• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
S.3/02973 TURCO, PIRRO, L'ABBATE - Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dello sviluppo economico. - Premesso che: uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Environmental...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02973 presentata da MARIO TURCO
martedì 14 dicembre 2021, seduta n.386

TURCO, PIRRO, L'ABBATE - Ai Ministri della transizione ecologica, della salute e dello sviluppo economico. - Premesso che:

uno studio pubblicato sulla rivista scientifica "Environmental research" ha dimostrato l'incremento di mortalità nei quartieri di Taranto interessati dall'attività industriale. La ricerca, dal titolo "Utilizzo dei dati demografici comunali per la stima della mortalità nelle città sottoposte ad elevata pressione ambientale: risultato del primo studio sui quartieri di Taranto dal 2001 al 2020", è stata condotta dalla Società italiana di medicina ambientale (SIMA) e dall'università di Bari "Aldo Moro" ed è la prima ad essersi basata sul conteggio delle schede anagrafiche comunali;

nei quartieri Tamburi, Paolo VI e Città vecchia-borgo a nord di Taranto, più vicini all'area industriale, è stato rilevato un eccesso statisticamente significativo di 1.020 decessi, tra uomini e donne, nel periodo 2001-2020, rispetto ai dati degli altri quartieri e delle altre città della regione, con un picco del 68 per cento di eccesso di mortalità rilevato nel 2019 in persone di sesso maschile tra i residenti del quartiere Paolo VI;

considerato che:

l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente (ARPA) della Puglia ha pubblicato una relazione nella quale vengono riportati i dati di monitoraggio della qualità dell'aria aggiornati al 2020, registrati nelle aree di Taranto e Statte, attestando che nessun limite di legge previsto dal decreto legislativo n. 155 del 2010 è stato superato nell'intervallo osservato. Nella stessa relazione sono state evidenziate criticità: aumento della media annua del benzene nel 2020 rispetto al 2019, probabilmente imputabile all'obsolescenza degli impianti dello stabilimento siderurgico; superamento del valore limite orario del biossido di zolfo, attribuibile alle operazioni di colata della loppa; numerosi picchi orari tra gennaio e febbraio 2020 superiori alla soglia olfattiva per l'idrogeno solforato (inquinante non normato);

l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), a settembre 2021, dopo oltre 15 anni, ha pubblicato le nuove linee guida sulla qualità dell'aria (AQG 2021), che presentano dei valori critici per gli inquinanti normati sostanzialmente inferiori rispetto a quelli del decreto legislativo n. 155;

le nuove linee guida sottoscritte da oltre 100 società medico-scientifiche di tutto il mondo, inclusa una decina di italiane, tra cui il progetto CCM RIAS Rete italiana ambiente e salute, hanno potuto dimostrare e documentare la crescente influenza negativa dell'inquinamento atmosferico sulla salute;

sussiste un eccessivo disallineamento tra i valori critici contemplati dal decreto legislativo n. 155 e i parametri delle linee guida dell'OMS, a tal punto che l'Istituto superiore di sanità, sul suo sito, ha auspicato la necessità di ridurre il livello di inquinamento dell'aria in tempi non troppo lontani;

le linee guida dell'OMS hanno rivisto, ad esempio, al ribasso la media annuale del particolato fine (Pm2.5) portandolo da 10 a 5 microgrammi per metro cubo, quella del particolato inalabile (Pm10) da 20 a 15 microgrammi per metro cubo, così come per il biossido di azoto riducendolo da 40 a 10 microgrammi per metro cubo e per il monossido di carbonio viene suggerito il limite giornaliero di 4 microgrammi per metro cubo;

la stessa OMS ha potuto accertare dalle pubblicazioni scientifiche sull'argomento, i cui risultati sono stati confrontati e valutati attraverso un accurato processo di peer review effettuato anche da esperti esterni all'organizzazione, che l'esposizione prolungata anche a bassi livelli degli inquinanti costituisce un pericolo per la salute umana e che, di fatto, non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio non aumenta;

considerato infine che:

il prossimo piano industriale dello stabilimento siderurgico di Taranto, così come il rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale (AIA), non può non considerare l'incidenza della mortalità nelle aree prossime all'area industriale, né i nuovi valori critici raccomandati dalle nuove linee guida dell'OMS, nonché quanto accertato dalla stessa OMS sull'esposizione prolungata dei cittadini anche a bassi livelli di inquinamento;

la valutazione del danno sanitario (VDS), contenuta nel cosiddetto decreto Balduzzi-Clini (decreto ministeriale 24 aprile 2013), è una misura superata, perché poco efficace a prevenire gli effetti degli inquinanti sull'ambiente e sulla salute, e inidonea a valutare il danno sanitario in caso di valori soglia al di sotto dei limiti di legge per ciascuno degli inquinanti presi in esame;

sul tema, nel gennaio 2019, il primo firmatario della presente interrogazione ha depositato il disegno di legge AS 1011 avente ad oggetto l'introduzione della valutazione preventiva e integrata dell'impatto ambientale e sanitario (VIIAS), in una logica di prevenzione del danno ambientale e sanitario;

in data 22 luglio 2021, ha anche presentato l'interrogazione 3-02740, che ad oggi non ha ricevuto risposta, sull'opportunità di introdurre strumenti di valutazione preventiva dell'impatto sanitario e ambientale per contrastare e prevenire gli effetti negativi prodotti dagli inquinanti delle aree a forte impatto industriale, così come di rivedere i limiti di legge degli inquinanti e i relativi intervalli di rilevazione, a maggiore salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica,

si chiede di sapere:

quali siano i tempi di adeguamento dei valori limite degli inquinanti previsti dal decreto legislativo n. 155 del 2010 alle nuove linee guida sulla qualità dell'aria, recentemente pubblicate dall'OMS;

se i Ministri in indirizzo intendano introdurre strumenti di valutazione preventiva dell'impatto sulla salute pubblica e sull'ambiente, soprattutto in relazione al futuro piano industriale in corso di definizione da parte di Acciaierie d'Italia.

(3-02973)