• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10985 (4-10985)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10985presentato daCUNIAL Saratesto diLunedì 20 dicembre 2021, seduta n. 618

   CUNIAL. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   con l'interrogazione n. 4-10899, l'interrogante ha affrontato il tema relativo al vaccino anti-SARS-Cov-2 come possibile farmaco genico, affermando quelli che sono i principali punti di somiglianza tra questi farmaci vaccinali e i farmaci propriamente genici;

   un medicinale è propriamente di terapia genica quando ha come effetto principale noto la regolazione, la riparazione, la sostituzione, l'aggiunta o l'eliminazione di una sequenza genetica;

   con lo studio dal titolo «Vaccini Covid-19 basati su mRNA del vettore adenovirale DNA e SARS-CoV-2: possibile integrazione nel genoma umano - I geni adenovirali sono espressi nei vaccini basati sul vettore?» gli studiosi hanno evidenziato che:

   a) una dose da 0,5 ml di adenovirus ricombinante ChAdOx1-S di AstraZeneca, contiene circa 2,5 μg di DNA ricombinante di scimpanzé Ad26, che sono probabilmente assorbite dalle cellule del sistema linfatico e del fegato e il loro Dna sarà trasportato ai nuclei delle cellule. Nella recensione, gli autori hanno presentato le prove per l'inserimento del Dna di adenovirus nei genomi del ricevente e le sue conseguenze;

   b) l'RNA di SARS-Cov-2 o segmenti di esso, come il gene spike, può essere retrotrascritto dalle trascrittasi inverse codificate da LINE-1 o da altri fattori, e il Dna così sintetizzato può integrarsi a frequenze e posizioni sconosciute nei genomi dei vaccinati. Naturalmente, lo stesso vale per tutte le infezioni da SARS-Cov-2. Pertanto, il rischio di eventi di integrazione indesiderati delle trascrizioni inverse dell'Rna SARS-Cov-2 in caso di infezioni da SARS-Cov-2 appare simile a quello della vaccinazione con il vaccino COVID-19 a base di mRNA;

   con lo studio dal titolo: «Indagini approfondite hanno rivelato alterazioni fisiopatologiche coerenti dopo la vaccinazione con i vaccini COVID-19», si è dimostrato, come effetto collaterale dei vaccini anti-SARS-Cov-2 inattivati, esservi modifiche «nell'espressione genica di molti diversi tipi di cellule immunitarie»;

   in una intervista dal titolo: «L'mRNA dei vaccini COVID-19 può essere integrato nel DNA umano?» pubblicata su Scimex, il professor Thomas Preiss, il leader del gruppo di biologia dell'RNA presso il College of Health & Medicine dell'Australian National University, afferma che: «Al momento non ci sono prove che sia plausibile che l'mRNA dei vaccini COVID-19 sia integrato nel DNA umano, almeno non nel senso che rappresenterebbe un problema medico significativo con i vaccini mRNA» ma che «l'assenza di prove non è prova di assenza» salvo poi tranquillizzare che la probabilità di accadimento dell'integrazione è bassa e che il rischio è minore dei benefici;

   pertanto, l'interrogante sostiene che, seppur in forma di effetto collaterale, questi vaccini anti-SARS-Cov-2 si possano qualificare, oltre che Ogm, anche come farmaci a terapia genica. Per l'interrogante, il fatto che sia un effetto collaterale li rende ancora più pericolosi in quanto, teoricamente, la convinzione della comunità scientifica che uno dei vantaggi dei vaccini a mRNA rispetto a quelli a vettore virale o a Dna stia appunto nella non-integrazione nel Dna del soggetto, fa sottostimare questo come rischio nella valutazione rischio/beneficio, non facendolo prendere minimamente in considerazione, né dai produttori, né dalle autorità di controllo, né dalle autorità che autorizzano la commercializzazione –:

   se alla luce di quanto esposto in premessa, il Ministro interrogato non intenda interrompere la campagna vaccinale in corso e adottare iniziative per abrogare le norme che vedono la vaccinazione come requisito fondamentale per la continuazione della vita sociale senza restrizioni.
(4-10985)