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Atto a cui si riferisce:
C.5/06812 (5-06812)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 13 ottobre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione I (Affari costituzionali)
5-06812

  Signor Presidente, Onorevoli deputati,

  gli Onorevoli interroganti segnalano possibili disservizi rispetto all'ufficio anagrafe del Comune di Teglie Veneto a seguito dell'entrata in obbligatorietà della certificazione verde per i dipendenti pubblici, prevista per il 15 ottobre prossimo.
  Il Prefetto di Venezia ha in proposito riferito la scorsa settimana il Sindaco di quel Comune ha prospettato l'impossibilità di assicurare i servizi demografici e in particolare il servizio essenziale di stato civile nella giornata del lunedì, a partire dal 15 ottobre 2021 in quanto le dipendenti addette al servizio hanno fatto presente che in quel giorno della settimana non disporranno della certificazione necessaria per svolgere la prestazione lavorativa, in quanto non disposte a sottoporsi ai test COVID-19 nel fine settimana.
  Il Prefetto ha suggerito al Sindaco di chiedere la collaborazione degli ufficiali di stato civile dei Comuni limitrofi per supportarlo nella redazione degli atti di stato civile più urgenti, ferma restando la possibilità di ricorrere ad una vera e propria delega delle funzioni di stato civile a personale dipendente da un altro comune, in conformità al parere n. 5172 del 25 novembre 2010 del Consiglio di Stato, inoltrato con circolare del Ministero dell'interno n. 34 del 29 novembre 2010, che ha ritenuto tale delega risolutiva «allorché sussistano carenze d'organico in piccole realtà locali».
  Segnalo inoltre che la misura proposta dalla Prefettura è conforme a quanto indicato nelle Linee Guida emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data di ieri in ordine alla condotta delle Pubbliche amministrazioni per l'applicazione della certificazione verde anti-covid.
  In merito al fondo per l'esercizio delle funzioni degli enti locali, va ricordato che lo stesso ha la finalità di concorrere ad assicurare ai comuni, alle province e alle città metropolitane le risorse necessarie per l'espletamento delle proprie funzioni nell'anno 2020, anche in relazione alla possibile perdita di entrate connessa all'emergenza COVID-19.
  La dotazione del fondo è stata incrementata per l'anno 2020 dall'articolo 39 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 e rifinanziata, per l'anno 2021 dalla legge 178/2020.
  I criteri e le modalità di riparto del fondo tra gli enti di ciascun comparto sono valutati, sulla base degli effetti dell'emergenza COVID-19 sui fabbisogni di spesa e sulle minori entrate, al netto delle minori spese, e tenendo conto delle risorse assegnate a vario titolo dallo Stato a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese, dal tavolo tecnico previsto dal comma 2 del medesimo articolo 106.
  Tale tavolo tecnico esamina le conseguenze connesse all'emergenza COVID-19 per l'espletamento delle funzioni degli enti locali, con riferimento alla possibile perdita di gettito relativa alle entrate locali rispetto ai fabbisogni di spesa, avvalendosi del supporto tecnico della SOSE – Soluzioni per il Sistema Economico S.p.A. Inoltre, la normativa prevede che il Ragioniere generale dello Stato possa attivare, anche con l'ausilio dei Servizi ispettivi di finanza pubblica, monitoraggi presso comuni, province e città metropolitane, da individuarsi anche sulla base delle indicazioni fornite dal tavolo tecnico, per verificare il concreto andamento degli equilibri di bilancio e per la quantificazione della perdita di gettito, dell'andamento delle spese e dell'eventuale conseguente regolazione dei rapporti finanziari tra comuni, province e città metropolitane.
  Le disposizioni sopra richiamate attribuiscono al Ministero dell'interno il compito di adottare, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze, i provvedimenti di individuazione dei criteri e delle modalità di riparto tra gli enti di ciascun comparto degli acconti e dei saldi da corrispondere a valere sulle risorse del fondo.
  Tutti i decreti interministeriali di riparto del fondo ad oggi adottati dal 16 luglio 2020 al 30 luglio 2021 riflettono le valutazioni e l'attività di monitoraggio del citato tavolo tecnico.
  Tutto ciò premesso, appare che le norme che regolano la distribuzione del fondo in questione non consentono al Ministero dell'interno di autorizzare l'imputazione sui relativi accreditamenti di particolari tipologie di spese, ancorché connesse all'emergenza epidemiologica, quali quelle proposte dall'interrogante, considerato, altresì, che a fronte di spese emergenti causate dal COVID-19, il legislatore è spesso intervenuto con provvedimenti normativi ad hoc (es. fondo di solidarietà alimentare, fondi per la sanificazione dei locali e degli ambienti, fondo per gli straordinari della polizia locale, fondi per le «zone rosse», ecc.) che hanno stanziato risorse aggiuntive con specifica destinazione. Inoltre preciso che la finalità dei contributi erogati sul fondo di cui trattasi è quella fondamentale della tenuta degli equilibri di bilancio degli enti locali.
  Resta salva l'attività di monitoraggio degli effetti dell'emergenza sanitaria con riferimento alla tenuta delle entrate degli enti locali rispetto ai fabbisogni di spesa, che, anche nel caso delle vicende rappresentate dall'interrogante, potrà essere garantita dal predetto tavolo tecnico o eventualmente dall'attività ispettiva soprarichiamata realizzata dalla Ragioneria generale dello Stato.