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Atto a cui si riferisce:
C.5/07327 (5-07327)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 12 gennaio 2022
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-07327

  La disposizione contenuta nell'articolo 2 della legge 8 aprile 2020, n. 23 (il cosiddetto «decreto liquidità») e relativa allo strumento di garanzia SACE operante a condizioni di mercato (ormai comunemente noto come «decreto 14-bis», dal numero del comma dell'articolo che ne reca la disciplina) è stata varata nel pieno della emergenza pandemica alla quale il legislatore ha scelto di dare immediata risposta con misure, di carattere temporaneo, coerenti con il regime di eccezionale deroga alla disciplina europea in materia di aiuto di Stato, prevista dal cosiddetto Temporary framework.
  In tale contesto, sono maturati gli interventi pubblici a sostegno delle imprese sotto forma di garanzia, effettuati secondo le disposizioni degli articoli 1 e 13 del citato «decreto liquidità», rispettivamente da SACE e dal Fondo di garanzie per le PMI, coprendo di fatto esaustivamente la domanda di liquidità delle piccole e medie imprese italiane. Secondo i dati monitorati dalla Task force liquidità, al 15 dicembre 2021, l'intervento congiunto del Fondo centrale di garanzia e di SACE ha consentito di garantire finanziamenti, in favore di imprese di ogni dimensione e, in particolare, delle piccole e medie imprese, per un valore complessivo di oltre 245 miliardi di euro (216,5 miliardi di euro di finanziamenti garantiti a valere sul Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e 30,8 miliardi di euro coperti da garanzie prestate da SACE nell'ambito del programma Garanzia Italia).
  Come noto, i commi da 53 a 59 dell'articolo 1 della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (legge di bilancio 2022) hanno esteso al 30 giugno 2022 l'efficacia e la disciplina dei regimi di garanzia poc'anzi menzionati, coerentemente con quanto previsto dall'ulteriore proroga del regime di Temporary framework, medio tempore intervenuta.
  Le norme varate con la manovra di bilancio contemplano alcune ricalibrature delle condizioni di accesso e fruizione dei regimi di garanzie, declinati nel contesto dell'emergenza e si pongono nel solco della strategia di progressivo e graduale ripristino delle ordinarie condizioni di operatività di questa specifica tipologia di intervento pubblico in economia a sostegno delle imprese.
  Il decreto interministeriale previsto dall'articolo 2 del citato «decreto liquidità», finalizzato a disciplinare il quadro di riferimento delle garanzie rilasciate da SACE S.p.A., a condizioni di mercato (quindi con il pagamento di un premio per la garanzia, calcolato a condizioni appunto di mercato in base al merito di credito), si colloca nel solco della medesima strategia del Governo di accompagnamento e graduale dismissione dei regimi emergenziali, quando le condizioni lo consentono, con l'obiettivo di coniugare esigenze di sostenibilità finanziaria di medio e lungo termine degli strumenti di garanzia con quelle di ricollocazione, in capo al soggetto finanziatore (le banche), di una quota di rischio che si riveli congrua ad indurre l'accurata valutazione del merito di credito delle controparti. La norma di legge, al riguardo, dispone che la garanzia possa esse fino al 70 per cento dell'importo finanziato, prevedendo quindi che la banca detenga minimo il 30 per cento del rischio del finanziamento erogato.
  Se ne desume che gli interventi di efficientamento della risk retention, connessa alle probabilità di default dei finanziamenti assistiti da garanzia pubblica, riverberano tanto sulla solidità e tenuta complessiva del sistema creditizio e finanziario quanto sulla mitigazione del rischio di escussione delle garanzie pubbliche, con ricadute positive sui saldi di finanza pubblica.
  In questa prospettiva, le competenti strutture amministrative hanno predisposto lo schema di decreto per le garanzie di SACE S.p.A. a condizioni di mercato, su cui sono in corso verifiche tecniche su alcuni aspetti che tendono a recepire istanze specifiche provenienti dal dialogo continuo con il mondo bancario e con quello delle imprese. Si tratta in particolare della possibilità di rilasciare garanzie, a condizioni di mercato, su finanziamenti e portafogli di finanziamenti pre-esistenti rispetto alla richiesta della garanzia; al riguardo si sta verificando la compatibilità con la disciplina europea in materia di aiuti di Stato che impone determinate condizioni per escludere che la garanzia su finanziamenti già erogati configuri un aiuto al funzionamento delle banche e per assicurare, invece, che il vantaggio economico sia trasferito alle imprese beneficiarie del finanziamento.
  Resta in ogni caso saldo l'impegno del Governo all'attento monitoraggio dell'evoluzione dell'emergenza sanitaria e delle implicazioni da essa indotte a livello micro e macroeconomico, con l'obiettivo di adeguare costantemente gli interventi di politica economica per assicurare un appropriato livello di sostegno alla liquidità delle imprese, per le quali – si ricorda – la legge di bilancio ha già previsto il mantenimento dei regimi emergenziali di garanzia fino al 30 giugno 2022, in linea con il Temporary framework, e condizioni comunque particolarmente favorevoli fino al 31 dicembre 2022.