• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.6/00197 (6-00197) «Davide Crippa, Molinari, Serracchiani, Barelli, Colaninno, Marin, Fornaro, Lupi, Emanuela Rossini, Magi».



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00197presentato daCRIPPA Davidetesto diMercoledì 20 ottobre 2021, seduta n. 578

   La Camera,

   in occasione della riunione del Consiglio europeo del 21-22 ottobre 2021 in cui i Capi di Stato e di Governo degli Stati membri affronteranno le questioni relative ai seguenti temi: il coordinamento UE nel contrasto al COVID-19; i progressi in materia di «Digitale»; il tema dei prezzi dell'energia; il tema «migrazioni»; le relazioni esterne;

   premesso che:

    i Capi di Stato e di Governo faranno nuovamente il punto sulla situazione epidemiologica e vaccinale, per continuare a lavorare per l'obiettivo di un ritiro progressivo delle restrizioni, alla luce dei progressi registrati;

    il Consiglio europeo valuterà i progressi compiuti dall'Agenda digitale europea, inclusa la sicurezza cibernetica, nonché sull'importanza della connettività digitale e dei partenariati globali;

    i Capi di Stato e di Governo discuteranno dei recenti picchi nei prezzi dell'energia, per un esame delle misure da adottare a livello nazionale ed europeo al fine di affrontare le ripercussioni di tale aumento dei prezzi;

    il Consiglio europeo ritornerà sul tema delle «migrazioni», e in particolare sui seguiti delle decisioni di giugno relative alla dimensione esterna del fenomeno migratorio;

    in materia di relazioni esterne, i lavori saranno dedicati alla preparazione dei vertici ASEM – Asia-Europe Meeting (25-26 novembre 2021) e del Partenariato Orientale (15 dicembre 2021). Vi sarà poi un aggiornamento sulla preparazione degli incontri COP26 sui cambiamenti climatici di Glasgow e COP15 sulla diversità biologica di Kunming;

    il Consiglio europeo proseguirà il confronto in materia di coordinamento in risposta alla pandemia COVID-19. In questo contesto, verranno evidenziati i positivi risultati raggiunti attraverso la strategia UE per i vaccini COVID-19 e il Certificato Covid Digitale Europeo;

    il Certificato Covid Digitale Europeo ha facilitato gli scambi e la libera circolazione nel territorio dell'Unione europea, inclusa la ripresa dei flussi turistici durante la pandemia. Si proseguirà il coordinamento in materia di decisioni di equivalenza sul riconoscimento dei certificati prodotti da Stati terzi;

    la diplomazia vaccinale dell'Unione europea ha permesso di adottare diversi strumenti di solidarietà europea. Resta fondamentale il sostegno al dispositivo COVAX per garantire un accesso equo e giusto a vaccini sicuri ed efficaci, ma è necessario lavorare affinché si arrivi a livello globale a una deroga temporanea delle normative internazionali relative alla proprietà intellettuale, per rafforzare la risposta alla pandemia nelle aree del mondo più deboli e in difficoltà;

    nell'ambito delle priorità di lavoro del suo Programma per il 2021, e in quanto parte integrante fondamentale di un'Unione europea della salute, la Commissione europea ha annunciato, in particolare, la creazione entro la fine del 2022 di uno spazio europeo dei dati sanitari (EHDS), il cui obiettivo è quello di promuovere lo scambio dei dati sanitari e sostenere la ricerca su nuove strategie di prevenzione, nonché su terapie, medicinali, dispositivi medici e risultati, al fine di migliorare l'assistenza sanitaria, la ricerca e l'elaborazione delle politiche a vantaggio dei pazienti; favorire un migliore accesso ai dati sanitari e il loro scambio appare essenziale per garantire un'assistenza sanitaria che sia più accessibile, più disponibile e alla portata di tutti. L'innovazione in ambito sanitario e assistenziale verrà stimolata, con un conseguente miglioramento delle terapie e dei risultati, e saranno promosse soluzioni innovative che fanno uso delle tecnologie digitali, tra cui l'intelligenza artificiale;

