• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
C.3/02578 (3-02578)



Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02578presentato daROMANIELLO Cristiantesto diVenerdì 29 ottobre 2021, seduta n. 585

   ROMANIELLO, EHM, SARLI e TRIZZINO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per le politiche giovanili, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   secondo i dati raccolti dal World Bank Group all'interno del Doing Business Report, l'Italia, a motivo dei gravosi costi, nonché della mole di adempimenti burocratici, non agevola l'apertura di attività imprenditoriali;

   imposte di registro, tasse di concessione, pagamento del bollo e dei diritti camerali, permessi e molti altri adempimenti scoraggiano l'avvio di start-up e investimenti in nuove imprese. La sola parcella media del notaio si aggira intorno a 1500 euro, senza includere le spese aggiuntive relative al pagamento dell'Iva;

   nel nostro Paese le spese per gli obblighi iniziali (registrazione, ottenimento delle concessioni, saldo delle prime imposte) vengono a costare, in media, circa 1.058 euro per una società a responsabilità limitata attiva sul nostro territorio. A titolo di esempio, in Francia, le startup che si occupano di servizi di natura intellettuale hanno una registrazione gratuita, quelle ad attività commerciale pagano solo 100 euro, mentre per le attività artigianali il costo si aggira attorno ai 280 euro; sempre in Francia, i progetti che investono in ricerca e sviluppo – e che vengono riconosciuti come innovativi – sono idonei a esenzioni dalle tasse e dai contributi previdenziali;

   i numeri raccolti dal World Bank Group mostrano come, nell'anno 2020, i finanziamenti di venture capital in start-up italiane siano ammontati a 430 milioni di euro, mentre in Germania vengono investiti circa 6,4 miliardi di euro ogni anno;

   nel nostro Paese, il costo per l'avvio di un'attività imprenditoriale è il più elevato in Europa, con una cifra pari a 4155 euro complessivi. I Paesi Bassi si trovano al secondo posto per costi di avvio di un'impresa, ma con una differenza di quasi 2000 euro. Il costo, infatti, si stima essere di 2207 euro. In Spagna il costo medio si riduce a 627 euro, in Germania 446, in Francia 270, in Portogallo 227, in Grecia 174, in Irlanda 72 e nella vicina Slovenia 0;

   si auspica che il tema in esame sia considerato dal Governo e da tutte le forze politiche fondamentale per il nostro Paese, almeno al pari del G20 di Roma, della predisposizione del disegno di legge di bilancio, nonché quantomeno di altre questioni all'attenzione in questi giorni, a cui si ricollegano effetti occupazionali non indifferenti, come la trasmissione della soap opera «Un posto al sole» –:

   quali iniziative di competenza il Governo intenda adottare per incentivare e agevolare in modo robusto l'apertura di nuove attività imprenditoriali.
(3-02578)