• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02965 CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti: in vista dell'attuazione del piano nazionale di ripresa e...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02965 presentata da MARGHERITA CORRADO
martedì 30 novembre 2021, seduta n.383

CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto risulta agli interroganti:

in vista dell'attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il Ministro in indirizzo si sarebbe dotato ex nihilo, grazie all'art. 29 del decreto-legge n. 77 del 2021, di una soprintendenza definita speciale in quanto ufficio di livello dirigenziale generale straordinario (si veda il sito "beniculturali");

l'annuncio ha suscitato perplessità sia nel dicastero, dove però il famigerato "decreto bavaglio" silenzia qualunque rimbrotto, sia nel mondo reale, destinato com'è il nuovo ufficio, benché operativo solo fino al 31 dicembre 2026, a "cannibalizzare" le 43 Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio territoriali togliendo loro risorse umane, soprattutto, proprio mentre le esautora dallo svolgere i propri compiti istituzionali ogni volta che occorra una valutazione di impatto ambientale (VIA) statale o siano cointeressati due organi periferici o anche a discrezione del "superdirettore", dotato del potere di avocazione dei procedimenti e sostituzione nei confronti di quelle: tutto allo scopo dichiarato e orgogliosamente rivendicato di velocizzare le procedure attuative del PNRR ("Osservazioni sul decreto di riorganizzazione del MIC" su "emergenzacultura");

considerato che:

come accennato, il "lieto evento" porta con sé un'ulteriore posizione dirigenziale di livello generale, esigenza cui si è parzialmente ovviato affidando direttamente la creatura al direttore generale archeologia belle arti e paesaggio in carica, Federica Galloni, ma anche un'adeguata dotazione di personale dedicato;

per quanto attiene alla composizione della segreteria tecnica, esigenza prioritaria, sembra che all'interpello urgente del 24 giugno 2021, indetto con la circolare n. 181 della Direzione generale organizzazione su richiesta della stessa Soprintendenza speciale per il PNRR del 23 giugno 2021 (prot. 00001-P) allo scopo di rinvenire, tra i funzionari del Ministero della cultura, 45 unità (20 architetti, 6 ingegneri, 5 archeologi, 4 funzionari amministrativi e 6 assistenti amministrativo-gestionali di area II) cui affidare i compiti di gestione e rappresentanza dell'ufficio, ma anche tutte responsabilità proprie dei dipendenti pubblici ex articolo 28 della Costituzione, non abbia risposto alcuno, o pochi;

potrebbe avere avuto un peso, nella mancata risposta, l'assenza di indicazioni circa il riconoscimento degli incentivi tecnici previsti all'art. 113 del "codice degli appalti e dei contratti" (decreto legislativo n. 50 del 2016), ma è impossibile escludere che alcuni dipendenti abbiano anche avuto scrupoli di ordine morale a farsi parte attiva della mission niente affatto segreta della "Soprintendenza speciale per il PNRR", che gli interroganti considerano uno scempio facilmente prevedibile;

sono invece in corso di selezione nei tempi previsti e con l'ormai consueta, purtroppo, discutibile discrezionalità i 35 professionisti esterni (architetti, archeologi, avvocati e ingegneri) destinati alla medesima segreteria tecnica con "incarichi di lavoro autonomo ex art. 7, comma 6 del D.Lgs n. 165/2001" secondo la delibera bando della Soprintendenza speciale per il PNRR dell'8 luglio 2021. Quest'ultima sembra essere viziata da irregolarità sotto diversi profili, ma in particolare per la mancata indicazione dell'oggetto degli incarichi fiduciari da affidare ai professionisti scelti, oggetto che, a dispetto delle previsioni della lettera a) del citato comma 6 dell'art. 7, resta tutt'altro che corrispondente ad "obiettivi e progetti specifici e determinati", non potendosi identificare questi ultimi con le previsioni generali del PNRR;

considerato inoltre che:

prestazioni di lavoro autonomo come le suddette (consulenza, ricerca, studio), proprio per il loro carattere di autonomia e la mancanza del vincolo di subordinazione con il datore di lavoro, richiedono che il prefato carattere risulti prevalente, per evitare l'elusione e la violazione delle norme sull'accesso alla pubblica amministrazione attraverso concorso pubblico e per rispettare il principio di buon andamento ed imparzialità dell'azione amministrativa (articoli 51 e 97 della Costituzione);

il previsto rapporto di 45 a 35 tra personale interno ed esterno in senso alla segreteria tecnica della Soprintendenza speciale per il PNRR avrebbe garantito la distinzione richiesta ma, andando deserto l'interpello, la forbice è rimasta solo su carta, rendendo di fatto impossibile attivarla senza incorrere nella violazione della legislazione vigente;

valutato che:

alla pericolosità intrinseca di una super soprintendenza, nata allo scopo di depotenziare gli uffici territoriali di tutela e sostituirsi loro per abbattere ogni eventuale ostacolo posto dall'articolo 9 della Costituzione alla realizzazione di grandi opere impattanti o distruttive per il patrimonio culturale e soprattutto per il bene paesaggio, si aggiunge una carenza di personale che, quand'anche la selezione dei 35 professionisti esterni destinati alla segreteria tecnica andasse rapidamente a buon fine, ne inficia l'impiego a norma di legge e in generale desta grande preoccupazione (finalmente anche nelle organizzazioni sindacali), dato il ruolo che è stato assegnato alla soprintendenza monstrum nell'attuazione del PNRR;

il carico di lavoro della soprintendenza speciale, tuttora sguarnita di personale, ha finito per scaricarsi di fatto sulla Direzione generale archeologia belle arti e paesaggio, prostrandola ulteriormente e minandone l'efficienza, anche a causa del doppio ruolo del suo dirigente, ma principalmente per quella diminuzione della pianta organica del Ministero che ha ormai raggiunto percentuali incompatibili con la "vita" del dicastero,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo, cosciente del rischio che l'inadeguatezza dell'odierna pianta organica del Ministero ai compiti istituzionali correnti e a quelli eccezionali legati all'attuazione del PNRR, conseguenza anche del suo studiato immobilismo in fatto di assunzioni e turnover, possa danneggiare severamente il Paese in una stagione in cui i cittadini non possono permettersi di sprecare alcuna occasione di ripresa e sviluppo, non ritenga di potenziare l'organico delle Soprintendenze archeologia belle arti e paesaggio invece di sguarnirle e commissariarle;

se, facendo tesoro dell'ormai comprovata inutilità della Soprintendenza speciale per il PNRR, rivelatasi un pesante aggravio delle problematiche che da più tempo affliggono il Ministero, non ritenga di sopprimerla, consapevole che gli italiani hanno diritto di pretendere che le dinamiche del PNRR siano governate nell'esclusivo interesse della comunità nazionale, evitando cioè che in nome profitto di pochi lo Stato deroghi agli obblighi di tutela e lasci che sia deturpato il paesaggio e distrutti beni collettivi irripetibili.

(3-02965)