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Atto a cui si riferisce:
C.5/06992 (5-06992)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Giovedì 4 novembre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-06992

Signor Presidente, Onorevoli deputati,

  gli interroganti chiedono di conoscere le iniziative che, in relazione allo svolgimento di un rave party iniziato nella notte tra il 30 e il 31 ottobre alle porte di Torino, siano state messe in atto dalle Forze di polizia nelle fasi iniziali e in quelle successive dell'evento.
  Occorre premettere che, con riferimento in generale alla tipologia di raduni denominata «rave parties», la più recente esperienza investigativa ha consentito di evidenziare come i promotori diffondano i messaggi di invito alla partecipazione ai rave tramite canali Telegram privati, fruibili esclusivamente da quei soggetti cui gli amministratori della piattaforma abbiano fornito le chiavi di accesso.
  Peraltro, i messaggi con i quali viene fatto conoscere il luogo esatto del raduno sono diffusi solo nell'imminenza dell'inizio del rave party, con ulteriore difficoltà per le forze di polizia di predisporre una risposta preventiva.
  Nonostante siffatte modalità siano state seguite anche in occasione del rave party di Nichelino, le forze di polizia, attingendo a fonti fiduciarie che preavvisavano del possibile svolgimento di un rave in una non meglio precisata località del Piemontese, hanno avuto la possibilità di intervenire dalle 22.00 di sabato 30 ottobre nei pressi dell'area industriale dismessa dell'ex FIAT ALLIS.
  In quel luogo, infatti, era stata riscontrata la presenza di numerosi veicoli, anche con targa straniera, prevalentemente francese, provenienti dallo svincolo di Stupinigi della tangenziale di Torino.
  Questo primo intervento delle forze dell'ordine, come è stato poi precisato anche dal Prefetto di Torino, è servito a impedire, in virtù delle attività di intercettamento effettuate, che l'area in questione venisse raggiunta da un numero ben superiore di partecipanti, rispetto ai 4.000 che erano già sul luogo.
  All'attività di sbarramento effettuata dalle Forze di polizia i partecipanti hanno reagito anche con lanci di sassi, bottiglie e artifizi esplodenti, tanto che nelle fasi più concitate si è reso necessario ricorrere a brevi cariche di alleggerimento per disperdere i più facinorosi, Durante gli scontri due operatori del locale Reparto mobile hanno riportato contusioni e lesioni.
  La situazione è stata attentamente seguita nella sua evoluzione dalle Autorità di pubblica sicurezza, Prefetto e Questore, presenti entrambi sul posto insieme al Sindaco di Nichelino. Anche in conseguenza di un Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, prontamente convocato dal Prefetto, è stato valutato, date le circostanze, di proseguire l'attività di contenimento e allontanamento posta in essere fino a quel momento, evitando un intervento di forza che sarebbe stato considerato altamente a rischio dal punto di vista dell'ordine pubblico.
  L'attività di costante presidio della zona consentiva non solo di impedire altri accessi, ma anche di identificare le persone in uscita dall'area e di effettuare una consistente attività di alleggerimento, mediante la rimozione forzata di alcuni veicoli parcheggiati, procedendo altresì alle contestazioni delle violazioni per l'irrogazione delle sanzioni previste dal Codice della Strada.
  Questa linea di azione ha prodotto un evidente effetto dissuasivo, facendo sì che i partecipanti, fin dalla mattina del 1° novembre, lasciassero gradualmente il luogo dell'evento, completamente liberato dall'abusiva occupazione il giorno seguente.
  Complessivamente, dalla serata di sabato 30 ottobre sino alla mattina del 2 novembre scorsi, nell'ambito del dispositivo di ordine e sicurezza pubblica attuato dalla Questura, sono stati impiegati 975 operatori delle Forze di Polizia.
  Grazie alle misure di contenimento adottate, oltre all'abbreviamento del raduno e al suo costante monitoraggio, è stato possibile identificare circa 3.000 persone, anche provenienti da altri Paesi europei, e controllare oltre 1.600 mezzi, procedendo, come detto, in alcuni casi, alla loro rimozione forzata.
  Sono stati sottoposti a sequestro due furgoni, 20 casse di amplificazione e 2 mixer e denunciate 6 persone (quattro italiani, subito muniti di foglio di via obbligatorio, e due francesi) in qualità di sospetti organizzatori del raduno illegale. Sono stati emessi finora 40 fogli di via obbligatorio nei confronti di soggetti identificati sul posto.