerenza con il suddetto quadro normativo, che le somme del patrimonio in questione siano destinate per un ammontare di 352 milioni di euro agli interventi previsti dal DPCM 29 settembre 2017 a carico del gestore dello stabilimento siderurgico di Taranto; a tale importo si sommano 98 milioni di euro utilizzabili da Ilva in A.S. per lo svolgimento delle attività di bonifica e risanamento ambientale previste ai sensi dell'articolo 12 del citato DPCM del 2017 sulle aree esterne al perimetro d'azienda concesso in affitto, per un totale complessivo di 450 milioni di euro.
  Tale importo è ora indicato nella nuova formulazione dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge n. 1 del 2015 come novellato dall'articolo 21 del decreto-legge n. 228 del 2021, laddove si prevede che «le somme rivenienti dalla sottoscrizione delle obbligazioni sono versate in un patrimonio dell'emittente destinato all'attuazione e alla realizzazione del piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 settembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 229 del 30 settembre 2017, per un ammontare complessivo non eccedente euro 450 milioni».
  Il nuovo testo del citato articolo 3, comma 1, prevede altresì che le disponibilità eccedenti le predette somme, per un importo massimo di 190 milioni, siano destinate ad ulteriori interventi di tutela della sicurezza e della salute, nonché di ripristino e di bonifica ambientale del sito siderurgico di Taranto e della connessa centrale termoelettrica.
  I fondi rimanenti rispetto alle risorse prioritariamente vincolate nell'utilizzo per un totale massimo di 640 milioni di euro (450 milioni di euro più 190 milioni di euro) verranno ora destinati alla riduzione dell'impatto ambientale del sito siderurgico di Taranto tramite il finanziamento di progetti di decarbonizzazione ed elettrificazione del ciclo produttivo dell'acciaio, in coerenza con gli obiettivi del PNRR e del programma Next Generation EU, ferma restando la procedura autorizzativa da parte della Commissione europea ai sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del TFUE.