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Atto a cui si riferisce:
C.4/10446 (4-10446)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 21 dicembre 2021
nell'allegato B della seduta n. 619
4-10446
presentata da
GALLINELLA Filippo

  Risposta. — Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame la direzione generale competente del Ministero dello sviluppo economico, si rappresenta quanto segue.
  L'interrogante fa riferimento alla grave carenza di semiconduttori e microchip che ha colpito tutti gli stabilimenti del settore automotive nel suo complesso. Sul punto, l'interrogante suggerisce la realizzazione, nel territorio del Cassinate e del Basso Lazio, di specifiche fabbriche di semiconduttori per i settori dell'automotive e della mobility.
  Al giorno d'oggi, i semiconduttori sono una categoria di componenti essenziali ad una molteplicità di produzioni. Essi, infatti, oltre che nel settore automotive, sono impiegati nella produzione di numerosi beni di consumo di natura elettronica, come personal computer e cellulari, come pure nella produzione di elettrodomestici, aerei e molto altro.
  Orbene, la questione sollevata è strettamente connessa con la criticità afferente alla generalizzata difficoltà di approvvigionamento di materie prime e di materiale di base per la produzione industriale.
  A riguardo, come ha già avuto modo di riferire il Ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti recentemente in Aula al Senato, si sottolinea anche in questa sede che nel corso degli ultimi mesi è emersa una grande preoccupazione per la carenza di materie prime, materiali e prodotti di base e l'aumento globale dei prezzi degli stessi, sia per le imprese che per le famiglie. Le cause che caratterizzano questo fenomeno sono diverse a seconda della tipologia di bene e settore. Si va, infatti, da tematiche geopolitiche a fenomeni meramente speculativi, con un dato ormai caratterizzante rappresentato da un rapporto fra domanda ed offerta che ha spinto i prezzi al rialzo. Da non trascurare poi le difficoltà nel comparto della logistica e l'impatto che le politiche climatiche sortiscono nell'innalzare i prezzi delle materie prime. Si tratta in parte di fenomeni contingenti, ma non è certo trascurabile il rischio che ci si trovi solo all'inizio di una fase di generale rincaro dei prezzi. Conseguentemente, gli strumenti per far fronte a tali criticità sono diversi.
  Per quello che attiene specificamente alla carenza di offerta dei semiconduttori, oggetto della presente interrogazione, va rilevato come essa non abbia determinato solo un innalzamento dei prezzi, ma una vera e propria criticità a livello mondiale, con ripercussioni su intere filiere produttive (come quella dell'automotive).
  In questo caso, l'approccio per il futuro deve essere senz'altro quello dell'incentivo alla produzione nazionale, favorendo gli investimenti esteri su siti e stabilimenti produttivi italiani.
  Da ciò si evince, altresì, come la carenza di materie prime, materiali e prodotti di base colpisca tutta l'industria europea e richieda soluzioni a livello di Unione europea, dove l'attenzione per la problematica in parola è altissima.
  In particolare, si richiama il «Piano d'azione sulle Materie Prime Critiche» presentato dalla Commissione europea e progressivamente ampliato. Nella sua ultima versione, risalente al settembre 2020, è stata aggiornata la lista di «materie prime critiche» ed è stato formulato un rapporto prospettico. In questa lista figurano i semiconduttori, che rientrano tra i 34 prodotti critici per l'approvvigionamento. Per queste forniture, l'obiettivo è quello di creare una catena del valore europea e rendere le catene degli approvvigionamenti più sicure e resilienti alle variabili del commercio mondiale. Proprio in tale direzione, è stato annunciato a livello unionale il varo di un Microchips Act.
  Il Piano d'azione affronta il tema delle materie prime essenziali per il funzionamento di un'ampia gamma di ecosistemi industriali e mira a: i) sviluppare catene del valore resilienti per gli ecosistemi industriali dell'Unione europea; ii) ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche primarie mediante l'uso circolare delle risorse, i prodotti sostenibili e l'innovazione; iii) rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime nell'Unione europea; iv) diversificare l'approvvigionamento dai paesi terzi e rimuovere le distorsioni del commercio internazionale.
  Uno strumento per realizzare l'obiettivo di una catena del valore europea è rappresentato dall'importante progetto di interesse comune europeo (Ipicei sui semiconduttori, finalizzato a sostenere attività di ricerca e innovazione anche nella prima applicazione industriale Ipicei Microelettronica).
  L'Ipicei Microelettronica sostiene attività di ricerca, sviluppo e innovazione in cinque settori tecnologici (chip efficienti sul piano energetico, semiconduttori di potenza, sensori intelligenti, attrezzatura ottica avanzata e materiali compositi), con l'obiettivo di sviluppare tecnologie e componenti microelettroniche innovative che possano essere trasferite alle industrie a valle, tra le quali rileva l'industria dell'automotive.
  Grazie a questa iniziativa, la filiera nazionale della microelettronica ha beneficiato di uno stanziamento di oltre 700 milioni di euro. I progetti sono stati autorizzati dalla Commissione europea e sono in corso di realizzazione.
  Il Ministero dello sviluppo economico è attualmente impegnato in un secondo Ipicei sulla Microelettronica, volto a rafforzare lo sviluppo in Italia e in Europa di nuove tecnologie e prodotti altamente innovativi, quali ad esempio i microchip di nuova generazione.
  Si coglie l'occasione per sottolineare il sostegno che il Governo ha dato e continua a dare agli investimenti di importanti imprese del settore in parola. Infatti, la consapevolezza della strategicità della microelettronica e, in particolare, del settore dei semiconduttori per lo sviluppo del sistema industriale nazionale, ha condotto il Governo a incentivare e assistere le imprese che operano in questo settore, sia attraverso l'utilizzo dello strumento del contratto di sviluppo, sia con l'allocazione di importanti risorse nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
  Tra le cose, si ricorda che nel mese di aprile 2021 il Ministero dello sviluppo economico ha autorizzato un accordo per l'innovazione per un investimento complessivo di 18 milioni di euro, con le regioni Lombardia e Sicilia e talune aziende, per la realizzazione di un progetto innovativo nella produzione microelettronica. Inoltre, nel catanese, la società STMicroelectronics ha annunciato un investimento dell'ordine di 400 milioni di euro, assistito in parte da contribuzione statale. Questo tipo di investimento contribuirà a rafforzare anche l'indotto dell'industria e contribuirà a quella autonomia strategica che l'industria nazionale ed europea dovrebbero avere, relativamente alla fornitura di semiconduttori.
  Infine, nell'ambito del settore automotive, per il quale sono stati stanziati nel 2021 oltre un miliardo di euro per incentivare l'acquisto di veicoli a bassa emissione, proprio per far fronte ai ritardi nelle consegne dovute alla carenza di semiconduttori, il Governo ha prorogato al 30 giugno 2022 i termini entro cui concludere le prenotazioni dei contributi effettuate nel semestre in corso.
  In conclusione, si ribadisce che è massima l'attenzione del Governo per evitare fenomeni speculativi e tutelare sia gli operatori del settore, sia i consumatori. A tal fine, oltre all'utilizzo degli strumenti a disposizione dei Governi nazionali, è necessario promuovere un quadro europeo di intervento unitario, finalizzato ad addivenire a soluzioni armonizzate, per garantire l'approvvigionamento di materie prime, materiali e prodotti di base e sostenere lo sviluppo competitivo delle imprese.
Il Viceministro dello sviluppo economico: Gilberto Pichetto Fratin.