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Atto a cui si riferisce:
C.5/07139 (5-07139)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 25 novembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-07139

  Il Trattato del Quirinale, che sarà firmato domani dal Presidente Draghi e dal Presidente Macron, è un accordo per una cooperazione bilaterale rafforzata tra Italia e Francia.
  Il Trattato, come tutti gli altri accordi, è negoziato dal Governo nella sua funzione esecutiva, in un quadro di necessaria confidenzialità. Tutte le Amministrazioni italiane competenti per le materie trattate nell'accordo sono state coinvolte nel negoziato. Il Parlamento verrà coinvolto nel procedimento di ratifica che seguirà alla firma.
  Il risultato raggiunto è frutto di un'azione corale dell'Esecutivo. Nel suo discorso programmatico davanti al Parlamento, il Presidente Draghi ha sottolineato come «proprio la pandemia abbia rivelato la necessità di perseguire uno scambio più intenso con i partner con i quali la nostra economia è più integrata». «Per l'Italia – cito sempre il Presidente del Consiglio nel suo intervento programmatico – ciò comporterà la necessità di meglio strutturare e rafforzare il rapporto strategico e imprescindibile con Francia e Germania».
  Il Trattato individua alcune priorità d'azione condivise e soprattutto stabilisce e imposta un metodo di lavoro basato su consultazioni rafforzate a ogni livello. Queste permetteranno uno scambio approfondito tra i due Paesi sulle questioni di interesse comune.
  L'individuazione di iniziative specifiche, sempre sulla base della valutazione congiunta delle due Parti, verrà invece demandata ad un programma di lavoro da aggiornare periodicamente nei vertici tra Italia e Francia. Un approccio di questo tipo garantirà la più corretta e bilanciata evoluzione delle priorità che Roma e Parigi vorranno identificare.
  Riguardo a quanto sollevato dall'On. Lupi, è importante sottolineare che il metodo di consultazioni rafforzate previste dal Trattato non comporta impegni sulle scelte di merito riguardanti il sistema imprenditoriale italiano o la sua tutela ma anzi agevolerà le dinamiche di mercato. La comune appartenenza di Italia e Francia all'Unione Europea fornisce di per sé il quadro regolatorio di riferimento all'interno del Mercato Unico. Resta in capo ai governi la promozione e la tutela dei rispettivi sistemi imprenditoriali, all'interno dei parametri stabiliti dal diritto europeo.
  Nell'ambito della collaborazione economica, industriale e digitale, sempre su un piano di reciprocità, è inoltre esplicitamente previsto che le progettualità congiunte per promuovere lo sviluppo delle imprese avvengano in un contesto di bilanciamento degli interessi. Il loro avvio, così come quello di altre forme di collaborazione economica, resta affidato alla valutazione delle due Parti sui singoli casi. Il Trattato si limita infatti ad istituire dei meccanismi di consultazione e a indicare priorità condivise che permetteranno di meglio coordinare l'azione dei due Paesi.
  Per quel che riguarda invece quanto richiesto dall'On. Formentini, il Governo è naturalmente disponibile a rendere al Parlamento un'informativa sul Trattato di cooperazione rafforzata con la Francia nelle sedi e nelle date che potranno essere opportunamente concordate.