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Atto a cui si riferisce:
C.5/06964 (5-06964)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 3 novembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-06964

  Signor Presidente, Onorevoli deputati,
  la tematica rappresentata afferisce alla competenza primaria del Ministero della transizione ecologica, per cui rispondo in base agli elementi dallo stesso forniti.
  Giova innanzitutto evidenziare che i limiti alle immissioni di specie ittiche non autoctone derivano dal DPR 357/1997, avendo il decreto direttoriale del 2 aprile 2020, richiamato dall'interrogante, un carattere meramente applicativo.
  In particolare, l'articolo 12 del DPR 357/1997 così come modificato dal DPR 102/2019, introduce una possibilità di deroga al precedente divieto assoluto di inserimento e di ripopolamento in natura di specie e popolazioni non autoctone.
  Tale deroga può essere richiesta per motivate ragioni di rilevante interesse pubblico, connesse a esigenze ambientali, economiche, sociali e culturali.
  La condizione imprescindibile è che essa non produca alcun pregiudizio agli habitat naturali nella loro area di ripartizione naturale né alla fauna e alla flora selvatiche locali, in piena conformità a quanto prescritto dall'articolo 22 della Direttiva 92/43/CEE.
  Per approfondire e chiarire i contenuti del citato Decreto direttoriale, il Ministero della transizione ecologica ha istituito un tavolo tecnico costituito dai Ministeri della salute, delle politiche agricole, dalle regioni e province autonome e da ISPRA.
  Nell'ambito dei lavori del tavolo tecnico l'ISPRA, avvalendosi del supporto dell'AIIAD – Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci, ha redatto una lista delle sole specie di interesse alieutico delle acque dolci italiane, rispondenti alla definizione di autoctonia ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera o-quinquies del D.P.R. 357/97.
  La lista è stata poi trasmessa alle Amministrazioni delle regioni e province autonome con una circolare meramente esplicativa e potrà essere soggetta a revisioni per i frequenti cambiamenti tassonomici e nomenclaturali delle specie ittiche che rendono il quadro scientifico estremamente dinamico.
  Ciò premesso, è bene ricordare che, in base all'articolo 2, comma 1 del D.P.R. 357/97, si definisce «autoctona» una popolazione o specie che per motivi storico-ecologici è indigena del territorio italiano, mentre è definita «non autoctona» quella popolazione o specie non facente parte originariamente della fauna indigena italiana. Appare quindi superfluo fissare per decreto una lista delle specie autoctone.
  Per quanto di competenza, ci riserviamo di effettuare ogni eventuale opportuno approfondimento, con particolare riguardo alla sostenibilità economica e sociale delle suddette misure, qualora sussistano possibili risvolti di interesse nell'ambito della pesca marittima.