• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11013 (4-11013)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11013presentato daBARONI Massimo Enricotesto diMercoledì 22 dicembre 2021, seduta n. 620

   MASSIMO ENRICO BARONI, SAPIA, GIULIODORI, COLLETTI, SURIANO, ROMANIELLO, TERMINI, TESTAMENTO, VALLASCAS, MENGA, FORCINITI, SARLI e CABRAS. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. — Per sapere – premesso che:

   venerdì 17 dicembre 2021, nel porto di Trieste, si è consumata l'ennesima tragedia sul lavoro: è deceduto un lavoratore operante per una ditta di smontaggio delle gru. L'incidente è avvenuto sul Molo terzo. L'uomo, Daniele Zacchetti, di Campolongo Maggiore, è morto sul colpo. Lavorava come operaio specializzato della ditta di costruzioni Zemiro di Mira. Daniele Zacchetti stava lavorando nei pressi di un cingolato dotato di braccio meccanico, quando avrebbe tolto dei cardini della gru stessa, che gli è caduta addosso, schiacciandolo. È l'ennesima morte bianca in Italia;

   si ricorda che, nel porto di Trieste, nel 2019 aveva perso la vita Roberto Bassin morto schiacciato da un rimorchio: era in servizio come guardiafuochi a bordo di una nave al terminal Samer, venne travolto da un camion. Al guardiafuochi Bassin è stata intitolata l'ordinanza n. 85 del 2019 ma secondo Sandi Volk del sindacato Clpt «non è stata mai rispettata». Dopo un secondo incidente, è stata revisionata, «ma nessuno vigila sull'applicazione»;

   l'Anmil (Associazione lavoratori mutilati invalidi del lavoro) ha dichiarato: «come si evince dagli ultimi dati INAIL (...), le denunce d'infortunio in Italia nel settore nel 2018 sono stati 949, aumentando del 4,2 per cento rispetto all'anno precedente (911), mentre le malattie professionali riconosciute nel 2018 sono state 433, incrementando addirittura del 41,5 per cento rispetto al 2017 (306)»;

   tutto ciò conferma tragicamente come questo settore abbia ancora un indice di incidenti gravi troppo elevato; al di là del lavoro di accertamento che porteranno avanti gli organi inquirenti, appare indispensabile un intervento di verifica e coordinamento delle disposizioni che regolano la sicurezza nei luoghi del lavoro marittimo e portuale e visto l'alto numero di malattie professionali sarebbe necessario che il lavoro portuale fosse inserito tra quelli usuranti. Come riferito pubblicamente dal Clpt, dalla gestione dell'ufficio avviamenti e dai rapporti degli ispettori dell'AdSPMAO è possibile rilevare il mancato rispetto dei riposi e del monte ore degli orari di molti lavoratori del porto, e di come tale evenienza, quando viene riscontrata dagli ispettori, incida sul rischio di morte, salute e di gravi incidenti;

   l'articolo 3, comma 2, del testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro prevede, entro un termine che è stato continuamente prorogato, l'adozione di provvedimenti finalizzati a dettare le disposizioni necessarie per consentire il coordinamento tra la disciplina prevista nel testo unico stesso e la normativa speciale relativa all'attività lavorativa a bordo delle navi e in ambito portuale; tuttavia, con lo strumento regolamentare previsto dal testo unico citato, non è stato possibile operare il prescritto raccordo tra la normativa generale e quella speciale riguardante i singoli settori, il quale richiede necessariamente l'individuazione di nuove e autonome fattispecie anche penalmente rilevanti, da operarsi con una norma primaria tutto ciò ha impedito un aggiornamento ed il coordinamento della disciplina che, quindi, continua ad essere dettata da disposizioni generali o incomplete e non coordinate –:

   quali iniziative intenda assumere il Ministro interrogato, al fine di avviare una ricognizione, con il coinvolgimento delle organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dai datori di lavoro, volta a rivedere l'attuale disciplina in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro dei suddetti settori, uniformandola, per quanto tecnicamente compatibile, con i parametri e gli standard generali dettati dal citato testo unico attraverso strumenti normativi adeguati;

   se il Ministro intenda verificare se l'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale ha utilizzato i dati dell'ufficio avviamenti e i rapporti degli ispettori e con quali esiti e, in caso contrario se intenda adottare le iniziative di competenza per avviare una procedura per la sospensione delle autorizzazioni delle concessioni delle aziende inadempienti.
(4-11013)