    la Commissione europea, in questi due anni, ha coordinato la risposta comune alla pandemia anche attraverso il potenziamento della produzione di vaccini anti COVID-19 nell'Unione europea, eliminando le strozzature nelle catene di approvvigionamento. È emersa la necessità di garantire, per il futuro, il tempestivo adattamento e l'ampliamento di una filiera, come quella della produzione di vaccini, altamente frammentata e complessa. Occorre, pertanto, accelerare gli sforzi comuni per costruire una filiera che non sia vulnerabile rispetto agli shock e alle decisioni che vengono dall'esterno;

    allo stesso tempo, nell'ambito della strategia dell'Unione europea sugli strumenti terapeutici contro il virus SARS-CoV2, occorre proseguire ad incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di terapie adeguate nella risposta alla pandemia COVID-19;

    in questa prospettiva, l'appuntamento di novembre dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per una Convenzione Quadro in materia di preparazione e risposta alla Pandemia, sarà un ulteriore passo in avanti per una risposta coesa e pronta a tutela della salute;

    una rapida risposta internazionale per rafforzare la resilienza globale alle crisi sanitarie del futuro e l'obiettivo di una trasformazione digitale aperta, sicura e stabile risultano essere pienamente in linea con gli aspetti prioritari della Presidenza italiana del G20, il cui Vertice dei Capi di Stato e di Governo si terrà a Roma dal 30 al 31 ottobre del 2021;

    la connettività digitale ormai svolge una funzione decisiva nella società e rappresenta un fattore essenziale per colmare i divari economici, sociali e territoriali: la transizione digitale è stata indicata come un pilastro portante dei lavori della Commissione europea;

    le proposte si inseriscono in una strategia digitale univoca tesa a stabilire regole chiare, obiettive, proporzionate ed eque per i mercati e i servizi digitali, con l'obiettivo di promuovere l'innovazione e la concorrenza nel rispetto delle garanzie di libertà di espressione, libertà di impresa, diritto alla non-discriminazione;

    con la Comunicazione della Commissione europea «Bussola Digitale per il 2030»: la via europea per la «Decade digitale» presentata il 9 marzo 2021, la Commissione europea risponde anche alla richiesta del Consiglio europeo dell'ottobre 2020, di una coerente «bussola digitale per l'Unione europea», che orienti e favorisca l'attuazione della Strategia digitale del febbraio 2020;

    la «Bussola» stabilisce obiettivi chiari e ambiziosi al 2030: connettività di reti ultraveloci per tutti e copertura 5G di tutte le aree popolate; diffusione delle competenze digitali di base all'80 per cento dei cittadini e al 90 per cento delle piccole e medie imprese; utilizzo del «cloud» e dei «big data» per il 75 per cento delle imprese; 90 per cento dei cittadini con identità digitale; 100 per cento dei servizi pubblici essenziali online; 20 milioni di specialisti in ICT, promuovendo la parità di genere;

    l'obiettivo resta la piena realizzazione del «decennio digitale» per far sì che tutti i cittadini e tutte le imprese possano beneficiare delle opportunità che il digitale ha da offrire, come sottolineato dalla Presidente della Commissione europea;

    occorre promuovere e contribuire attraverso una tabella di marcia certa per definire: un quadro normativo uniforme per l'intelligenza artificiale; una cornice normativa armonizzata e un approccio coordinato sull'identità digitale; una roadmap ambiziosa per recuperare autonomia e leadership tecnologica nel settore dei semiconduttori irrobustendo l'ecosistema europeo in tutte le fasi: dalla ricerca alla progettazione/design delle architetture, dalla produzione al packaging;

    al riguardo sarà fondamentale la nuova legge europea sui semiconduttori preannunciata dalla Presidente della Commissione europea lo scorso settembre ed attesa per il 2022. Altrettanto importante sarà la quantificazione dei costi addizionali derivanti dall'attuazione degli ambiziosi obiettivi delineati nella «Bussola Digitale» e nel «Digital Policy Programme 2030», anche dal punto di vista delle risorse pubbliche aggiuntive necessarie a farvi fronte: una recente analisi della Commissione UE quantifica l'attuale investment gap in Euro 125 miliardi annuali (di cui 42 miliardi per le reti di telecomunicazione, 17 miliardi per i semiconduttori, 11 miliardi per il cloud). È a tal fine importante individuare strumenti permanenti di bilancio che vadano oltre l'orizzonte di Next Generation EU;

    in quest'ottica, per il modello europeo di connettività basato sui valori, la fiducia, la trasparenza e la responsabilità dell'Unione europea, la sicurezza cibernetica è una componente necessaria;

