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Atto a cui si riferisce:
C.5/07180 (5-07180)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 1 dicembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione VI (Finanze)
5-07180

  Con il documento in esame l'Onorevole interrogante fa riferimento alle recenti modifiche introdotte ai sensi dell'articolo 6 del decreto-legge 21 ottobre 2021, n. 146 ed, in particolare, dal comma 10 del menzionato articolo che ha disposto l'abolizione del regime agevolativo del «patent box» mediante l'abrogazione dei commi da 37 a 45 dell'articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, nonché dell'articolo 4 del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58.
  In particolare, l'Onorevole interrogante, ritenendo necessario, al fine di orientare le scelte del legislatore, acquisire puntuali informazioni inerenti al rapporto costi-benefìci del regime in esame per il periodo 2015-2020, chiede di sapere «se, sulla base di un'analisi comparata della performance dei beneficiari dell'agevolazione e di quella dei soggetti che non hanno beneficiato del regime in questione, il Governo consideri i costi del regime agevolativo, in termini di minori entrate, superiori ai suoi benefici economici connessi alla dinamica degli investimenti privati, alle ricadute positive sull'occupazione, alla crescita del numero dei brevetti nonché all'incremento in Italia della collocazione di beni immateriali detenuti all'estero da imprese italiane o straniere».
  Al riguardo, sentiti gli Uffici dell'Amministrazione finanziaria, si rappresenta quanto segue.
  In relazione agli oneri a carico della finanza pubblica generati dal regime patent box di cui alla legge 190 del 2014, l'Agenzia delle entrate evidenzia che:

   nel periodo d'imposta 2019, in base ai dati presenti nel quadro RF dei modelli dichiarativi presentati dai soggetti che hanno aderito al regime patent box, il costo della misura agevolativa ha superato l'importo di 1,5 miliardi di euro;

   per il periodo di imposta 2020, non essendo ancora disponibili i modelli dichiarativi, è stata effettuata una stima basata sul tasso di incremento percentuale del numero delle adesioni, registrato negli anni 2015-2019, che è risultato pari al 23 per cento. In base ai risultati di detta stima, il costo del regime agevolativo in esame potrebbe superare i 2 miliardi di euro.

  Da un punto di vista quantitativo in termini aggregati, le stime di costo del patent box italiano determinano un mancato gettito, in rapporto al PIL, pari a circa lo 0,07 per cento del PIL. La misura riguarda poco più di 2.000 imprese, circa l'80 per cento del costo della misura è a beneficio di PMI e circa la metà delle risorse relative all'incentivo è utilizzata da imprese operanti nel settore manifatturiero.
  Per quanto riguarda l'esistenza di eventuali effetti economici positivi (cosiddetto spill-over) prodotti dal regime agevolativo in argomento, in base ai dati a disposizione dell'Agenzia, gli stessi non sembrano essersi verificati, quantomeno in termini di: incrementi occupazionali, aumento degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, creazione di nuovi beni immateriali, miglioramento, superiore rispetto alla media di settore, della redditività operativa e finanziaria delle imprese che hanno goduto del regime agevolativo.
  Ai fini di una più compiuta analisi dell'impatto economico della misura in argomento il Dipartimento delle finanze fa presente che sarebbe opportuna la creazione di un modello econometrico basato su microdati panel per un periodo di circa 10 anni, riguardanti dati di dichiarazione, di bilancio e, idealmente, dati relativi ai brevetti per codice fiscale dell'impresa, da associare puntualmente ai dati fiscali e di bilancio.
  Il modello da applicare dovrebbe essere di tipo difference in differences in modo da confrontare i soggetti beneficiari della misura (trattati) con soggetti non beneficiari (non trattati) che abbiano però per il resto caratteristiche simile ai beneficiari.
  Il Dipartimento delle Finanze riferisce di aver effettuato uno studio di questo tipo sull'iper-ammortamento, ma non sulla patent box, anche se ha in programma l'estensione dell'analisi ai principali incentivi fiscali.
  Si precisa però che il Dipartimento delle finanze non dispone dei dati dei brevetti per singola impresa.