• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03354-A/002 9/3354-A/2. Paxia.



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03354-A/002presentato daPAXIA Maria Lauratesto diMartedì 21 dicembre 2021, seduta n. 619

   La Camera,

   in sede di esame del disegno di legge: «Conversione in legge del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, recante disposizioni urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose»;

   nel preambolo del decreto-legge si evidenzia la necessità e l'urgenza di introdurre apposite e più incisive misure in tema di coesione territoriale. I Fondi strutturali e il Fondo di coesione rappresentano misure fondamentali proprio per superare il divario oggi esistente tra Nord e Sud del Paese;

   il testo richiama in due articoli (6 ed 8) i fondi strutturali europei. In particolare l'articolo 8 (Fondo ripresa resilienza Italia) e la relazione illustrativa del decreto-legge prevedono che una quota del Fondo nel limite del 5 per cento dei prestiti e del 7 per cento degli investimenti in equity e quasi equity erogati ai destinatari finali possa essere destinata agli oneri di gestione. Le citate soglie sono frutto dell'applicazione della normativa comunitaria delle Common Provision Regulation relativa ai fondi strutturali UE di cui al Regolamento (UE) 2021/1060;

   premesso che:

    attraverso la politica di sviluppo regionale, l'Unione europea mira a raggiungere la coesione economica, sociale e territoriale riducendo le disparità fra le diverse regioni degli Stati membri;

    per il raggiungimento di tali obiettivi, l'Unione europea – sulla base di accordi stipulati con i singoli Stati membri e secondo regole condivise – assegna in un arco temporale di sette anni specifiche risorse finanziarie a cui si aggiungono, per il principio della addizionali le risorse nazionali messe a disposizione dai medesimi Stati Membri;

    le risorse destinate al Sud, che si sommano e non si sovrappongono, le ritroviamo all'interno dei Fondi strutturali e d'investimento europei, del Fondo di Sviluppo e Coesione; del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, del React-EU;

    i Fondi strutturali e d'investimento europei sono il principale strumento ordinario della politica di coesione europea, sono finanziati attraverso il bilancio dell'UE (Quadro Finanziario Pluriennale) e sono organizzati in cicli settennali: il prossimo, i cui piani sono in via di definizione, riguarda il periodo 2021-2027 e assegna all'Italia circa 42 miliardi, ai quali se ne aggiungeranno altri 40 di cofinanziamento nazionale e regionale dei quali alle regioni meridionali, spettano complessivamente 54,23 miliardi;

    il Fondo di Sviluppo e Coesione è il fondo nazionale che, come quelli europei su citati, finanzia progetti finalizzati alla coesione economica, sociale e territoriale del Paese e alla rimozione degli squilibri economici e sociali interni. La Legge di Bilancio 2021 assegna complessivamente al FSC 50 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030, ai quali se ne aggiungeranno ulteriori 23,5 miliardi con la Legge di Bilancio 2022. Di questi, l'80 per cento è riservato per legge al Mezzogiorno, che così risulterà destinatario di circa 58 miliardi;

    il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è rivolto a sostenere le riforme e gli investimenti effettuati dagli Stati membri per attenuare l'impatto economico e sociale della pandemia da COVID-19 e preparare le relative economie alle sfide delle transizioni ecologica e digitale, all'Italia spettano 191,5 miliardi di cui al Sud andrà il 40 per cento dei fondi territorializzabili (cioè riferiti a progetti con ricadute su territori specifici) ossia circa 82 miliardi;

    il React-EU è il secondo piano in ordine di consistenza del pacchetto europeo «Next Generation EU» del quale all'Italia andranno 14,4 miliardi (la quota più consistente), dei quali a sua volta circa 9 miliardi sono destinati a interventi nel Mezzogiorno e la cui programmazione spetta al ministro per il Sud e la Coesione territoriale, che ha predisposto un apposito piano per l'utilizzo delle risorse, inviato alla Commissione europea;

    la pioggia di denaro che cadrà sul nostro caro Sud Italia sarà copiosa, allettante ma soprattutto richiederà una gestione oculata e rivolta soprattutto a fare investimenti preziosi al fine di creare sviluppo e occupazione; c'è già preoccupazione e paura di ritrovarci di fronte ad un uso non omogeneo dei fondi europei laddove per fare un esempio il 30% dei fondi strutturali dovranno essere finanziati dalle Regioni e dunque gestiti dalla Conferenza Stato-regioni, luogo dove storicamente le negoziazioni sono avvenute a scapito delle Regioni del Sud provocando distorsione, marginalizzazione e fragilità; questa spirale ha già condannato l'Italia a vent'anni di crescita zero, privando la nostra economia del suo mercato interno aumentando le disuguaglianze e allargando il divario di reddito tra un territorio e l'altro;

    anche dalla stampa si leggono già raccapriccianti titoli come se il Sud già fosse condannato a vedersi derubato ancora una volta, come fosse il solito «bancomat» del Paese, privato della dignità e della possibilità di uscire da quella condizione che da sempre lo attanaglia a fanalino di coda di una parte d'Italia spregiudicata e affarista;

    è dunque necessario un monitoraggio capillare e preciso su ogni soldo speso proprio come già previsto per l'attuazione del PNRR;

    è fondamentale la capacità di spendere bene attraverso buoni investimenti e soprattutto nell'ottica di un piano per l'Italia che sia unico e teso ad eliminare drasticamente i divari tra Nord e Sud;

    è altresì indispensabile dunque dotare a partire da tutti i più piccoli comuni del Sud di strutture tecniche idonee a gestire ed utilizzare le risorse nella maniera corretta, per non sprecarle,

impegna il Governo

a monitorare nella maniera più idonea possibile che l'utilizzo e la gestione dei Fondi strutturali europei e del fondo di sviluppo e coesione appaiano coerenti con i risultati prefissi nell'ottica di apportare i reali benefici al meridione del nostro Paese affinché questa enorme opportunità non vada sprecata e determini un'Italia più giusta e coesa.
9/3354-A/2. Paxia.