• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/11015 (4-11015)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11015presentato daTRANO Raffaeletesto diMercoledì 22 dicembre 2021, seduta n. 620

   TRANO, MASSIMO ENRICO BARONI, CABRAS e COLLETTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   su ordine del tribunale per i minorenni di Roma, un bambino di sei anni, S.B.P. nato in Svizzera, il 13 marzo 2015, è stato tolto alla mamma, V.S., nata a Roma il 19 maggio 1982, e messo in una struttura per minori, imponendogli anche di cambiare scuola;

   il provvedimento è stato eseguito dopo una consulenza tecnica d'ufficio (Ctu) su cui la difesa della donna ha avanzato numerose e gravi perplessità e su cui ancora non si pronuncia la corte d'appello a cui stato presentato reclamo;

   la vicenda è delicata, come tutte quelle che coinvolgono i minori, e apparentemente presenta anche diverse zone d'ombra;

   quando la mamma del bambino si trovava in Svizzera, essendo priva di permesso di soggiorno, i servizi sociali hanno avviato un procedimento;

   il bambino è stato collocato presso i nonni materni, A.S. e A.A., a Roma, dove, come specificato nelle loro relazioni dagli stessi servizi sociali, ha trovato un ambiente sereno e si è ben inserito a scuola;

   la mamma, per mantenere il piccolo, attualmente lavora a Vipiteno come insegnante di italiano e incontra il figlio nei fine settimana;

   il 26 ottobre 2020 la procura presso il tribunale e dei minori di Roma ha chiesto allo stesso tribunale di avviare un procedimento a tutela del minore, per valutare le competenze genitoriali della madre e l'idoneità dell'affidamento ai nonni;

   nonostante le positive relazioni degli insegnanti della scuola di appartenenza, la Ctu disposta dal giudice delegato ha tratteggiato un quadro negativo e portato al provvedimento di allontanamento, inserendo il minore in una struttura dove si trovano coetanei che hanno ben altri problemi, in quanto figli di pregiudicati, tossicodipendenti o provenienti da famiglie in cui si sono verificati episodi di maltrattamento;

   diverse sono le criticità sottolineate dalla difesa nei provvedimenti presi dal tribunale e nella stessa consulenza, senza contare che alla difesa, ledendo a quanto pare un diritto, non è stato messo a disposizione tutto il materiale alla base della Ctu, adducendo ragioni di privacy, che chiaramente non sono configurabili nell'ambito di un contraddittorio giudiziario;

   tutto è stato deciso senza la preventiva audizione del pubblico ministero e degli stessi genitori di cui è stata sospesa la responsabilità genitoriale;

   si paventa una «urgenza» che ictu oculi nemmeno risulta dedotta nel decreto impugnato;

   sembrerebbe che addirittura i servizi sociali abbiano dato informazioni fuorvianti ai nonni collocatari del minore che potrebbero pesantemente incidere sulle prossime festività natalizie;

   si tratta di una famiglia in relazione alla quale non sono stati segnalati né episodi di violenza, né di droga, né di alcolismo, né di follia, né di prostituzione;

   i tempi della corte d'appello sono lunghi e il timore che sia il bimbo che la madre possano subire danni seri è notevole;

   la vicenda descritta a parere dell'interrogante non è isolata ed evidenzia significativi rischi e criticità del sistema di affidamento dei minori –:

   se il Ministro interrogato non ritenga opportuno valutare la sussistenza dei presupposti per l'avvio di iniziative ispettive presso il tribunale per i minori di Roma, in relazione alla vicenda esposta in premessa, e se in ogni caso, alla luce delle criticità esposte, non intenda assumere iniziative normative volte ad assicurare la tutela del superiore interesse del minore nei procedimenti in questione.
(4-11015)