• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
S.6/00195 esaminata la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021, presentata ai sensi degli articoli 7, comma 2, lettera b), e 10-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196, premesso...



Atto Senato

Risoluzione in Assemblea 6-00195 presentata da LUCA CIRIANI
mercoledì 6 ottobre 2021, seduta n.365

Il Senato,
esaminata la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza 2021, presentata ai sensi degli articoli 7, comma 2, lettera b), e 10-bis della legge 31 dicembre 2009, n. 196,
premesso che:
la Nota in esame prevede un aumento del PIL su base annuale al 6 per cento, in crescita di un punto e mezzo rispetto ai dati previsti nel Documento di economia e finanza dello scorso aprile, e un incremento del PIL nominale al 7,6 per cento rispetto al 5,6 per cento previsto;
la nuova previsione tendenziale, inoltre, indica un tasso di crescita del PIL reale pari al 4,2 per cento nel 2022, un dato in costante diminuzione sino al 2024 quando è previsto si attesti all'1,9 per cento;
le misure per il contrasto dell'emergenza epidemiologica hanno complessivamente determinato un incremento dell'indebitamento netto pari a 71 miliardi nel 2021, 0,8 miliardi nel 2022, 0,2 miliardi nel 2023 e 0,4 miliardi nel 2024; tra i principali interventi rientrano quelli per il sostegno alle imprese per circa 45,2 miliardi nel 2021, all'interno dei quali prevalgono quelli riferibili ai ristori in favore degli operatori che hanno subìto le conseguenze economiche derivanti dalle chiusure e dalle restrizioni imposte per fronteggiare la diffusione del virus, pari a circa 24 miliardi nel 2021;
stando alla Nota, alla maggiore crescita nominale fa seguito un significativo abbassamento delle previsioni di indebitamento netto (deficit) delle amministrazioni pubbliche, stimata nel 2021 al 9,4 per cento del PIL, oltre due punti percentuali in meno rispetto alla previsione del DEF all'11,8 per cento; anche i livelli di indebitamento netto previsti per i prossimi anni sono in diminuzione fino ad arrivare a un deficit del 2,1 per cento nel 2024 contro una stima programmatica del DEF al 3,4 per cento;
secondo il documento in esame il più alto livello di PIL e il minor deficit dovrebbe determinare la riduzione del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo nel 2021 al 153,5 per cento rispetto al 155,6 per cento previsto dal DEF in aprile;
il peso del debito pubblico - aumentato negli ultimi due anni di venti punti percentuali - condiziona in modo decisivo l'economia nazionale, impedendo investimenti strategici nel sostegno di settori di prioritario interesse nazionale, l'efficientamento delle reti infrastrutturali e dei servizi pubblici di supporto all'economia;
per quanto riguarda l'occupazione, nonostante la Nota di aggiornamento proclami che il rallentamento dell'epidemia determinerà, tra le altre, una crescita dell'occupazione "nettamente al disopra dei ritmi registrati nell'ultimo decennio", in realtà il tasso di disoccupazione, che quest'anno è addirittura più elevato di quello del 2020, vale a dire 9,6 per cento a fronte del 9,3 dello scorso anno, è previsto scendere di appena lo 0,1 per cento nel 2022 e non offre segnali di grande discontinuità neanche nel 2023 e 2024, in cui, secondo le previsioni, si attesterà all'8,6 e al 7,9 per cento;
occorre un sostegno più deciso alla crescita dell'occupazione, al fine di innalzarla ai livelli europei, e, parallelamente all'adozione di politiche volte a migliorare i tassi occupazionali, occorre proseguire il percorso verso un compiuto sistema di tutele di tutti i lavoratori, avviato con la legge di bilancio 2021 con l'introduzione dell'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa (ISCRO), finanziata dalla gestione separata INPS e volta a salvaguardare la continuità dell'attività professionale in caso di flessione del volume d'affari per i suoi iscritti;
in questi mesi di crisi si sono susseguite procedure di licenziamenti a danno di lavoratori italiani avviate da multinazionali che hanno deciso di abbandonare i siti produttivi italiani e quello della delocalizzazione continua a essere uno dei maggiori fattori di rischio cui sono esposti i nostri lavoratori e le imprese che, invece, decidendo di rimanere in Italia si trovano a subire una concorrenza sleale;