    lo scopo è quello di realizzare uno spazio cibernetico aperto, libero, stabile, accessibile, pacifico, e sicuro. In questa ottica sarà essenziale: proseguire nell'adeguamento della normativa europea volta ad aumentare la resilienza degli Stati membri; il completamento del quadro di gestione delle crisi in materia di sicurezza cibernetica; lo sviluppo ulteriore degli strumenti che possano garantire un'efficace risposta ad azioni malevole a livello UE; nonché la revisione del quadro politico di difesa cibernetica dell'Unione europea. A tali fini, potrà essere esplorato il potenziale per un maggiore coordinamento ed eventuale, graduale integrazione in questo settore – nel pieno rispetto delle prerogative nazionali;

    il Governo italiano sta lavorando assieme agli Stati Membri UE e alle Istituzioni europee per una soluzione condivisa in materia di prezzi dell'energia. Un primo scambio di vedute ha avuto luogo tra i Ministri dell'Economia e delle Finanze il 4 e 5 ottobre 2021 e al Consiglio Ambiente del 6 ottobre e il 13 ottobre la Commissione europea ha adottato una comunicazione sui prezzi dell'energia, con un pacchetto di misure a breve e a medio termine in risposta alla situazione eccezionale e alle sue ripercussioni. Nella comunicazione si chiarisce come la transizione all'energia pulita sia il modo migliore per scongiurare altri shock in futuro e dev'essere accelerata. L'Unione europea intende continuare con sempre più fermezza a lavorare a un sistema energetico efficiente, caratterizzato da una grossa quota di rinnovabili. Gli investimenti nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica non solo ridurranno la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili, ma si tradurranno anche in prezzi dell'energia all'ingrosso più convenienti e resilienti di fronte a limitazioni dell'offerta a livello mondiale;

    in questo quadro, la Commissaria all'Energia Kadri Simson ha annunciato la prossima presentazione, entro fine anno, da parte della Commissione europea, di una proposta di riforma del mercato del gas e della revisione delle questioni inerenti le scorte e la sicurezza delle forniture. L'Unione europea è altresì mobilitata per la realizzazione del green deal e il negoziato sul pacchetto legislativo «fit for 55» che modificherà rilevanti aspetti dell'economia europea. La mitigazione dei costi dell'energia è un elemento di stabilità internazionale e di garanzia per una transizione climatica sostenibile ed equa. Nel quadro della più ampia azione tesa alla definizione di una autonomia strategica europea anche sul fronte di clima ed energia, si mira alla creazione di un sistema energetico efficiente e al progressivo superamento della dipendenza dalle fonti fossili, mediante il ricorso ad una quota sempre più crescente di energie rinnovabili. È un tema centrale anche un meccanismo strutturale finanziato con risorse UE che rafforzi gli investimenti in efficienza energetica e adeguamento antisismico e che consenta di garantire una maggiore equità e perequazione territoriale anche in termini di riduzione dei consumi energetici, e quindi della spesa ad essi correlata;

    nel quadro delle riflessioni sulla revisione della governance economica europea, è importante la prossima riflessione sullo scorporo degli investimenti pubblici destinati alle energie rinnovabili dal computo dei parametri utili al pareggio di bilancio e del rapporto deficit/pil, per rendere l'economia e il sistema energetico dell'Unione europea più competitivi, sicuri, omogenei e sostenibili;

    è questione importante anche la riduzione delle dipendenze strategiche a senso unico nei confronti di fornitori extra-UE, attraverso misure finalizzate a migliorare la capacità di stoccaggio dell'energia all'interno dell'Unione;

    la priorità, nel breve periodo, deve essere data a misure e aiuti mirati, in grado di mitigare rapidamente l'impatto dell'aumento dei prezzi per i consumatori vulnerabili e ad aziende o industrie, in particolare le piccole e medie imprese;

    la stessa comunicazione della Commissione sottolinea come, nel medio-lungo periodo, la transizione verso l'energia pulita sia la migliore assicurazione contro gli shock dei prezzi in futuro, vagliando anche possibili misure volte a conseguire una riserva strategica per far fronte alle future fluttuazioni di prezzi e adottando un approccio più incisivo, organico e sostenibile volto a rafforzare l'indipendenza energetica dell'Europa e a rendere il sistema energetico più resiliente e flessibile e per una transizione energetica equa e sostenibile con riguardo agli obiettivi climatici prefissati;

