• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02602 (3-02602)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02602presentato daBOLOGNA Fabiolatesto diMartedì 9 novembre 2021, seduta n. 591

   BOLOGNA e BALDINI. — Al Ministro della salute . — Per sapere – premesso che:

   in Italia, dopo un'iniziale inerzia circa l'utilizzo di nuove terapie per il trattamento di Covid-19, è stata autorizzata la somministrazione di anticorpi monoclonali anti-SARS-CoV-2, con decreto del Ministro della salute 6 febbraio 2021;

   l'Aifa ha definito modalità e condizioni per il loro impiego con successivi atti: determina del 9 marzo 2021, del 6 maggio 2021 e del 4 agosto 2021;

   l'Aifa e l'Ema, successivamente, hanno dato parere positivo a un anticorpo non disponibile in precedenza, il sotrovimab, aggiungendolo, a partire dal 7 agosto 2021, ai tre già autorizzati – bamlanivimab, bamlanivimab/etesevimab, casirivimab/imdevimab – descrivendo per ciascuno le specifiche terapeutiche;

   gli anticorpi monoclonali anti-SARS-CoV-2 disponibili, pur essendo differenti tra loro, hanno la capacità di neutralizzare le principali varianti circolanti e consentono, se usati tempestivamente, di interrompere la progressione da infezione a malattia in soggetti a rischio, con benefici in termini di mortalità, necessità di ricovero, guarigione virologica, riduzione dei casi complicati;

   tali farmaci potenzialmente salvavita hanno, tuttavia, un costo elevato e richiedono indicazioni terapeutiche precise e criteri stringenti: devono essere somministrati per via endovenosa nelle prime fasi della malattia e utilizzati in pazienti a rischio di sviluppare una forma grave, in particolare per pazienti ad alto rischio e anziani, limitando la replicazione del virus e agendo in direzione di una sorta di immunizzazione passiva;

   secondo l'ultimo report di Aifa, oltre 12.000 pazienti hanno ricevuto uno dei tre monoclonali disponibili;

   da quanto risulta all'interrogante, tra marzo e maggio 2021 sono state acquistate circa 80 mila dosi di anticorpi monoclonali, in diversi lotti e, in considerazione della loro imminente scadenza, dicembre 2021, la gran parte di queste dosi inutilizzate rischia di deteriorarsi nei frigo delle farmacie ospedaliere;

   le regioni hanno poco utilizzato i monoclonali, con trattamenti molto differenziati: in alcune regioni le scorte sono esaurite in breve tempo, mentre in altre non è mai partito alcun trattamento –:

   se intenda definire con urgenza una strategia nazionale, per pianificare e gestire le attività di trattamento secondo le necessità, d'intesa con le regioni, al fine di utilizzare le giacenze di monoclonali, ottimizzandone l'uso terapeutico secondo criteri stabiliti, considerandone anche il ruolo terapeutico in soggetti non-responsivi al vaccino, scongiurando il rischio imminente di un inutile spreco di dosi, particolarmente costose per il Servizio sanitario nazionale.
(3-02602)