secondo la Nota sarebbe in marcata discesa anche il rapporto debito-PIL, che dovrebbe passare dal 153,5 per cento previsto per l'anno in corso al 146,1 per cento nel 2024;
per quanto riguarda lo scenario internazionale, sull'andamento della produzione mondiale continuano a incidere in maniera determinante l'andamento della pandemia e i risultati delle campagne vaccinali nei singoli Stati, come anche la crescente difficoltà di reperimento di materiali e componenti, l'aumento dei prezzi dei trasporti internazionali a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, e l'aumento del prezzo del petrolio e dei metalli, che già ora stanno mettendo in difficoltà imprese e famiglie anche in Italia;
il tasso di inflazione nei Paesi dell'area OSCE tra febbraio e luglio è passato dall'1,7 per cento al 4,2 per cento su base annua, incidenza determinante dell'aumento dei prezzi energetici, mentre quello dell'area euro in agosto si è attestato sul 3 per cento, con un aumento di quasi un punto rispetto al mese precedente e raggiungendo il valore più alto dal 2011;
secondo l'Eurostat nel mese di settembre ha avuto luogo un ulteriore peggioramento dei dati relativi al prezzo dei beni di consumo con un tasso di inflazione registrato nell'eurozona pari al 3,4 per cento, mentre l'inflazione core - che esclude energia, cibo e tabacchi - è stimata all'1,9 per cento, evidenziando su base mensile un incremento dello 0,5 per cento;
la carenza di materiali e componenti e i forti aumenti dei prezzi dell'energia registrati negli ultimi mesi impattano anche sui costi di produzione delle imprese e possono ostacolarne i piani di produzione, mettendo a rischio la ripresa;
inoltre, l'aumento dei prezzi energetici, come anche quello dei beni, e il conseguente rialzo dei tassi di inflazione, danneggiano in modo grave le famiglie, già alle prese con le conseguenze economiche dovute alla pandemia e alle rigide misure restrittive adottate dal Governo;
l'andamento dell'economia nazionale, infatti, continua ad essere principalmente determinato dagli sviluppi dell'epidemia da Covid-19 e dalle relative misure preventive;
il raggiungimento del target dell'80 per cento di popolazione vaccinata è dovuto alla larga adesione dei giovani e dei minori di 18 anni, ma sono ancora 3,5 milioni gli ultracinquantenni senza vaccino, cui si sommano cinque milioni di persone con un'età compresa tra 18 e 49 anni;
secondo la Nota di aggiornamento, la spesa sanitaria, dopo avere raggiunto il 7,5 per cento del PIL nel 2020, è prevista scendere lievemente al 7,3 per cento del PIL nel 2021, una diminuzione che va però ricondotta all'aumento del PIL visto che nell'anno in corso la spesa sanitaria è attesa crescere del 4,8 per cento in termini nominali per l'attuazione della campagna vaccinale e per il potenziamento dei servizi sanitari, mentre nel biennio 2022-2023 la spesa sanitaria a legislazione vigente calerà del -2,3 per cento medio annuo per via dei minori oneri connessi alla gestione dell'emergenza epidemiologica;
senza entrare nel merito dei possibili provvedimenti la Nota di aggiornamento afferma che "con la prossima legge di bilancio 2022-2024 sarà rafforzato il sistema sanitario nazionale, al fine di migliorare l'accesso alle cure e incoraggiare la prevenzione";
con riferimento ai dati contenuti nella Nota di aggiornamento, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro ha evidenziato "il rischio concreto di una ripresa diseguale tra le diverse aree del Paese, non solo fra Nord e Sud ma anche all'interno dello stesso Mezzogiorno, con marcate differenze fra regioni sia in termini del rapporto percentuale tra differenza fra importazioni ed esportazioni e PIL regionale (che misura in qualche modo la 'dipendenza economica' dell'area geografica), sia in termini di dotazione di investimenti fissi, sia in termini occupazionali (dove la difformità territoriale è enorme soprattutto nella disoccupazione di lunga durata)";
inoltre, il Consiglio ha rilevato come "la ripresa non appare ancora consolidata, e che nel breve termine dipende ancora dalla messa in atto di politiche espansive", e come "una revoca prematura del sostegno alla liquidità potrebbe innalzare il rischio di fallimento delle aziende e spingere in alto i livelli di disoccupazione e di povertà, con effetti drammatici sui segmenti più deboli (giovani e donne)";