    i Capi di Stato e di Governo faranno un primo approfondimento sull'attuazione delle Conclusioni del 24-25 giugno 2021 sulla dimensione esterna in materia di «migrazioni». In particolare, il Consiglio europeo di giugno scorso ha sancito importanti passi da compiere per la realizzazione di una efficace «azione europea in tema migratorio», tra cui: i) l'urgenza di un avanzamento in un'azione europea coordinata sul tema, anche in connessione con la tendenza all'aumento dei flussi nel Mediterraneo Centrale; ii) la necessità di incardinare definitivamente, concretamente e in maniera coordinata il tema migratorio nell'azione esterna dell'Unione; iii) un forte impulso a Commissione e SEAE a tradurre la natura consensuale della discussione in mirati partenariati strategici, dotati in tempi rapidi di un chiaro cronoprogramma e adeguata base finanziaria, con Paesi e regioni prioritari per il controllo dei flussi e in concreta e coordinata collaborazione con le Agenzie dell'ONU; iv) fare il migliore uso possibile di almeno il 10 per cento dello Strumento di vicinato, sviluppo e cooperazione internazionale (NDCI) per finanziare attività legate al controllo delle migrazioni, riferendo al Consiglio entro il prossimo novembre;

    i prossimi 25 e 26 novembre si terrà, in formato virtuale, il 13° Asia-Europe Meeting ASEM. Organizzato dalla Presidenza di turno della Cambogia, l'evento sarà dedicato al tema «Strengthening Multilateralism for Shared Growth», ispirato dall'obiettivo di raggiungere la prosperità dei continenti coinvolti attraverso una partnership multilaterale che si focalizzi su un'idea di crescita globale sostenibile e condivisa, in contrapposizione alle crescenti correnti unilaterali e protezioniste;

    la pandemia di COVID-19 ha messo a dura prova la resilienza delle società, delle economie e delle catene di approvvigionamento. Ora l'Unione europea e la regione indo-pacifica devono collaborare per promuovere una ripresa socioeconomica inclusiva e sostenibile;

    l'obiettivo principale del Vertice sarà quello di rafforzare il dialogo politico tra l'Asia e l'Europa, consolidare la cooperazione economica e la connettività nel pieno rispetto dei valori comuni UE. Da parte europea, l'evento fornirà l'occasione per richiamare il proprio convinto sostegno alla Strategia europea per la cooperazione nella regione indo-pacifica, evocata dalla Presidente della Commissione europea in occasione del discorso sullo «Stato dell'Unione» di settembre;

    il 15 dicembre si terrà il Vertice del Partenariato Orientale in cui verrà discusso il documento di lavoro congiunto definito nel luglio 2021 dalla Commissione e dall'Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la politica della Sicurezza orientato ad individuare i nuovi obiettivi del partenariato post-2020 nell'ambito dei cinque obiettivi strategici a lungo termine individuati lo scorso anno: economie resilienti, sostenibili e integrate; istituzioni responsabili, Stato di diritto e sicurezza; resilienza ambientale e ai cambiamenti climatici; trasformazione digitale; società eque e inclusive; la proposta sarà supportata da un piano di investimento di 2,3 miliardi di euro, prospettivamente in grado di stimolare ulteriori investimenti pubblici e privati per ulteriori 17 miliardi;

    l'individuazione di nuovi obiettivi per il 2025 includerà: supporto alle PMI, rafforzamento dell'infrastruttura stradale, contrasto alle minacce ibride e cyber, lotta alla corruzione, miglioramento dell'accesso a servizi idrici sicuri, espansione dell'accessibilità di internet ad alta velocità per i cittadini, supporto all'indipendenza dei media, incremento della mobilità di studenti e ricercatori, ripresa socio-economica a seguito della pandemia e rafforzamento della resilienza a lungo termine delle società;

    la 26a Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti climatici (COP26) e la 15a Conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità (COP15), si terranno rispettivamente a Glasgow, nel Regno Unito, e a Kunming, in Cina;

