• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10471 (4-10471)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10471presentato daGIACHETTI Robertotesto presentato Martedì 19 ottobre 2021 modificato Mercoledì 20 ottobre 2021, seduta n. 578

   GIACHETTI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   secondo quanto riportato dal Corriere.it dell'11 ottobre 2021, la direttrice di Regina Coeli, rischia il processo per non aver ordinato il trasferimento in una Rems (Residenza esecuzione misure sicurezza) del giovane Valerio G., che il 24 febbraio 2017 si è suicidato mentre era detenuto nel carcere romano proprio in attesa che si liberasse un posto in una Residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems);

   il 21 giugno 2021, nella relazione al Parlamento, il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale Mauro Palma dichiarava che i dati rilevati dal 2019 al 2021 evidenziavano un aumento del numero delle persone in attesa di collocazione nelle Rems passate da 603 a 715 e che, in particolare, ben 98 persone, a febbraio 2021, attendevano l'invio in Rems rimanendo in carcere in uno stato di detenzione illegittima. Nella relazione si dice: «La presenza in carcere di quasi cento persone senza alcun titolo legittimante è, oltre che in violazione del diritto alla tutela della loro salute, anche foriera di conseguenze per chi ha la responsabilità dell'istituto che impropriamente le accoglie. Soprattutto è rivelatrice di una criticità sistematica e, per questa sua natura, tanto più grave sul piano dell'aggressione del principio costituzionale dell'inviolabilità della libertà personale»;

   nel corso delle varie visite svolte dall'interrogante, dal Partito radicale e da Nessuno Tocchi Caino, la direttrice di Regina Coeli ha sempre denunciato con sgomento la presenza di detenuti che non si sarebbero dovuti trovare nell'istituto perché in attesa di un posto in Rems;

   al 30 settembre 2021 Regina Coeli ospitava 876 detenuti in 615 posti disponibili con un sovraffollamento del 142,4 per cento su 511 agenti previsti in pianta organica solo 355 erano gli effettivi; su 11 educatori previsti in pianta organica solo 6 erano effettivi: è evidente che per carenza di spazi e di personale è materialmente impossibile garantire una detenzione dignitosa a un così alto numero di presenze, spesso costituite da tossicodipendenti e da casi psichiatrici; inoltre, nel carcere di Regina Coeli non è prevista l'Atsm (articolazione per la salute mentale), rappresentante l'unico presidio di tutela specifica della salute mentale che il sistema normativo vigente prevede per tutti i casi in cui la detenzione carceraria delle persone psichicamente sofferenti non risulti assolutamente evitabile, sia che si tratti di persone in esecuzione di pena, sia che si tratti di persone assoggettate a misure di sicurezza; casi «estremi» secondo la legge ma tutt'altro che infrequenti nella realtà;

   le Rems – strutture a carattere esclusivamente sanitario – non possono ospitare e non ospitano più pazienti di quelli previsti per legge; gli istituti penitenziari, invece, ospitano spessissimo molti più detenuti di quelli previsti normativamente –:

   quali iniziative, per quanto di competenza, i Ministri interrogati intendano adottare per aumentare i posti disponibili nelle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) e per affrontare, in generale, il problema delle persone destinate alle Rems, ma illegittimamente detenute per carenze organizzative o inadeguatezze strutturali negli istituti penitenziari, in particolare in quelli come Regina Coeli spesso privi delle previste Atsm e che ospitano persone arrestate o detenute in attesa di giudizio;

   quali iniziative di competenza, anche di carattere normativo, intendano adottare al fine di evitare che le conseguenze di natura penale, civile e disciplinare derivanti dal mancato trasferimento, per carenza di posti, dei soggetti destinati alle Rems ricadano sui direttori degli istituti;

   quali iniziative intendano adottare al fine di superare la sistematica violazione dei diritti umani fondamentali, quali quello alla salute e ad una detenzione dignitosa, derivanti dal sovraffollamento carcerario, ed in particolare se intendano adottare in maniera diretta e urgente, nelle more di una complessiva riforma organica del sistema carcerario, provvedimenti aventi la medesima finalità della proposta di legge A.C. 2650, a firma dell’interrogante, relativa alla «liberazione anticipata speciale».
(4-10471)