la sovraesposizione debitoria nella quale si trovano famiglie e imprese a causa della pandemia è significativamente aggravata dalle nuove regole bancarie europee sullo stato di default prudenziale dei debitori, che hanno ridotto di ben quattro punti percentuali la cosiddetta soglia relativa di rilevanza delle obbligazioni creditizie in arretrato;
le nuove regole si risolvono in un ulteriore aggravio della condizione patrimoniale di cittadini e imprese, già duramente colpiti dalla pandemia e, in ultima analisi, incideranno in maniera molto negativa sulla stabilità dell'intero sistema economico e produttivo nazionale, ed è indispensabile sospendere tali nuove regole mentre per contro ora più che mai occorre un sistema bancario espansivo a sostegno della ripresa economica;
in attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza l'Italia si è impegnata a varare una riforma fiscale che modifichi la tassazione a carico di famiglie e imprese, e sembra allo studio anche una riforma del catasto;
stando alle notizie circolate sinora, le innovazioni in materia catastale potrebbero essere incentrate sulla modifica dei principi che regolano la classificazione degli immobili, sia con riferimento alla data di costruzione degli edifici, sia con riferimento all'unità di misura impiegata per la determinazione del valore patrimoniale, con il passaggio dal parametro del numero di vani a quello dei metri quadrati di superficie;
asseritamente, entrambi questi interventi dovrebbero garantire maggiore equità nella determinazione delle rendite e, conseguentemente, nell'imposizione fiscale sugli stessi immobili, ma in realtà la riforma del catasto, nella sua applicazione pratica potrebbe presentare notevoli criticità e il rischio che queste portino ad un aumento delle tassazioni dirette e indirette sulla casa e` molto concreto;
la Nota di aggiornamento preannuncia che la legge di bilancio 2022-2024 "punterà a conseguire una graduale ma significativa riduzione dell'indebitamento netto dal 9,4 per cento previsto per quest'anno al 3,3 per cento del PIL nel 2024", un obiettivo che appare del tutto irrealistico;
il Governo ha sin qui assunto una lunga serie di misure gravemente lesive delle libertà personali dei cittadini, garantite dalla Costituzione, e che hanno di fatto impedito alle imprese e al mondo del lavoro di attutire anche solo in minima parte le conseguenze della pandemia;
la politica delle restrizioni alla libertà di circolazione delle persone e quella della chiusura indiscriminata di qualunque attività hanno messo in ginocchio decine di migliaia di imprese e professionisti e messo a rischio il tessuto occupazionale nazionale per il prossimo decennio,
impegna il Governo:
1) a varare una riforma fiscale che determini una forte riduzione degli oneri che gravano su famiglie e imprese e, in particolare di quelli che formano il cosiddetto cuneo fiscale, da sempre freno alla crescita dei tassi occupazionali nazionali, finanziandola con le risorse attualmente impegnate per il reddito di cittadinanza, mettendo in atto, al contempo, una più decisa lotta all'evasione fiscale;
2) in tale quadro, a introdurre un regime fiscale semplificato e forfettario ad aliquota unica al 15 per cento, la cosiddetta flat tax, da applicare soltanto sul reddito incrementale, ovvero sulla parte aggiuntiva di reddito prodotto rispetto all'anno precedente;
3) a non includere nella delega fiscale la revisione degli estimi catastali, o alcuna misura che vada a incidere sulle rendite, considerate le ricadute incerte e pericolose che colpirebbero le famiglie, del tutto inopportuno in un momento di dilagante crisi economica;
4) ai fini di una efficace applicazione dell'imposta sui servizi digitali, a introdurre una migliore e più efficace declinazione della stabile organizzazione virtuale disciplinata dall'articolo 162 del Testo unico delle imposte sui redditi, anche nell'ottica del contrasto all'illegittima pianificazione fiscale internazionale;