    Italia e Regno Unito hanno organizzato in partenariato la COP26 ed i relativi eventi preparatori e collaterali: a Milano la Pre-CoP, (30 settembre-2 ottobre), preceduta dall'evento «Youth4Climate: driving ambition», (28-30 settembre). Inoltre, lo scorso 8 e 9 ottobre si è svolto a Roma l'incontro parlamentare preparatorio della COP26 organizzato e presieduto dalla Camera dei deputati e dal Senato della Repubblica, con la partecipazione di oltre 70 delegazioni di tutto il mondo. Alla fine dell'incontro è stata definita una dichiarazione finale che sarà poi approvata, con eventuali emendamenti, dalla riunione parlamentare che si svolgerà a Glasgow in occasione della COP26;

    il 6 ottobre scorso il Consiglio dell'Unione europea si è riunito in un incontro preparatorio alla COP26. In tale sede si è riconosciuto che, nonostante il cambiamento climatico irreversibile causato dalle attività umane rappresenti una minaccia all'esistenza dell'umanità e della biodiversità, le iniziative per combatterlo rimangono insufficienti. Il Consiglio ha espresso forte preoccupazione in relazione alla portata dei contributi nazionali (Nationally Determined Contributions – NDCs) e delle traiettorie di emissione di gas serra (GHG), ritenute ancora lontane dagli obiettivi desiderabili per il raggiungimento delle soglie di cui all'Accordo di Parigi;

    il Consiglio ha inoltre riaffermato la determinazione ad agire verso il completamento del Katowice Rulebook (iniziato a discutere dal 2019), a concludere regole dettagliate per permettere agli Stati di adottare misure orientate all'effettivo raggiungimento della neutralità climatica, a finalizzare accordi nell'ambito dell'Enhanced transparency framework (ETF);

    la COP 15 di Kunming è strettamente correlata alla COP26. Entrambe le conferenze contribuiranno ad aumentare il livello di ambizione degli Stati in ambito climatico e ai fini dello sviluppo del Quadro Globale sulla Biodiversità post-2020,

impegna, quindi, il Governo:

   1) a confermare l'obiettivo del graduale ritiro delle misure restrittive alla libera circolazione nell'Unione europea alla luce della situazione epidemiologica, contrastando, al contempo, l'impatto della crisi a livello sociale e sul mercato del lavoro, e promuovere rapide e condivise decisioni in merito all'autorizzazione e al riconoscimento dei vaccini e di equivalenza dei certificati vaccinali, anche al fine di agevolare la circolazione delle persone e le attività lavorative;

   2) a sostenere la finalizzazione del pacchetto legislativo relativo all'Unione europea per la Salute, adottando tutte le opportune iniziative, volte a favorire e ad accelerare la creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari, sfruttando appieno le potenzialità della sanità digitale per offrire un'assistenza sanitaria di qualità e ridurre le disuguaglianze;

   3) a sostenere la nuova Autorità Europea per la preparazione e la risposta all'emergenza sanitaria (HERA) istituita a settembre quale strumento di mobilitazione rapida a gravi minacce per la salute, come è stato la pandemia COVID-19, e ad individuare e promuovere sinergie con gli operatori italiani, supportando un confronto europeo sulla validità dei test sierologici ai fini del rilascio del Certificato COVID Digitale, soprattutto riguardo alla attestazione di guarigione dei pazienti asintomatici;

   4) a ribadire il sostegno alla diplomazia vaccinale, accelerando assieme all'Unione europea la condivisione dei vaccini per i Paesi bisognosi, adoperandosi in tutte le sedi europee e multilaterali affinché si giunga a una deroga temporanea per i vaccini anti-COVID 19 al regime ordinario dell'accordo TRIPS sui brevetti o altri diritti di proprietà intellettuale, prevedendo anche il trasferimento del know-how necessario, con l'obiettivo di fornire una risposta robusta e rapida alla pandemia a livello globale, nonché a contribuire allo sviluppo delle capacità produttive locali in linea con la dichiarazione di Roma del Vertice mondiale sulla salute;

   5) in vista della prossima e controllata riapertura delle frontiere, ad analizzare le tipologie di vaccini che possono essere riconosciuti equivalenti a quelli dell'Unione europea dalle Autorità europee e quindi validi ai fini del Green Pass in quanto autorizzati dalle Autorità sanitarie di altri Stati, UE e non;

