• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02647 (3-02647)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02647presentato daCOLLETTI Andreatesto diGiovedì 25 novembre 2021, seduta n. 603

   COLLETTI, SPESSOTTO, LEDA VOLPI, MANIERO, CORDA e SAPIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri. — Per sapere – premesso che:

   in seguito a notizie di stampa, si è appreso che, nelle indagini relative all'inchiesta fiorentina Open, sarebbe venuto fuori il nome di Antonio Funiciello, attuale capo di gabinetto del Presidente del Consiglio Mario Draghi, all'interno di alcune chat tra due indagati «eccellenti»: Gianluca Ansalone e Alfonso Toto, accusati di corruzione per aver finanziato illecitamente la Fondazione Open allo scopo di trarre vantaggi per le rispettive aziende tramite l'attività parlamentare;

   da tali chat emergerebbe che Funiciello, che all'epoca dei fatti era capo di gabinetto dell'ex Presidente del Consiglio Gentiloni, si sarebbe messo a disposizione di Ansalone, all'epoca responsabile delle relazioni esterne della British American Tobacco, per «affondare» norme ritenute dannose per la multinazionale, con particolare riferimento a un emendamento che proponeva di «inasprire la fiscalità sulle sigarette di fascia molto bassa»;

   Ansalone, prima di diventare «esperto» di tabacco e di emendamenti, ha svolto delicati incarichi istituzionali presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nel «Dipartimento informazioni per la sicurezza», nel Copasir durante la presidenza D'Alema e presso la Presidenza della Repubblica come «consulente per l'analisi internazionale e la sicurezza»;

   nel novembre 2017 Ansalone avrebbe scritto direttamente a Funiciello, come già detto capo di gabinetto dell'allora premier Gentiloni, per segnalare a più riprese la necessità di intervenire sul succitato emendamento per «affossarlo», ringraziando puntualmente, in maniera «speculare e parallela», prima lui e immediatamente dopo Lotti, che risulta indagato perché si sarebbe «ripetutamente adoperato in relazione a disposizioni normative di interesse per la Spa British American tobacco Italia», ottenendo in cambio bonifici per la Fondazione Open (considerata allora «cassaforte del renzismo») da parte di Bat;

   Funiciello, che prima di essere nominato «braccio destro» di Draghi faceva parte del consiglio di amministrazione della Fondazione Leonardo – Civiltà delle Macchine (organismo noto secondo l'interrogante come «ricettacolo» di nomine politiche, presieduto dall'ex deputato Luciano Violante), non risulta invece indagato nonostante il suo «attivismo» nell'affare Bat quando era capo di gabinetto con Gentiloni e responsabile del Comitato referendario «Basta un sì» (tale Comitato risulterebbe collegato alla Fondazione Open, nel cui bilancio comparirebbero rimborsi a nome di Funiciello);

   dalle stesse fonti si apprende di un altro messaggio «imbarazzante» tra l'attuale capo di gabinetto di Draghi e Alfonso Toto (imprenditore accusato di corruzione che avrebbe utilizzato il «canale Funiciello» per provare ad ottenere norme favorevoli al proprio gruppo imprenditoriale) circa un emendamento che «incrementasse di circa 60 milioni la spesa prevista per il 2018 destinata agli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale abruzzese A24 e A25», e dagli atti dell'indagine emergerebbe che l'interessamento dell'allora Sottosegretario Maria Elena Boschi, «attivata da Luciano D'Alfonso (ex Governatore dell'Abruzzo)», e di Antonio Funiciello, «avrebbero contribuito all'effettiva approvazione dell'emendamento»;

   i comportamenti emersi dalle indagini, riconducibili a Funiciello, risulterebbero di eccezionale gravità in virtù del ruolo da lui ricoperto, al punto tale da dover richiedere interventi e prese di posizione decise, considerato che la nostra Costituzione impone ai cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche «il dovere di adempierle con disciplina ed onore», e che lo stesso atto di nomina firmato da Draghi rinvia espressamente agli obblighi derivanti dal codice di comportamento, tra cui figura quello di non usare a fini privati le informazioni di cui si dispone per ragioni di ufficio, di esercitare prerogative e poteri pubblici «unicamente per le finalità di interesse generale per le quali sono state conferite» –:

   se il Presidente del Consiglio dei ministri sia a conoscenza di elementi riguardanti i fatti esposti in premessa e/o di situazioni analoghe e se intenda promuovere iniziative di competenza in relazione a quanto evidenziato, nel pubblico interesse e nel rispetto dei succitati principi costituzionali, e se intenda prendere, conseguentemente, i provvedimenti necessari per porvi rimedio, con l'urgenza richiesta dalla straordinaria gravità della vicenda.
(3-02647)