• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06820 (5-06820)



Atto Camera

Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-06820presentato daPASTORINO Lucatesto diMartedì 12 ottobre 2021, seduta n. 575

   PASTORINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   il decreto del Presidente della Repubblica del 7 luglio 2021 recepisce, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della legge n. 3 del 2018, l'accordo tra Governo, regioni e province autonome di Trento e di Bolzano concernente l'istituzione della professione sanitaria dell'osteopata;

   tale accordo descrive l'individuazione della figura e del profilo dell'osteopata, gli ambiti di attività e competenza e il contesto operativo. Tuttavia, si rimandano a un successivo accordo da stipularsi in Conferenza Stato-regioni la determinazione dei criteri di valutazione dell'esperienza professionale, nonché i criteri per il riconoscimento dell'equipollenza dei titoli pregressi alla istituenda laurea in osteopatia;

   dunque, si tratta di una definizione «zoppa» che non risolve i problemi della precarietà dei professionisti appartenenti alla categoria e che potrebbe alimentare, anziché ridurre, gli episodi di abusivismo sanitario riscontrabili nell'attualità;

   l'individuazione dei parametri per la valutazione dell'esperienza e per il riconoscimento dei titoli equipollenti avrebbe permesso l'identificazione di un primo contingente di osteopati con idoneità e tracciabilità delle competenze, risolvendo a monte il problema dell'esenzione dell'Iva per le prestazioni rese dagli osteopati, che ad oggi vede gli stessi professionisti italiani e i cittadini che si rivolgono alle loro cure sottoposti a un diverso trattamento fiscale rispetto ai colleghi europei che già godono del regime di esenzione Iva;

   sulla scorta dei principi delineati dalla Corte di giustizia europea, con la sentenza emessa in relazione alla causa C-597/17 del 27 giugno 2019, nonché con successiva pronuncia della Corte di cassazione, n. 21108/2020, è stato affermato il diritto all'esenzione Iva anche per gli osteopati, precisando però che per il riconoscimento della stessa è necessario verificare, oltre che le prestazioni rese siano di natura sanitaria e che l'attività svolta dal professionista sia qualitativamente sufficiente ad offrire la cura della persona, anche che il professionista sia munito di un'adeguata formazione somministrata da istituti autorizzati dallo Stato –:

   se si intendano adottare iniziative volte a prevedere l'esenzione Iva per le prestazioni rese da osteopati in possesso di specifici e documentati requisiti formativi, la cui erogazione sia stata debitamente autorizzata dal Ministero dell'università e della ricerca o da altri enti pedagogici nazionali o europei a ciò abilitati dalle autorità competenti, dando adeguato riconoscimento in campo fiscale (sociale ed economico) ai professionisti italiani, allineando il loro inquadramento, attualmente discriminatorio, a quello dei colleghi osteopati europei e assicurando una conseguente agevolazione per il paziente.
(5-06820)