5) a definire, nell'ambito delle politiche fiscali e delle prospettive di riforma, un piano di interventi volto a favorire ed incentivare l'occupazione anche mediante meccanismi premiali per le imprese ad alta intensità occupazionale basati sul principio "più assumi, meno paghi" e a superare le previsioni del "decreto dignità", che ingessano il mercato del lavoro; al contempo, a prevedere l'abolizione dei costi connessi ai rinnovi dei contratti a tempo determinato, al fine di evitare una perdita di competitività e produttività per le imprese italiane con conseguente ulteriore contrazione dell'occupazione;
6) ad adottare provvedimenti volti a garantire a famiglie e imprese la liquidità necessaria a superare l'attuale crisi e i connessi fenomeni da sovraindebitamento;
7) a tutelare le imprese italiane e il made in Italy, sostenendo in ambito europeo l'introduzione di misure più stringenti volte a contrastare il dumping sociale e ambientale degli Stati extraeuropei, nonché ad intraprendere le necessarie iniziative volte ad accrescere la competitività delle imprese italiane al fine di evitare fughe verso Paesi che presentano una fiscalità di vantaggio e favorire il rientro in Patria delle imprese che negli ultimi anni hanno delocalizzato;
8) a utilizzare le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per un imponente piano di rilancio e sviluppo dell'intera Nazione da attuare attraverso politiche espansive di spesa pubblica e finalizzato al superamento dei ritardi infrastrutturali e di sviluppo digitale che affliggono l'Italia;
9) con specifico riferimento alla lotta al Covid-19, a organizzare e potenziare una rete territoriale di assistenza domiciliare, anche attraverso il potenziamento dell'assistenza territoriale e della medicina digitale, che possa scongiurare il sovraffollamento degli ospedali e permettere ai pazienti di essere curati in casa;
10) a introdurre misure strutturali per il sostegno della natalità e della famiglia, proteggendo la maternità, potenziando i servizi territoriali destinati alla cura dei bambini e agevolando le famiglie con figli sotto il profilo della fiscalità;
11) ad inserire nella prossima legge di bilancio le disposizioni necessarie al completamento di un sistema di tutele in favore dei lavoratori autonomi, avviato con l'introduzione dell'indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa, attraverso l'estensione delle misure già previste per i lavoratori dipendenti;
12) ad adottare misure progressive di contenimento del costo finale dei prodotti energetici - riducendo il peso fiscale delle accise e dell'IVA all'aliquota più bassa oggi consentita dalla normativa europea - senza introdurre nuove imposte o tasse per cittadini e imprese a copertura del minor gettito derivante, ma finanziando la diminuzione dell'introito fiscale complessivo dei prodotti energetici, rivedendo - se del caso - il sistema dei contributi a fondo perduto destinati ai soggetti pubblici e privati che non abbiano raggiunto i risultati attesi e a cui detti contributi sono stati erogati;
13) a perseguire idonee politiche, anche e soprattutto a livello europeo, volte ad evitare che la transizione green rechi effetti eccessivamente distorsivi del mercato energetico e, di conseguenza, vada a penalizzare aziende e famiglie.
14) a prorogare i termini delle notifiche delle cartelle esattoriali che facciano riferimento al periodo della pandemia e a consentire una "Rottamazione quater" per le cartelle esattoriali e il proseguimento "nell'azione di sostegno" a tutti coloro che sono stati più colpiti dalla crisi dovuta al Covid;
15) a prevedere un ulteriore proroga, di almeno due anni, in materia di rateizzazione delle cartelle prevedendo che alla presentazione della domanda di rateizzazione consegua la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza e il divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche o di avviare nuove procedure esecutive come già previsto dal decreto ristori (decreto-legge n.157 del 2020);
16) in considerazione del suo particolare ruolo di capitale della Repubblica e al fine di consentire il completamento del trasferimento delle funzioni, a prevedere per i prossimi cinque anni la destinazione di un contributo straordinario annuo di 500 milioni di euro in favore della città di Roma.
(6-00195)
Ciriani, Rauti, Balboni, Barbaro, Calandrini, de Bertoldi, De Carlo, Drago, Fazzolari, Garnero Santanchè, Iannone, La Pietra, La Russa, Maffoni, Malan, Nastri, Petrenga, Ruspandini, Totaro, Urso, Zaffini.