   6) a finalizzare il completamento del mercato interno digitale, unitamente allo sviluppo degli investimenti necessari per dotare l'Unione europea delle capacità e delle infrastrutture digitali strategiche, anche attraverso l'introduzione di strumenti e meccanismi permanenti che li sostengano nel lungo periodo;

   7) a sostenere come obiettivo politico nazionale e unionale la riduzione del gap infrastrutturale, la crescita, l'inclusione sociale e i divari territoriali tra aree metropolitane e aree interne; a promuovere lo sviluppo di una maggiore cultura digitale al fine di contribuire alla realizzazione di uno spazio digitale aperto, libero e sicuro per tutti, con particolare attenzione ai minori;

   8) ad avviare una politica precisa sul Cloud Computing e supercalcolo di matrice europea, prevedendo inoltre maggiori risorse nelle tecnologie quantistiche; assicurare la diffusione delle competenze digitali e l'utilizzo dei servizi in cloud, il potenziamento dei servizi pubblici essenziali erogati online, il collegamento di famiglie e imprese italiane con reti a banda ultra-larga, anche per il tramite di una interoperabilità dei servizi a livello europeo;

   9) a sviluppare la proposta sui semiconduttori con l'obiettivo di mettere insieme capacità di ricerca, progettazione e sperimentazione e produzione europei per creare ecosistema europeo di semiconduttori all'avanguardia, avanzando la proposta di un piano per la produzione dei chip di ultima generazione all'interno del territorio italiano tramite un'alleanza industriale con i più importanti chipmaker;

   10) a contribuire proficuamente e senza indugio ad una cornice normativa certa in tema di mercati e servizi digitali, nonché di governo dei dati, rafforzando la sovranità digitale europea e la resilienza con politiche digitali inclusive e sostenibili;

   11) a favorire ogni utile avanzamento per definire una regolazione europea sull'intelligenza e l'identità digitale, attenta alle implicazioni etiche e incentrata sulla sicurezza dei dati personali;

   12) a prevedere investimenti sull'Intelligenza Artificiale nei settori della manifattura, sicurezza, nuovi prodotti tecnologici (droni, «smart city», nuova mobilità urbana);

   13) a sostenere ed implementare la nuova strategia europea in materia di connettività globale;

   14) a prevedere un piano europeo per l'estensione e la copertura in fibra ottica di tutte le aree oggi non soggette a obblighi di copertura;

   15) a sviluppare il tema del digitale continuando a perseguire contestualmente gli obiettivi della strategia UE per la sicurezza cibernetica, anche al fine di contribuire allo sviluppo di capacità industriali e di difesa realistiche e credibili, nel rispetto delle prerogative nazionali;

   16) a perseguire l'obiettivo di un rafforzamento del quadro giuridico per la sicurezza delle reti e delle infrastrutture critiche, anche considerando l'opportunità di una maggiore cooperazione e condivisione di informazioni come modus operandi necessario per conseguire una maggiore resilienza e quindi una più efficace capacità dell'Unione di risposta alle minacce crescenti nonché di trazione internazionale nella regolamentazione;

   17) a fronte del preoccupante aumento dei prezzi dell'energia elettrica in tutta l'Unione europea, a perseguire ogni sforzo dell'Unione europea a favore di una risposta condivisa da parte dell'Unione, che contempli la mitigazione dei costi dell'energia quale elemento di stabilità internazionale e di garanzia per una transizione climatica sostenibile ed equa, nel quadro della più ampia azione tesa alla definizione di una autonomia strategica dell'Unione europea;

   18) a scongiurare altri shock dei prezzi in futuro, valutando misure finalizzate a migliorare la capacità di stoccaggio dell'energia all'interno dell'Unione, anche attraverso la creazione di una centrale di stoccaggio comune;

   19) a realizzare ogni utile progresso per arrivare ad una gestione strutturale europea del fenomeno migratorio, superando l'evidente stallo negoziale e politico relativo alla gestione dei flussi migratori e sul Nuovo Patto sulla Migrazione e l'Asilo; a tal fine, a delineare una politica migratoria comune dell'Unione europea – che sia parte integrante della sua azione esterna, dando effettiva attuazione ai principi di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità degli Stati membri, anche sul piano finanziario come previsto dall'articolo 80 TFUE basata sulla solidarietà tra Stati Membri – e che sia dotata degli adeguati strumenti finanziari per contrastare le rotte dell'immigrazione irregolare in particolar modo nel Mar Mediterraneo, prevedendo strumenti efficaci a favorire l'effettiva cooperazione dei Paesi di origine e transito;

