• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/03347-A/032 9/3347-A/32. (Testo modificato nel corso della seduta) Vietina.



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/03347-A/032presentato daVIETINA Simonatesto diGiovedì 9 dicembre 2021, seduta n. 611

   La Camera,

   premesso che:

    la legge quadro sulla disabilità rappresenta l'attuazione di una delle riforme previste dalla Missione 5 «Inclusione e Coesione», Componente 2 «Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e Terzo settore», del PNRR, con l'indicazione che debba entrare in vigore entro il 31 dicembre 2021;

    le previsioni della delega, in attuazione degli articoli 2, 3, 31 e 38 della Costituzione, devono essere conformi alle previsioni della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (Convention on the Rights of persons with disabilities – CRPD), nonché alla Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030 della Commissione europea del 3 marzo 2021, e alla Risoluzione del Parlamento europeo sulla protezione delle persone con disabilità del 7 ottobre 2021;

    la finalità perseguita dalla legge delega è quella di modificare la legislazione sulle disabilità e promuovere il trasferimento ove possibile dell'assistenza in ambiente domiciliare, familiare ricucendo la istituzionalizzazione se non necessaria e favorire l'autonomia delle persone con disabilità; inoltre, mira a garantire la valutazione e il riconoscimento della condizione della persona in modo da consentire il pieno rispetto del diritto alla vita indipendente e alla piena inclusione sociale, scolastica e lavorativa, nel rispetto dei principi di autodeterminazione e di non discriminazione, insieme all'effettivo e completo accesso al sistema dei servizi, delle prestazioni e delle agevolazioni;

    il provvedimento in esame, con riguardo all'accertamento della disabilità e alla revisione dei suoi processi valutativi di base, indica numerosi principi e criteri direttivi per l'esercizio della delega, tra cui rileva anche quello inerente alla razionalizzazione e unificazione in un'unica procedura dei processo valutativo di base degli accertamenti afferenti all'invalidità civile, alla cecità civile, alla sordità civile, alla sordocecità e alle valutazioni propedeutiche all'individuazione degli alunni con disabilità (di cui all'articolo 1, comma 181, lettera c), numero 5), della legge 13 luglio 2015, n. 107);

    per quanto riguarda in particolare gli alunni con disabilità grave, per poter frequentare regolarmente la scuola, hanno bisogno di forme diverse di supporto e assistenza all'educazione, a garanzia di un'effettiva inclusione scolastica;

    per tali supporti, il Ministero dell'istruzione ha distinto tre livelli di assistenza: quello didattico, riservato agli insegnanti specializzati per le attività di sostegno; quello educativo, svolto dagli assistenti per l'autonomia e la comunicazione, di cui all'articolo 13, comma 3 della legge n. 104 del 1992; quello materiale e igienico, affidato ai collaboratori scolastici in forza dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL);

    per i docenti specializzati per le attività di sostegno, ruolo e funzioni sono definiti dal Ministero dell'istruzione, provvedendo alla loro specializzazione in via diretta o tramite convenzioni con enti privati (articolo 14 della legge n. 104 del 1992). Diversamente, le funzioni rientranti nella comunicazione e assistenza per l'autonomia, di cui alla legge n. 104 del 1992, articolo 13, comma 3, devono essere svolte da assistenti educatori con una preparazione professionale specifica;

    tali figure professionali, fondamentali per supportare necessità impellenti degli alunni disabili e delle loro famiglie, non dipendono dal Ministero dell'istruzione, ma dagli enti territoriali, regioni, città metropolitane o comuni, i quali, spesso non hanno sufficienti risorse economiche per gestire servizi che hanno un costo elevato per la collettività e che, con propri regolamenti, disciplinano in modo differenziato, la delicatissima funzione di assistenza e integrazione degli alunni con disabilità fisica, psichica o sensoriale;

    gli enti territoriali affidano la gestione di tali servizi a cooperative con gare d'appalto, con trattamenti retributivi differenziati e in condizioni di precarietà, mentre occorrerebbe valorizzare tale figura professionale come altamente qualificata e specializzata, con carattere stabile e inserita nel profilo contrattuale del comparto scuola;

    molte famiglie di alunni disabili gravi, che nel nostro Paese constano di circa 60-70 mila alunni, sono costrette, per rendere esigibili i diritti fondamentali, sistematicamente violati per carenza di risorse e di personale professionale di supporto alla didattica, a ricorrere ai tribunali per denunciare le discriminazioni e la fragilità del sistema,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, di adottare iniziative, affinché la figura dell'assistente per l'autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità vengano formati adeguatamente.
9/3347-A/32. (Testo modificato nel corso della seduta) Vietina.