• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.9/DOC.III,N. ... premesso che: in data 17 marzo 2018 la Corte di appello di Bari, dopo un'attenta analisi della normativa elettorale vigente, proclamava eletta senatrice della Repubblica...



Atto Senato

Ordine del Giorno 9/DOC.III,N.4/1 presentato da RAFFAELE FANTETTI
giovedì 2 dicembre 2021, seduta n. 385

Il Senato,
premesso che:
in data 17 marzo 2018 la Corte di appello di Bari, dopo un'attenta analisi della normativa elettorale vigente, proclamava eletta senatrice della Repubblica la signora Anna Carmela Minuto;
alcun errore materiale è stato commesso nella proclamazione a senatrice della Repubblica della ridetta Anna Carmela Minuto, ma il rispetto rigoroso del numero dei parlamentari all'interno dei due collegi elettorali della Puglia. La legge elettorale prevede, infatti, che i due collegi della Puglia devono essere rappresentati entrambi da sei senatori;
il dottor Michele Boccardi, dissentendo su quanto deliberato e proclamato dalla Corte di appello di Bari, proponeva ricorso alla Giunta delle elezioni e immunità del Senato della Repubblica;
in data 25 maggio 2020 il senatore Simone Pillon, relatore della vicenda in seno alla Giunta, si esprimeva per il rigetto del ricorso, ritenendo lo stesso completamente infondato in diritto;
in data 24 settembre 2020 la Giunta, però, a maggioranza, in accoglimento del ricorso si esprimeva per la decadenza della senatrice Minuto;
in data 30 novembre 2021, veniva fissata la seduta del Senato per l'approvazione e/o il rigetto della decisione assunta dalla Giunta;
considerato che:
l'elezione della senatrice Minuto, convalidata da ben tre giudici della Corte di appello di Bari, è pienamente conforme alla legge elettorale vigente nonché conforme a precedenti specifici giurisprudenziali (Consiglio di Stato elezioni europee 2009);
lo stesso relatore ha, nel corso del suo intervento, declinato sia le norme che la giurisprudenza a supporto della propria conclusione. ln particolare, dall'esame della tabella B del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2017 (quantificazione del numero dei seggi da attribuire a ciascun collegio elettorale) si evince che ad entrambi i collegi plurinominali sono assegnati 6 seggi, in osservanza del criterio della proporzionalità rispetto alla popolazione nella ripartizione dei seggi (come previsto dall'articolo 57 della Costituzione, nonché dall'articolo 1, comma 1, del Testo Unico delle norme per l'elezione del Senato della Repubblica), essendo minima la differenza di popolazione dei due collegi. Pertanto se si approvasse la proposta della Giunta delle elezioni si otterrebbe una distorsione della rappresentanza dei senatori all'interno dei due collegi elettorati della Puglia (anziché 6 e 6) previsti dalla norma, avremmo 5 e 7);
il decreto del Presidente della Repubblica richiamato, emanato in applicazione della norma elettorale in esame, prevede che "alle Regioni di cui all'articolo 131 della Costituzione è assegnato il numero dei seggi del Senato della Repubblica, rispettivamente indicato nella tabella A allegata al presente decreto, vistata dal Ministero dell'interno..." e che "nell'ambito di ciascuna Regione, nella tabella B allegata al decreto, vistata dal Ministero dell'interno, è determinato per ogni collegio plurinominale il numero complessivo dei seggi da attribuire"; tale tabella statuisce appunto che sia nel collegio Puglia1 che in quello Puglia2 devono essere rigorosamente attribuiti 6 seggi;
tutta la disciplina evidenziata si ispira al principio per cui la ripartizione dei seggi nei collegi è proporzionata alla popolazione accertata dell'ultimo censimento di ciascuno di essi e, al criterio di rappresentatività territoriale con il quale è necessario coordinare quello della rappresentatività politica;
lo stesso relatore riferisce che qualora si aderisse alla tesi sostenuta dal ricorrente si perverrebbe alla riduzione del numero dei seggi attribuiti in un collegio e al corrispondente aumento dei seggi nell'altro collegio. Ciò si porrebbe in evidente contrasto con la previsione del combinato disposto dell'articolo 1, comma 2-ter, del decreto legislativo n. 533 del 1993 e della tabella B del decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2017 nonché dei principi costituzionali;
a suffragare questa impostazione è opportuno ricordare i pareri resi da illustri costituzionalisti in altro ricorso. In particolare il professor Mirabelli evidenzia che la rappresentanza territoriale è rivolta ad attribuire un numero di seggi rapportato alla popolazione dl ciascun collegio e quindi alla comunità che elegge ed esprime la rappresentanza. Avvicinare e collegare elettori ed eletti è una delle finalità proprie della democrazia; corrisponde a questa finalità la ripartizione della Regione in collegi, a ciascuno dei quali è attribuito un numero fissato di seggi da assegnare;
lo stesso professor Flick (già presidente della Corte costituzionale) ha sottolineato "...la necessità di mantenere intatto il numero dei seggi fissato dal legislatore per ciascun collegio", suffragando tale sua statuizione con il parere del professor Tedeschini che ha richiamato la giurisprudenza costituzionale sul punto;
nel senso appena illustrato, come si è anticipato, si è espressamente pronunciato in vicenda sovrapponibile alla presente anche il Consiglio di Stato nella sentenza del 13 maggio 2011, n. 2886, divenuta un riferimento esclusivo per le statuizioni nelle Corti di appello per l'assegnazione dei seggi elettorali. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la corretta applicazione della disciplina relativa alla distribuzione dei seggi dovesse necessariamente tener conto ed armonizzarsi con la disposizione del testo normativo che predetermina i seggi da attribuire in relazione ad ogni ambito territoriale attraverso il rinvio ad apposito decreto del Presidente della Repubblica (nella specie il decreto del Presidente della Repubblica del 28 dicembre 2017). Si è espressamente affermata quindi la portata inderogabile delle previsioni in questo ultimo contenute;
tanto premesso e considerato,
in difformità da quanto deliberato dalla Giunta delle elezioni e delle immunità, il giorno 24 settembre 2020, chiede che venga confermata la proclamazione, adottata dalla Corte d'appello di Bari, della signora Anna Carmela Minuto a senatore della Repubblica italiana.
(numerazione resoconto Senato G1)
(9/Doc. III, n. 4/1)
Fantetti, D'Alfonso, Causin, Biasotti, Pacifico, Lannutti, Lonardo, Carbone, De Bonis, Minuto, Augussori, Riccardi, Fusco, Simone Bossi, Grassi, Pazzaglini, Alessandrini, Emanuele Pellegrini, Pittoni, Pergreffi, Marti, Saponara, De Falco