• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/07319 (5-07319)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-07319presentato daBOLOGNA Fabiolatesto diLunedì 10 gennaio 2022, seduta n. 624

   BOLOGNA. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute, al Ministro per le disabilità. — Per sapere – premesso che:

   l'ultima indagine Istat relativa alle condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell'Unione europea ha rilevato che, mediamente, il 16,4 per cento della popolazione – circa 8,5 milioni di persone –, a fronte di una media dell'Unione europea del 15,6 per cento, si occupa di assistere un soggetto che ne ha bisogno e, in particolare, il 14,9 per cento a livello familiare;

   una successiva analisi Istat circa le condizioni di salute della popolazione anziana ha evidenziato che, in Italia, oltre un anziano su quattro (il 25,9 per cento) dichiara di poter contare su una solida rete di sostegno sociale a fronte del 18 per cento che, al contrario, percepisce come scarso tale supporto;

   l'articolo 1, comma 254, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, ha istituito, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il Fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare, con una dotazione iniziale di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020, da ripartire tra le regioni per il sostegno di interventi legislativi volti a riconoscere il valore sociale ed economico di tale attività di cura non professionale; successivamente, l'articolo 1 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, ha previsto un incremento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021;

   il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 86, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2018, n. 97, ha attribuito al Ministro delegato per la famiglia e le disabilità il compito di definire i criteri e le modalità di utilizzo del fondo trasferito alla Presidenza del Consiglio dei ministri, oltre alle funzioni di indirizzo e di coordinamento per l'utilizzo delle risorse;

   queste ultime sono state destinate alle regioni per interventi di sostegno per il caregiver familiare e devono essere impiegate per i caregiver di persone in condizione di disabilità gravissima, per i caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali, comprovata da idonea documentazione, a programmi di accompagnamento finalizzati alla deistituzionalizzazione e al ricongiungimento del caregiver con la persona assistita;

   l'articolo 1, comma 334, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha previsto la costituzione del Fondo per gli interventi legislativi di valorizzazione dell'attività di cura non professionale del caregiver, diretto alla copertura finanziaria di interventi legislativi finalizzati al riconoscimento del valore sociale ed economico delle attività di cura a carattere non professionale del caregiver familiare, con una dotazione nel triennio di programmazione 2021-2023 pari a 30 milioni di euro annui;

   nessuna delle suddette disposizioni vincola una quota di finanziamento a percorsi di formazione per la figura del caregiver familiare, benché una corretta formazione garantirebbe sia una migliore aderenza terapeutica della persona assistita che una più idonea gestione dei sintomi della disabilità –:

   quali siano le iniziative che intendono assumere al fine di comprendere come sono state impiegate le risorse stanziate a favore del caregiver familiare e se non intendano valutare la possibilità di adottare iniziative per allocare parte delle risorse a sostegno di percorsi di formazione permanente che consentano di strutturare le competenze dei caregiver e di assicurare in maniera uniforme un livello di formazione il più possibile omogeneo per bisogni di assistenza assimilabili.
(5-07319)