• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10590 (4-10590)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10590presentato daSGARBI Vittoriotesto diMercoledì 3 novembre 2021, seduta n. 587

   SGARBI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

   con una frequenza che non appare episodica, si constata che si sono sviluppati negli anni molteplici processi, di portata molto ampia e impegnativi anche dal punto di vista delle risorse impiegate, che non hanno portato ad alcuna sentenza di condanna, perlomeno nei confronti dei principali imputati: si pensi ai lunghi processi per mafia a carico dell'onorevole Calogero Mannino, sistematicamente conclusisi con assoluzioni, rivelatrici a parere dell'interrogante di un pervicace accanimento giudiziario; al processo per «Mafia capitale», in sostanza «dissolto» dalla Cassazione; al più recente sulla «trattativa Stato-mafia» contro alti ufficiali dell'Arma dei Carabinieri, che hanno in definitiva fatto il loro dovere; ai processi sui fratelli Cesaro per associazione a delinquere conclusisi con assoluzione;

   v'è da chiedersi se in realtà questi casi non rivelino un'azione sistematica di alcuni magistrati guidata da un grave pregiudizio politico, considerato poi che talvolta gli effettivi orientamenti politici di alcuni magistrati si sono rivelati direttamente con la costituzione di un partito politico, o con dichiarazioni relative alla manifesta condivisione del programma politico di un partito, o anche con l'applicazione dell'aggravante mafiosa a reati ordinari, poi rivelatasi insussistente;

   particolarmente marcata, a parere dell'interrogante, è stata l'azione sistematica, a partire dal «processo Andreotti», contro rappresentanti politici democristiani di centrodestra, che ha portato addirittura a costituire veri e propri teoremi senza alcun reale fondamento probatorio, talvolta interpretando a senso unico dichiarazioni di compiacenti collaboratori di giustizia;

   a parere dell'interrogante comportamenti di tal genere costituiscono una grave deviazione rispetto alla natura della funzione giudiziaria, che deve essere improntata all'imparzialità e all'indipendenza, innanzitutto rispetto a partiti e movimenti politici; i giudici non possono agire in base alle loro convinzioni politiche e tanto meno rivelarle, perché, come diceva l'ex Presidente della Repubblica Sandro Pettini, «i magistrati devono non solo essere, ma anche apparire imparziali» –:

   se non intenda adottare iniziative normative volte a rendere maggiormente stringenti le garanzie per un esercizio imparziale, libero da qualsiasi pregiudizio politico, delle funzioni giurisdizionali, a tutela di tutti i cittadini.
(4-10590)