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Atto a cui si riferisce:
C.5/06825 (5-06825)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 13 ottobre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione XIII (Agricoltura)
5-06825

  Signor Presidente, Onorevoli Deputati

  con riferimento alla questione rappresentata, che tocca aspetti di competenza trasversale relativi alla redditività e sostenibilità economica dell'attività agricola si condivide la necessità di una strategia incisiva per consentire che il nostro Paese possa essere pronto alla sfida che il New green deal ha lanciato.
  La realizzazione degli obiettivi del New green deal potrebbe comportare una compromissione del reddito agricolo, tuttavia è necessario ricordare che la Politica Agricola Comune ha messo a disposizione importanti risorse che devono essere programmate in maniera coerente ai pertinenti obiettivi, all'interno del Piano Strategico Nazionale, strumento di programmazione del sostegno finanziato a carico del Fondo europeo agricolo di garanzia e (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), che dovrà essere redatto entro il 31 dicembre 2021, in linea con gli altri strumenti di programmazione comunitari e nazionali.
  Evidenzio, infatti, che per il periodo di programmazione della Politica Agricola Comune 2023-2027, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi del New Green Deal, l'Italia ha disponibili circa di 3,6 miliardi di euro all'anno, stanziati nell'ambito del primo pilastro della PAC, per gli adempimenti derivanti dalla Condizionalità rafforzata e dagli Eco-schemi, impegni volontari, particolarmente virtuosi e benèfici per il clima e per l'ambiente.
  Anche lo sviluppo rurale, sostenendo interventi di gestione agro-climatico- ambientali e investimenti non produttivi, contribuisce al conseguimento degli obiettivi ambientali con il 35 per cento delle risorse, pari a circa 3 miliardi di euro l'anno.
  A tali risorse si aggiungono oltre 910 milioni di euro, che il Next Generation European Union (NGEU) riserva soprattutto alle politiche ambientali e climatiche, per gli anni 2021 e 2022, per il raggiungimento degli obiettivi ambientali della strategia F2F, come, ad esempio, la riduzione dell'uso dei fertilizzanti del 20 per cento e l'innalzamento al 25 per cento della SAU biologica entro il 2030.
  Riguardo poi all'uso di strumenti hi-tech e dell'agricoltura di precisione, che potrebbero consentire di mantenere stabile o addirittura accrescere la produttività delle aziende agricole europee, ricordo che sono stati stanziati, nell'ambito del Recovery found, 500 milioni di euro quali contributi in conto capitale per l'ammodernamento dei macchinari agricoli, per l'introduzione di tecniche di agricoltura di precisione, per l'utilizzo di tecnologie di agricoltura 4.0, nonché per l'ammodernamento del parco automezzi al fine di ridurre le emissioni.
  Inoltre, in un'ottica di economia circolare, allo scopo di migliorare la sostenibilità del processo produttivo, ridurre la generazione di rifiuti, favorire il riutilizzo a fini energetici, saranno sostenuti l'ammodernamento della lavorazione, stoccaggio e confezionamento di prodotti alimentari.
  Si tratta di obiettivi particolarmente rilevanti nel processo di trasformazione dell'olio d'oliva, settore strategico per l'industria agroalimentare italiana che, negli ultimi anni, ha dovuto affrontare un calo significativo.
  Ritengo che il periodo di programmazione, che partirà nel 2023, possa offrire molte opportunità e, in tale direzione, nell'ambito del tavolo di Partenariato per la redazione del Piano Strategico Nazionale, è orientata tutta l'attività dell'Amministrazione, in un costante ascolto delle diverse istanze delle competenti categorie e dei diversi portatori di interesse.