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Atto a cui si riferisce:
C.4/10033 (4-10033)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Lunedì 22 novembre 2021
nell'allegato B della seduta n. 600
4-10033
presentata da
COMENCINI Vito

  Risposta. — Risto Jovanovic, cittadino del Montenegro, è stato tratto in arresto il 28 giugno 2021 in Kosovo con l'accusa di «incitamento all'odio e alle intolleranze nazionali e religiose» durante le celebrazioni osservate dalla Chiesa ortodossa serba per il martirio di San Vito nella cittadina di Gazimestan. Quest'ultima, ubicata a una decina di chilometri dalla capitale Pristina, è un luogo di importanza storica per i serbi, in cui si ricorda la battaglia del Kosovo del 1389 (nota anche come «Battaglia della Piana dei Merli»), episodio di significativa rilevanza per l'identità nazionale serba.
  L'arresto, operato dalla polizia kosovara, è stato convalidato dal pubblico ministero che ha chiesto la proroga della misura fino a 30 giorni, motivando la richiesta con il pericolo di fuga e specificando come la pena edittale massima per il reato ascritto preveda fino a 5 anni di carcere.
  Il 21 luglio 2021 il tribunale di base di Pristina ha condannato Jovanovic a 6 mesi di reclusione, confermando le accuse di incitamento all'odio per aver intonato slogan nazionalistici. Alla pena detentiva è stata offerta l'alternativa, accettata dalla difesa, del pagamento di un'ammenda pari a 6.700 euro. Il tribunale ha altresì irrogato a Jovanovic la sanzione accessoria dei divieto di ingresso in Kosovo per 5 anni. All'udienza di condanna era presente in aula l'ambasciatore montenegrino a Pristina.
  L'Italia attribuisce massima priorità alla salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei Balcani Occidentali. Si tratta di un aspetto centrale nel percorso di avvicinamento della regione all'Unione europea, che il nostro Paese sostiene con convinzione.
  Ferma restando la nostra tradizionale posizione a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali, il caso sollevato dall'interrogante non sembra presentare elementi sufficientemente chiari e univoci che possano evocare l'opportunità di un'azione diplomatica da parte italiana, tenuto anche conto della correttezza sotto il profilo formale della procedura giudiziaria seguita dalle autorità kosovare.
Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri e la cooperazione internazionale: Benedetto Della Vedova.