• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10479 (4-10479)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10479presentato daPALAZZOTTO Erasmotesto diMercoledì 20 ottobre 2021, seduta n. 578

   PALAZZOTTO. — Al Ministro dell'interno, al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:

   il rapporto, pubblicato ad ottobre 2021, della Missione indipendente d'inchiesta in Libia, istituita nel 2020 dal Consiglio Onu per i diritti umani con il mandato di verificare il rispetto dei diritti umani nel Paese evidenzia che i crimini di guerra e contro l'umanità sono stati commessi da tutte le parti coinvolte nel conflitto, iniziato nel 2016, contro le popolazioni più vulnerabili presenti sul territorio libico;

   fra queste, il rapporto si concentra esplicitamente su migranti, rifugiati e richiedenti asilo. La loro condizione ha visto un significativo deterioramento a partire dal 2016: «dal momento in cui migranti entrano in Libia diretti in Europa, questi sono sistematicamente sottoposti a una sequela di abusi»;

   nel quadro delle violazioni dei diritti dei migranti, viene delineato il ruolo di primo piano della Guardia costiera libica, che anima un vero e proprio ciclo di violenze e sfruttamento. I migranti solitamente pagano una somma di denaro per salpare dalle coste libiche per poi essere intercettati e catturati – in modo sconsiderato e talvolta fatale – dalla Guardia costiera che li riporta in Libia, dove sono detenuti in centri di prigionia gestiti dal Dipartimento per la lotta all'immigrazione clandestina, in condizioni di terrificanti violazioni dei loro diritti fondamentali;

   il report dettaglia testimonianze di torture e violenze anche di tipo sessuale subite dai migranti detenuti. Soltanto il pagamento di ingenti somme di denaro, lo svolgimento di lavori forzati, l'elargizione di favori sessuali possono fornire vie di fuga. Alcuni testimoni riportano di aver subito l'intero ciclo di violenze per dieci volte;

   se questo è il destino cui vanno incontro migliaia di persone, di moltissimi altri non si ha notizia: secondo il rapporto solo il 30 per cento dei migranti intercettati dalla guardia costiera libica nei primi otto mesi del 2021 figura come prigionieri nei campi di detenzione. Gli altri vengono con tutta probabilità venduti a trafficanti e gruppi armati che li sottopongono a ulteriori abusi quotidiani;

   il rapporto insiste con particolare enfasi sul fatto che si tratta di operazioni sistematiche e diffuse che non hanno mai visto alcun tipo di indagine da parte delle autorità libiche né tantomeno un tentativo di riforma. Al contrario, il mancato accertamento delle responsabilità per gli abusi sui migranti evidenzia una politica di Stato che incoraggia l'estorsione a danni dei migranti detenuti, nonché l'uso di violenze e discriminazioni anche come strumento di deterrenza delle traversate in mare. Tale politica viene messa in atto anche grazie a milizie (alcune delle quali gestiscono i centri di detenzione), reti criminali e trafficanti di esseri umani;

   il coinvolgimento diretto delle autorità governative negli abusi ai danni dei migranti viene testimoniato anche dalla nota informativa sulla Libia della portavoce della Commissaria Onu per i diritti umani, pubblicata il 12 ottobre 2021. Questa si riferisce in particolare alla serie di incidenti verificatisi a inizio ottobre a partire dal raid ordinato dal Ministero dell'interno libico a Gargaresh contro un insediamento informale abitato da centinaia di migranti e richiedenti asilo;

   questi due documenti fanno eco a numerose dichiarazioni istituzionali, diversi report di Ong e giornalistici che da anni denunciano le condizioni disumane dei migranti in Libia e, al contempo, la condotta criminale della Guardia costiera libica;

   con la proroga della missione bilaterale di assistenza alle istituzioni libiche preposte al controllo dei confini marittimi, l'Italia ha rinnovato il proprio supporto alla Guardia costiera libica, incrementandone il finanziamento di circa mezzo milione di euro –:

   quali iniziative intendano assumere, alla luce dei rapporti delle Nazioni Unite richiamati in premessa, affinché venga rivista, in modo sostanziale, la collaborazione dell'Italia con le autorità libiche che si sono macchiate di gravi violazioni dei diritti umani tali da essere considerate un crimine contro l'umanità.
(4-10479)