• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10446 (4-10446)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10446presentato daGALLINELLA Filippotesto diMartedì 19 ottobre 2021, seduta n. 577

   GALLINELLA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:

   nel corso dello svolgimento di un convegno denominato «Un patto strategico per l'automotive, alla sfida della transizione» tenuto a Torino 17 settembre 2021, il vice direttore operativo di Stellantis Europa, Davide Mele, ha avuto modo di esporre alcune considerazioni sull'attuale crisi dei microchip che da mesi attanaglia segnatamente l'industria dell'auto, costringendo a riprogrammare la produzione, chiudere impianti e fare ricorso alla cassa integrazione;

   la carenza di semiconduttori si sta acuendo in maniera concreta su tutti gli stabilimenti di Stellantis, compresi quelli italiani, tra cui l'impianto Alfa Romeo di Cassino. Tale impianto sta accusando pesantemente della mancanza dei componenti elettronici rimanendo ferma ormai con cadenza continua e duratura. La situazione dell'impianto è talmente grave che ha dovuto dichiarare il fermo delle attività per i giorni dal 30 settembre ed almeno fino alla prima metà del mese di ottobre 2021;

   nel suddetto convegno di Torino, il Dcoo (deputy chief operating officer) Mele aveva affermato che al momento non si prevede «nessuna soluzione immediata per la crisi dei chip», spiegando che bisognerà fare i conti con la crisi dei chip ancora per molto tempo. In effetti, la situazione di crisi per la disponibilità dei componenti elettronici per veicoli attanaglia molti costruttori europei e americani, soprattutto perché sono quasi totalmente dipendenti dai produttori asiatici, dove tra pandemia da COVID-19, focolai e contagi nelle fabbriche di Taiwan, Cina e Corea non si riesce più a star dietro alla domanda mondiale di semiconduttori;

   nel frattempo le industrie elettroniche non asiatiche iniziano a pianificare investimenti di lungo periodo nel settore dei microchip per l'automotive: Intel, ad esempio, prevede di aumentare notevolmente la produzione di chip per il settore automotive da qui al 2030 per aiutare il settore a modernizzare i progetti in atto e utilizzare chip più avanzati con la sua previsione che i semiconduttori rappresenteranno oltre il 20 per cento della distinta base (Bom) totale dei veicoli premium entro il 2030;

   in Lombardia l'argomento dello sviluppo della produzione interna dei componenti elettronici è stato preso in debita considerazione, tanto che nel mese di maggio 2021 la regione ha promosso un incontro con la confederazione Sistema Impresa per fare il punto sulle strategie della ripresa anche alla luce delle novità contenute nel Piano nazionale di ripresa e resilienza licenziato dal Governo Draghi. In tale occasione la Associazione Assodel ha posto l'accento sul problema della carenza dei componenti elettronici, illustrando la propria politica della sinergia (distretti elettronici) per trovare punto di convergenza tra i vari attori della supplychain che lavorano sul territorio (fornitori, Cem/Ems, clienti);

   Assodel ha esposto il proposito di alimentare un ecosistema che integri i diversi attori, ciascuno con le proprie competenze: supportare la specializzazione (verticalizzare la fornitura), identificare imprese e competenze per mercati verticali, accompagnare le imprese all'investimento tecnologico, supplire al gap formativo sul tema digital transformation;

   il distretto dell'automotive di Cassino e del Basso Lazio, già attivo sulle prospettive dell'elettrificazione dei veicoli, potrebbe porsi come un punto di riferimento per tutti gli impianti Stellantis del Mezzogiorno e fare diventare un'opportunità futura l'attuale crisi della componentistica elettronica per i veicoli, allo scopo facendo assumere allo stesso il ruolo di organismo di rete integrata volto alla realizzazione di un progetto di sviluppo per la produzione interna dei semiconduttori automobilistici –:

   se, nell'ambito dell'attuazione dei progetti di sviluppo previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, non si intendano coinvolgere le istituzioni locali, le associazioni delle imprese dell'automotive, gli enti di ricerca universitari e le organizzazioni del settore del lavoro presenti ed operanti nel Cassinate e nel Basso Lazio, al fine di prevedere in tale area la realizzazione di specifiche fabbriche di semiconduttori per i settori dell'automotive e della mobility.
(4-10446)