• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/06267 ARRIGONI, VALLARDI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, CANDURA, CAMPARI, TOSATO, PIANASSO, ALESSANDRINI, BERGESIO, URRARO, ZULIANI, FAGGI, LUNESU, AUGUSSORI, DORIA, PIZZOL, RIVOLTA, PISANI...



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-06267 presentata da PAOLO ARRIGONI
martedì 16 novembre 2021, seduta n.379

ARRIGONI, VALLARDI, BRIZIARELLI, BRUZZONE, PAZZAGLINI, CANDURA, CAMPARI, TOSATO, PIANASSO, ALESSANDRINI, BERGESIO, URRARO, ZULIANI, FAGGI, LUNESU, AUGUSSORI, DORIA, PIZZOL, RIVOLTA, PISANI Pietro, RICCARDI, FERRERO, PERGREFFI - Al Ministro della transizione ecologica. - Premesso che:

è di fondamentale importanza garantire il benessere dei corpi idrici, purtuttavia si evidenzia come l'applicazione del "deflusso ecologico" a partire dal 1° gennaio 2022, previsto dalla direttiva "Acque" 2000/60/CE, non migliorerebbe ma anzi peggiorerebbe la qualità delle acque interne, creando difficoltà all'equilibrio ambientale del nostro Paese;

la realtà italiana è caratterizzata infatti da regimi fluviali non compatibili con gli algoritmi utilizzati per determinare i deflussi minimi che sono calibrati sulle condizioni idrologiche dei Paesi dell'Europa centrosettentrionale;

in alcuni fiumi occorrerebbe rilasciare un quantitativo d'acqua di 2 o addirittura 3 volte superiore rispetto all'attuale, riducendo il livello di riempimento dei laghi e avendo meno disponibilità di acqua per l'irrigazione e per le reti di canali;

le sperimentazioni condotte in ambiti idrografici strategici, per simulare gli effetti dell'applicazione del deflusso ecologico, mostrano risultati devastanti per l'agricoltura, la produzione di energia idroelettrica e la fruibilità turistica dei territori;

solo nella provincia di Treviso, le sperimentazioni effettuate stimano in 530 milioni di euro i danni dovuti alla riduzione di prelievi dal fiume Piave, con un calo del 70 per cento nella presenza d'acqua all'interno del reticolo idraulico, conseguenti riduzioni nell'irrigazione, nella produzione di energia idroelettrica, e ricadute negative in ambito ambientale e turistico;

l'applicazione del deflusso ecologico determinerebbe altresì una devastazione ambientale degli ambiti lacustri montani e l'incremento del rischio di incendio boschivo dovuto al fatto che i laghi montani sarebbero vuoti per gran parte dell'anno obbligando la flotta aerea ad ala fissa di contrasto agli incendi boschivi a tempi di intervento enormemente maggiori;

Enel Green Power ha stimato solo nel Veneto una minore produzione di 930 gigawattora all'anno di energia idroelettrica causata dalla riduzione dell'accumulo idrico nei bacini montani e il conseguente ridimensionamento del sistema dei pompaggi idroelettrici che rappresentano una risorsa strategica per il sistema elettrico nazionale, oltre che un'importante quota di energia prodotta da fonti rinnovabili;

l'energia idroelettrica è infatti in grado di decarbonizzare la produzione di energia elettrica e contribuisce pertanto al conseguimento degli obiettivi climatici ed energetici in attuazione del PNIEC (piano nazionale integrato energia e clima) e della direttiva 2018/2001/UE, cosiddetta RED II, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recentemente recepita con decreto legislativo;

l'energia idroelettrica, a differenza di quella prodotta da fotovoltaico e eolico, è programmabile e contribuisce pertanto a garantire la continuità dell'approvvigionamento energetico e la stabilità della rete;

nello scorso mese di settembre 2021 la produzione idroelettrica italiana è risultata inferiore del 23 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno;

l'applicazione del deflusso ecologico contribuirebbe a ridurre ulteriormente questa quota impattando negativamente sulla produzione idroelettrica di tutto l'arco alpino;

considerato che nel piano nazionale di ripresa e resilienza, i consorzi di bonifica ed irrigazione hanno avuto ammessi progetti esecutivi per un miliardo e 600 milioni di euro, anche per adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla direttiva Acque, ma sul capitolo acqua ci sono disponibili solo 520 milioni,

si chiede di sapere quali iniziative il Ministro in indirizzo intenda adottare per: a) dare la possibilità ai distretti idrografici di definire il deflusso ecologico in relazione alla specificità dei vari contesti, ammettendo, qualora il costo economico e sociale diventasse spropositato, le deroghe previste dalla stessa direttiva Acque sui valori dei quantitativi d'acqua da rilasciare in alveo; b) accelerare la realizzazione e l'ammodernamento delle infrastrutture idriche, per aumentare la capacità di acqua piovana trattenuta dai bacini idrici, contribuendo alla corretta gestione del deflusso ecologico; c) adeguare la condizione idrica dei territori ai parametri indicati dalla direttiva; d) programmare nuovi investimenti per la salvaguardia idrogeologica del territorio considerando l'implementazione di un piano nazionale invasi.

(4-06267)