• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01370 (2-01370) «Magi».



Atto Camera

Interpellanza 2-01370presentato daMAGI Riccardotesto diMercoledì 10 novembre 2021, seduta n. 592

   Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro della salute, per sapere – premesso che:

   la procreazione medicalmente assistita (Pma) è l'insieme delle tecniche utilizzate per aiutare il concepimento; dal 2014 la Corte costituzionale ha fatto decadere il divieto di fecondazione eterologa nel nostro Paese, cioè la fecondazione in cui uno o entrambi i gameti provengono da un donatore esterno alla coppia;

   come riporta la Relazione sullo stato di attuazione della legge contenente norme in materia di Pma relativa all'anno 2020, la differenza nella distribuzione tra le regioni di centri pubblici e privati convenzionati è significativa, con una maggiore concentrazione al nord;

   a partire dal 2017, nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) sono state inserite le prestazioni riguardanti le varie tecniche di Pma, ma manca, attualmente, il nomenclatore tariffario per tali tecniche; per le spese connesse alle prestazioni di raccolta, conservazione e distribuzione di cellule riproduttive finalizzate alla Pma eterologa; è invece previsto un contributo il cui importo è fissato dalle singole regioni;

   finché non saranno definite le tariffe di queste prestazioni, non è attuabile nessuna convenzione e, quindi, il fabbisogno dei pazienti continua ad essere disatteso; inoltre, è necessario che le tariffe per le tecniche di Pma siano congrue rispetto alla complessità della procedura, onde evitare che le convenzioni non siano essere accettate dai centri;

   inoltre non è inclusa nei Lea la diagnosi genetica di preimpianto (Dgp), una indagine clinica diagnostica sull'embrione per individuare malattie genetiche; per avvalersene è necessario sottoporre la coppia ad un programma di fecondazione in vitro anche se non ci sono problemi di fertilità; dal 2015, grazie alla sentenza n. 96 del 2015 della Corte costituzionale, emessa a seguito di un procedimento presso il tribunale di Roma per due coppie con l'Associazione Luca Coscioni, anche le coppie fertili con patologie genetiche possono accedere alla fecondazione assistita;

   dunque, nonostante nel 2017, con queste tecniche diagnostiche, siano nati 705 bambini che altrimenti non avrebbero mai visto la luce e che si aggiungono alle altre 14.000 nascite annuali grazie alle tecniche di fecondazione assistita, l'accesso a tale tecnica è ancora ostacolato nel nostro Paese, dal momento che non è a carico del Servizio sanitario nazionale e sono poche le regioni che si fanno carico della spesa;

   altra questione che merita di essere segnalata è che non è ancora stata avviata alcuna campagna per promuovere la donazione dei gameti, nonostante essa sia stata resa possibile dal decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 2019, n. 131, con cui è stato adottato il regolamento di attuazione della direttiva 2012/39/UE della Commissione del 26 novembre 2012 che modifica la direttiva 2006/17/CE;

   peraltro, per la donazione di gameti femminili nel nostro Paese, non è previsto un rimborso come avviene in altri Paesi (ad esempio in Spagna, Paese da cui l'Italia importa legalmente gameti femminili per tecniche eterologhe, fermo il divieto di commercializzazione);

   infine, come riportato nella Relazione al Parlamento, i fondi inizialmente previsti dall'articolo 2, commi 1 e 2, della legge n. 40 del 2004 per promuovere attività di comunicazione e di ricerca sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle, nonché per ridurne l'incidenza, sono diminuiti progressivamente nel tempo sino a risultare non più disponibili;

   dal 2018, c'è stato anche il definanziamento totale dei contributi statali che erano previsti attraverso lo specifico Fondo, istituito ai sensi dell'articolo 18 della legge n. 40 del 2004, per promuovere e sostenere le attività di competenza delle regioni nell'ambito della Pma; ciò ha comportato significative limitazioni delle attività già sostanzialmente a carico delle regioni; il rischio è che non possano essere svolte tutte quelle attività correlate e necessarie all'erogazione di tali prestazioni come l'acquisizione di attrezzature di laboratorio adeguate all'evoluzione delle tecniche, la formazione del personale, i contratti aggiuntivi per la riduzione delle liste d'attesa;

   ad oggi, non risulta ancora depositata la relazione sull'attuazione della legge n. 40 del 2004, che, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della stessa legge, deve essere presentata al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno –:

   se intenda adottare iniziative per definire un idoneo Nomenclatore tariffario sulle Pma, prevedendo costi corrispondenti a quelli reali per le tecniche avanzate di Pma rendendole così effettivamente erogabili;

   se intenda adottare iniziative per aggiornare i Livelli essenziali di assistenza con l'inclusione a carico del Servizio sanitario nazionale delle indagini diagnostiche sull'embrione Pdg-Pgs, come previsto dalla legge n. 40 del 2004 e dalle decisioni della Corte costituzionale di cui in premessa;

   se intenda adottare iniziative volte ad introdurre un rimborso spese per le donatrici di gameti, come in tutti gli Stati europei da cui li si importano, nel rispetto del divieto di commercializzazione;

   se intenda avviare una campagna per promuovere la donazione dei gameti;

   se intenda adottare iniziative per ripristinare per intero i fondi previsti dalla legge n. 40 del 2004 di sostegno finanziario alle regioni attraverso risorse dedicate alla Pma;

   quando sarà depositata la relazione annuale al Parlamento sull'attuazione della legge n. 40 del 2004.
(2-01370) «Magi».