• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10967 (4-10967)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10967presentato daCUNIAL Saratesto diGiovedì 16 dicembre 2021, seduta n. 616

   CUNIAL. — Al Ministro della transizione ecologica, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   sia il Ministero della transizione ecologica, sia diverse testate giornalistiche riportano che circa 150 mila tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti, spacciate come fertilizzanti (gessi di defecazione), sono state smaltite su circa 3 mila ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna;

   le indagini svolte dai Carabinieri forestali di Brescia, coordinati dai sostituti procuratori Mauro Leo Tenaglia e Teodoro Catananti, hanno portato al sequestro di n. 3 stabilimenti industriali ed all'apertura del procedimento penale R.G. 14734/2018 ancora ad oggi pendente;

   i reati contestati alla società Wte s.r.l. di Calcinato e altri, Agri Ent (Calvisano), Franzoni Luca e Oscar (Calvisano), Balestrieri Vittorio & C. (Castelvisconti) sono: traffico illecito di rifiuti e gestione di rifiuti non autorizzata, molestie olfattive e discarica abusiva in riferimento a n. 3 lotti di terreno ubicati nel comune di Lonato del Garda; traffico di influenze illecite e omesso trattamento di igienizzazione dei fanghi e il loro successivo spandimento sui terreni destinati a coltivazioni agricole situati nelle province di Brescia, Mantova, Cremona, Milano, Pavia, Lodi, Como, Varese, Verona, Novara, Vercelli e Piacenza;

   le attività illecite sarebbero state realizzate tra il gennaio del 2018 e l'agosto del 2019;

   i terreni contaminati sarebbero quelli siti in provincia di Brescia nei seguenti comuni: Calcinato, Quinzano, Calvisano, Mazzano, Lonato, Manerbio, Montirone, Fiesse, Brescia, Bagnolo Mella, Bedizzole, Botticino, Dello, Leno, Gambara, Ghedi, Isorella, Offlaga, Nuvolera, Orzinuovi, Ospitaletto, Pavone Mella, Pontevico, Poncarale, Pralboino, Remedello, Rezzato, Roccafranca, San Paolo, Verolanuova, Visano, ma anche quelli della provincia di Como (Mozzate) e quelli della provincia di Milano con: Abbiategrasso, Bareggio, Basiglio, Boffalora sopra Ticino, Canegrate, Legnano, Magenta, Meserio, Milano, Parabiago e Robecco sul Naviglio;

   la Wte, a fronte di lauti compensi, ritirava i fanghi prodotti da numerosi impianti pubblici e privati di depurazione delle acque reflue urbane ed industriali, da trattare mediante un procedimento che ne garantisse l'igienizzazione e la trasformazione in sostanze fertilizzanti. Al contrario, al fine di massimizzare i propri profitti, la ditta ometteva di sottoporre i fanghi contaminati al trattamento previsto, aggiungendovi anzi ulteriori inquinanti come l'acido solforico derivante dal recupero di batterie esauste. Il mancato trattamento dei fanghi a norma di legge era frutto di una consapevole strategia aziendale per ridurre al minimo i costi e massimizzare il profitto;

   come emerso dalle intercettazioni, i proprietari dei fondi venivano convinti ad accettare lo spandimento dei gessi sui propri terreni essendogli offerto gratis e comprendendo la successiva aratura dei campi, di cui si faceva carico la società di recupero dei rifiuti;

   tale business criminale avrebbe fruttato alle società coinvolte oltre 12.000.000,00 di euro di profitti illeciti;

   da un primo studio sugli abitanti di Calcinato, in particolare della frazione di Calcinatello, compiuto nel 2016 dall'Osservatorio epidemiologico dell'Agenzia per tutela della salute di Brescia, risulta un eccesso di mortalità nei maschi per tumori maligni di laringe, trachea, bronchi e polmoni, con un aumento, rispetto alla media di Ats di ben il 55 per cento;

   il quadro emerso è allarmante se si considera che l'omessa igienizzazione dei fanghi e il loro successivo spandimento ha potenzialmente esposto a un grave pericolo sia l'ambiente sia la salute pubblica –:

   di quali informazioni disponga il Governo circa i terreni coinvolti dagli spandimenti illeciti, suddivisi per comune e per provincia;

   se il Ministro della transizione ecologica intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, anche per il tramite del comando dei carabinieri per la tutela dell'ambiente, per approfondire la situazione di contaminazione dei terreni;

   se il Governo ritenga necessario adottare iniziative di competenza, anche normative, per limitare lo spandimento dei gessi e ammendanti e vietare quelli di derivazione industriale.
(4-10967)