   20) ad incardinare concretamente e in maniera coordinata il tema migratorio nell'azione esterna dell'Unione, attraverso meccanismi che rendano concreta la partecipazione alla gestione dei flussi migratori da parte di tutti i Paesi dell'Unione, ribadendo il dovere di accoglienza e protezione degli esseri umani quale cardine dell'appartenenza all'Unione europea;

   21) in base alle conclusioni del Consiglio europeo del 24-25 giugno 2021, a prevedere la realizzazione urgente di Piani d'azione europei coordinati, a partire dagli otto Paesi oggetto delle prossime conclusioni, adeguatamente finanziati, rivolti ad affrontare concretamente le cause profonde delle migrazioni – incluse le crisi politiche, economiche, alimentari e sanitarie – soprattutto attraverso la collaborazione con i Paesi di origine e transito e con le organizzazioni maggiormente coinvolte quali OIM e UNHCR. Particolare attenzione e impegno nella gestione del flusso migratorio proveniente dall'Afghanistan, in virtù delle peculiarità e del carattere di emergenza che lo caratterizza;

   22) ad invitare la Commissione europea a riferire in ogni Consiglio europeo circa lo stato di attuazione politica e finanziaria dei Piani d'Azione e della gestione dei flussi migratori; nell'immediato, a sostenere con forza iniziative diplomatiche al fine di supportare la stabilità della Tunisia, Paese dal quale proviene la maggior parte della quota dei migranti sbarcati sul nostro territorio, e alle prese con una gravissima crisi politica ed economica;

   23) a riaffermare, in occasione del prossimo Vertice ASEM, l'impegno ad un approccio multilaterale alle prossime sfide comuni, anche nel senso di una più proficua cooperazione in materia di sviluppo sostenibile, in linea con la posizione dell'Italia in qualità di Presidente di turno del G20 e co-Presidente della COP26; a sostenere l'avvio del nuovo perimetro di proiezione dell'Unione europea all'Indo-Pacifico anche grazie all'individuazione di nuovi modelli di partenariato; a collaborare coi Paesi dell'area Indo-pacifica per promuovere, in questo periodo post-pandemico, una ripresa socioeconomica inclusiva e legata ai valori e principi dell'Unione europea;

   24) a partecipare attivamente alla discussione e definitiva individuazione dei nuovi obiettivi del Partenariato Orientale fino al 2025, continuando a sostenere i 5 obiettivi strategici di lungo termine e vigilando affinché le nuove priorità assicurino concreti benefici alle società ed ai cittadini di tutti i Paesi partner;

   25) a contribuire, anche grazie al ruolo di co-partner dell'Italia, al successo della COP26 quale tappa fondamentale per l'effettiva e completa implementazione dell'Accordo di Parigi, dando seguito alle indicazioni contenute nella Dichiarazione approvata all'incontro parlamentare preparatorio della COP26 svoltosi a Roma, anche sottolineando la centralità del ruolo dei Parlamenti nazionali nella definizione e della attuazione delle strategie in materia di cambiamenti climatici e la necessità di assicurare un maggiore e necessario impegno dei principali attori internazionali rimarcando l'impegno e l'auspicio di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile;

   26) a stimolare i contatti multilaterali nell'ambito della COP26 affinché la ripresa globale dalla crisi sanitaria sia sostenibile e inclusiva, con particolare attenzione alla possibilità di offrire supporto ai Paesi in via di sviluppo i quali, in conseguenza della pandemia, potrebbero disporre di risorse ancor più limitate per contrastare gli effetti dell'emergenza climatica;

   27) a contribuire, nell'ambito dei lavori della COP15, alle progettualità finanziate dal neo-istituito Fondo per la biodiversità di Kunming rivolto al sostegno della protezione della biodiversità nei Paesi in via di sviluppo, portando avanti, nel corso della Conferenza, una forte posizione nazionale orientata ad impegnarsi concretamente in iniziative volte ad invertire il declino della biodiversità e a destinare maggiori fondi alla tutela della natura ed al suo recupero.
(6-00197) «Davide Crippa, Molinari, Serracchiani, Barelli, Colaninno, Marin, Fornaro, Lupi, Emanuela Rossini, Magi».