• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10887 (4-10887)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10887presentato daSGARBI Vittoriotesto diVenerdì 3 dicembre 2021, seduta n. 609

   SGARBI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   il procuratore Luigi Patronaggio, in carica dall'ottobre 2016 quale procuratore capo di Agrigento, ha presentato alla questura di Agrigento una querela per stalking nei confronti dei noti avvocati Giuseppe Arnone e Daniela Principato, ritenendosi vittima da parte dei medesimi di tale reato nonché di ulteriori altri reati;

   nella denuncia per stalking il Patronaggio ricostruisce lo scontro con l'Arnone, in particolare, scaturito a seguito dell'arresto in carcere del medesimo avvocato Arnone ottenuto dal procuratore Patronaggio il 12 novembre 2016, arresto annullato poi dal tribunale del riesame il 29 novembre 2016;

   il Patronaggio, in ordine all'arresto in carcere dell'Avvocato Arnone, poi annullato, è stato escusso dalla Commissione parlamentare antimafia e per tali dichiarazioni, ritenute dall'Arnone mendaci e false, risulta esser stato querelato dall'Arnone medesimo;

   la denunzia per stalking contro gli avvocati Arnone e Principato è stata presentata il 14 agosto 2020, immediatamente dopo la diffusione nelle librerie di Agrigento, avvenuta il 13 agosto 2020, del volume «Sette contro due», autore l'avvocatessa Principato, ove veniva ricostruito lo scontro tra Luigi Patronaggio e l'avvocato Giuseppe Arnone;

   la Commissione antimafia si è interessata all'arresto in carcere dell'avvocato Arnone in quanto già dal 2013 numerosi collaboratori di giustizia avrebbero riferito alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo in ordine ai progetti omicidiari in danno di Arnone, discussi all'interno di «cosa nostra» in relazione all'impegno del medesimo; di recente, all'inizio del 2021, sarebbero emerse conferme anche di fronte al tribunale di Agrigento, da parte di un collaboratore di giustizia, circa progetti omicidiari dovuti al fatto che l'Arnone risulta essere ritenuto un politico incorruttibile e inavvicinabile, che crea notevoli problemi soprattutto agli interessi della mafia in materia di appalti;

   nel febbraio 2021 il Procuratore Patronaggio risulta aver trasmesso una nota circostanziata al prefetto di Agrigento e alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, al fine di adottare misure di garanzia rispetto all'incolumità di Arnone e al suddetto rischio omicidiario;

   il 26 marzo 2021 il medesimo Procuratore della Repubblica Patronaggio, ad avviso dell'interrogante violando giuridicamente il dovere di astensione ed entrando in contraddizione logica con la sua nota a tutela di Arnone del febbraio 2021, si attivava per richiedere al magistrato di sorveglianza di Agrigento la declaratoria di delinquenza abituale nei confronti dell'avvocato Giuseppe Arnone;

   ad avviso dell'interrogante, può costituire una circostanza rilevante, sul piano disciplinare e della violazione del dovere di astensione, l'avere adottato nei confronti dell'avvocato Giuseppe Arnone, in pendenza di una controversia con il medesimo, i provvedimenti e gli atti sopra indicati, finalizzati alla declaratoria di delinquenza abituale dell'Arnone e alla detenzione in carcere per la pena relativa a una condanna per diffamazione; a ciò va aggiunta la rilevante anomalia, per quanto consta all'interrogante senza precedenti e tale da presentare caratteri di abnormità, che nel procedimento penale in cui l'avvocato Arnone è indagato per calunnia il procuratore Patronaggio risulti contestualmente titolare del fascicolo e parte offesa;

   appare peraltro all'interrogante indiscutibile e particolarmente anomalo lo stridente contrasto tra le iniziative a tutela dell'incolumità dell'Arnone per il suo impegno antimafia e le sopracitate iniziative per far dichiarare lo stesso Arnone delinquente abituale e fargli scontare in carcere una condanna per il reato di diffamazione, sostanzialmente di natura politica;

   i fatti sopra riassunti sono puntualmente ricostruiti e documentati in un esposto inviato dall'Arnone al Ministro interrogato, esposto al quale sono allegati appunto tutti i documenti sopra indicati, documenti che sono dunque nella disponibilità del Ministro interrogato e dei suoi uffici –:

   se il Ministro interrogato non intenda valutare se sussistano i presupposti per adottare iniziative ispettive in relazione a quanto esposto in premessa, anche ai fini dell'eventuale promozione dell'azione disciplinare.
(4-10887)