• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

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Atto a cui si riferisce:
S.3/02885 CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto consta agli interroganti: il museo archeologico "Vallata dell'Amendolea", sito in agro di...



Atto Senato

Interrogazione a risposta orale 3-02885 presentata da MARGHERITA CORRADO
mercoledì 20 ottobre 2021, seduta n.369

CORRADO, ANGRISANI, GRANATO, LANNUTTI - Al Ministro della cultura. - Premesso che, per quanto consta agli interroganti:

il museo archeologico "Vallata dell'Amendolea", sito in agro di Condofuri (Reggio Calabria) all'interno del parco dell'Aspromonte, nonostante le teche comprate e montate, i reperti selezionati, i testi per i pannelli didattici predisposti e l'ipotesi di gestione proposta al Comune da un'associazione no profit, il gruppo archeologico Valle dell'Amendolea (dei Gruppi archeologici d'Italia), che ha materialmente contribuito al recupero dei manufatti da destinare all'esposizione, è tuttora chiuso, benché a primavera 2018 l'apertura fosse data per imminente ("Museo Vallata Amendolea, tutto pronto per l'apertura - Area Grecanica" su "ntacalabria");

inspiegabilmente, ignorando o sorvolando su quanto sopra, il sito web del parco dell'Aspromonte dà il museo per funzionante, con l'indicazione, persino, di un numero di telefono da chiamare per prenotare la visita;

considerato che:

la presenza di numerose e interessanti testimonianze materiali dell'antichità classica nel territorio di Condofuri è nota al Ministero della cultura almeno dal 2012, quando la funzionaria di zona dell'allora Soprintendenza archeologica della Calabria, Rossella Agostino, a seguito di un sopralluogo condotto insieme ai soci del citato gruppo archeologico in località Rossetti, dove smottamenti causati dalla pioggia avevano messo in luce alcune tombe, ne diresse lo scavo stratigrafico;

negli anni successivi, il Comune ha stipulato convenzioni con la Soprintendenza, per l'istituzione di un museo civico archeologico presso i locali dell'ex scuola elementare in località Amendolea, non lontano dal castello dei Ruffo, e con l'ente parco dell'Aspromonte. Quest'ultimo, dopo avere finanziato una campagna di ricognizione dell'intero agro di Condofuri (svolta nel 2015 dalla società Archeopros snc con il supporto logistico e operativo dei volontari), finalizzata a stilare una carta archeologica del territorio, concesse anche un finanziamento per la realizzazione dell'antiquarium;

i lavori, consegnati in data 23 maggio 2017, prevedevano l'adeguamento della struttura preesistente, le modifiche per adattarla al percorso espositivo, la fornitura delle teche e dell'impianto di illuminazione, i pannelli didattici; contestualmente, il Consiglio comunale recepiva e approvava la proposta di gestione avanzata dal gruppo archeologico Valle dell'Amendolea. Su tali basi, subito dopo l'elezione del successore, avvenuta a giugno 2018, il sindaco uscente, Salvatore Mafrici, rivendicava di avere lasciato finanziamenti anche per il museo (si legga "L'Augurio "scomodo" di Mafrici al Sindaco Iaria - Notizie Condofuri" su "ntacalabria");

prodromici all'apertura dell'antiquarium, secondo quanto riferito ai soci del gruppo in un incontro dello stesso anno con il funzionario di zona della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia, Fabrizio Sudano, erano la redazione del progetto di allestimento e la soluzione di questioni amministrative di competenza del Comune e dell'ufficio territoriale di tutela del Ministero;

nel biennio 2019-2020, la dottoressa Agostino stilava un primo progetto di allestimento, mentre la responsabilità del territorio passava da Sudano a Sara Bini. Quest'ultima ha avviato una serie di interlocuzioni con il Comune, chiedendo al sindaco Tommaso Iaria che l'ente si assumesse l'onere finanziario dell'inventariazione e schedatura dei materiali selezionati per l'allestimento (conservati presso i depositi comunali) e stilasse un piano finanziario triennale, un report attestante la conformità dell'edificio destinato a museo e lo stato degli impianti, un nuovo progetto di allestimento e il relativo piano di gestione. A tutte le citate attività i volontari del gruppo archeologico Valle dell'Amendolea hanno assicurato il loro supporto;

considerato inoltre che:

nell'incontro con la Bini svoltosi a Reggio Calabria nella prima metà del 2020, presenti il gruppo archeologico e la consigliera comunale Carolina Nucera, delegata dal sindaco di Condofuri, pare che si sia convenuto che all'apertura dell'antiquarium si opponessero, ormai, solo la compilazione del report sugli impianti e la stipula della polizza assicurativa dei pezzi destinati all'esposizione, da attivare dopo il parere favorevole della Direzione generale del Ministero. La funzionaria suggerì, inoltre, ai soci del gruppo archeologico di ripresentare il progetto di museo condiviso, perché agli atti della Giunta Iaria non sembrava risultare il precedente (già approvato);

più di recente, però, l'associazione è stata messa al corrente dalla stessa Bini della mancanza della delibera attestante la volontà del Comune di ottenere dalla Soprintendenza il deposito dei reperti per l'antiquarium. Mancherebbero, inoltre, la formalizzazione della convenzione Comune-Soprintendenza e dello statuto del museo da parte della Giunta, l'acquisizione formale del progetto di valorizzazione e del piano di gestione proposto dal gruppo archeologico, da trasmettere alla Soprintendenza unitamente ad una nota che esprima la volontà dell'amministrazione comunale di accettare l'ipotesi e affidare l'incarico all'associazione, l'aggiornamento del piano finanziario, fermo al 2018, l'elenco dei reperti da esporre (con numero di inventario e foto di ciascun pezzo), la sostituzione, nel progetto scientifico, dei numeri di inventario "provvisori" con quelli definitivi;

valutato che, nelle more dell'espletamento di tali pratiche, forse rallentate dallo scarso interesse dell'amministrazione comunale in carica e del sindaco in particolare, impegnato su ben altri fronti (si veda l'articolo "Sindaco di paesino del Reggino espone il giuramento delle SS italiane" su "laRepubblica"), gli spazi esterni dell'antiquarium e le sue strutture lignee si stanno progressivamente deteriorando per mancanza di un'adeguata manutenzione,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;

se non voglia farsi promotore, presso la Soprintendenza competente, di un nuovo impulso all'iter burocratico il cui mancato espletamento tuttora impedisce agli abitanti di Condofuri di godere del museo archeologico "promesso" loro da quasi un decennio, penalizzati come sono dall'inerzia di amministrazioni che non sembrano realmente propense a fare gli interessi dei cittadini valorizzando il patrimonio culturale dell'area grecanica reggina, nonostante l'esemplare sensibilità e la generosa disponibilità a collaborare con le istituzioni dimostrata, negli anni, da molti di loro, ed in specie dai soci del gruppo archeologico Valle dell'Amendolea.

(3-02885)