• Testo INTERPELLANZA

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Atto a cui si riferisce:
C.2/01339 (2-01339) «Galizia, Battelli, Berti, Bruno, Businarolo, Ianaro, Grillo, Papiro, Ricciardi, Scerra, Vignaroli, D'Arrando, Federico, Lorefice, Mammì, Nappi, Misiti, Penna, Provenza, Ruggiero,...



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-01339presentato daGALIZIA Francescatesto diMartedì 12 ottobre 2021, seduta n. 575

   I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell'istruzione, il Ministro per il sud e la coesione territoriale, il Ministro per le pari opportunità e la famiglia, per sapere – premesso che:

   i servizi educativi per la prima infanzia, in particolare gli asili nido, sono un elemento essenziale per ridurre le disuguaglianze territoriali, il divario di genere, la povertà educativa, così come per sostenere lo sviluppo economico e il rilancio della natalità;

   in quest'ambito, lo strumento finanziario del Next Generation EU, istituito dall'Unione europea per sostenere la ripresa economica degli Stati Membri post-Covid, rappresenta un'occasione unica per estendere la copertura dei servizi educativi per la prima infanzia, al fine di ridurre le disuguaglianze tra i minori, garantire la parità di genere e sostenere lo sviluppo economico e la natalità;

   l'offerta di servizi di educazione primaria in Italia soffre di forti carenze strutturali ed è stata oggetto della Raccomandazione europea 2019/C189/2 del 22 maggio 2019, con la quale il Consiglio dell'Unione europea ha chiesto agli Stati membri di garantire l'accesso a servizi di assistenza all'infanzia e di investire per il miglioramento dei risultati scolastici e il rafforzamento delle competenze, in particolare quelle digitali;

   in Italia, il rapporto tra posti disponibili negli asili nido e il numero di bambini di età compresa tra 0 e 2 anni si attesta oggi in media al 25,5 per cento – con forti divari territoriali – ovvero 7,5 punti percentuali al di sotto dell'obiettivo europeo del 33 per cento e 9,6 punti percentuali al di sotto della media europea;

   la carenza di servizi educativi per l'infanzia, unita all'iniqua ripartizione dei carichi di lavoro familiare, condiziona negativamente l'offerta di lavoro femminile e riduce il tasso di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. A loro volta, tali fattori deprimono la domanda apparente di servizi educativi per l'infanzia, generando un equilibrio socialmente inefficiente, dove alla bassa offerta di servizi educativi per l'infanzia corrisponde una ridotta domanda apparente, soprattutto al Sud;

   per far fronte a queste carenze, il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) contiene, tra le altre, una serie di misure relative ai sistemi di educazione e cura di alta qualità della prima infanzia, volte anche a colmare il divario rispetto al resto d'Europa: in particolare, la Missione 4, tramite il Piano asili nido, mira ad innalzare il tasso di presa in carico degli asili, che nel 2018 era pari ad appena il 14,1 per cento. Si prevedono, inoltre, il potenziamento dei servizi educativi dell'infanzia (3-6 anni) e l'estensione del tempo pieno a scuola, per fornire sostegno alle madri con figli piccoli e contribuire così all'occupazione femminile;

   il Piano nazionale di ripresa e resilienza costituisce un'occasione unica per il rilancio del Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese: il Piano, in complementarità con la programmazione dei fondi strutturali 2021-2027 e il programma React-Eu, mette infatti a disposizione del Sud una capacità di spesa e di investimento straordinaria per puntare, in coerenza con le linee guida di Next Generation EU, al riequilibrio territoriale e al rilancio del suo sviluppo;

   la legge di bilancio per il 2020 ha finanziato, tramite l'istituzione del Fondo asili nido e scuole dell'infanzia, interventi relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati a nidi e scuole dell'infanzia, con priorità per le strutture localizzate nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane, con lo scopo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti e la finalità del riequilibrio territoriale;

   dai risultati della gara per l'accesso ai fondi del Ngeu, inclusi nel Pnrr e riservati ai comuni svantaggiati per ridurre i divari territoriali nell'ambito dell'infanzia, pubblicati ad agosto di quest'anno, è emerso, in ragione di alcuni criteri contenuti all'interno dei primi bandi di assegnazione delle risorse, una distorsione manifestatasi sotto forma di svantaggio competitivo per le scuole del Sud che sarebbero state penalizzate a causa dell'assegnazione di un punteggio aggiuntivo crescente in base ai cofinanziamenti;

   la conseguenza di tale previsione distorsiva è stata che, in diversi casi, comuni che insistono in aree nettamente più sviluppate del Nord Italia hanno potuto cofinanziare la spesa del progetto anche per oltre il 50 per cento dell'importo, ottenendo così un bonus di punteggio, a detrimento di altri comuni del Sud Italia i quali, non avendo un bilancio paragonabile per il cofinanziamento, si sono visti scivolare in basso nella classifica di valutazione, perdendo i fondi, nonostante, tra gli obiettivi principali della disposizione, vi fosse, non solo il miglioramento del quadro delle aree svantaggiate, ma anche la riduzione degli squilibri territoriali;

   il 7 ottobre 2021 si è svolta la prima riunione della Cabina di regia sul Pnrr, in cui, in particolare, sono state affrontate le linee di intervento dei progetti che riguardano l'istruzione e la formazione, nel rispetto degli obiettivi concordati in sede europea – sia per quanto riguarda la componente delle riforme sia per la componente degli investimenti – e nel corso della quale è stata annunciata, entro novembre 2021, la pubblicazione di bandi per tre miliardi di euro a favore degli asili nido e delle scuola dell'infanzia –:

   se il Governo, in vista dell'emanazione dei prossimi bandi destinati all'estensione della copertura dei servizi educativi per la prima infanzia, intenda assumere le necessarie iniziative e gli opportuni correttivi per la revisione dei criteri di selezione presenti nei bandi per l'assegnazione dei fondi, utilizzando quali parametri di assegnazione indicatori che tengano in considerazione l'effettiva assenza dei servizi e la povertà educativa, nel rispetto degli obiettivi generali e specifici previsti dall'articolo 4 del regolamento (UE) 2021/241 e dei principi e delle finalità contenuti nel Pnrr finalizzati alla rimozione degli squilibri economici e sociali e alla riduzione dei divari territoriali nell'ambito dell'infanzia, esistenti nel territorio italiano.
(2-01339) «Galizia, Battelli, Berti, Bruno, Businarolo, Ianaro, Grillo, Papiro, Ricciardi, Scerra, Vignaroli, D'Arrando, Federico, Lorefice, Mammì, Nappi, Misiti, Penna, Provenza, Ruggiero, Sportiello, Villani, Alaimo, Azzolina, Baldino, Brescia, Maurizio Cattoi, Corneli, De Carlo, Dieni, Giordano».