• Testo RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA

link alla fonte scarica il documento in PDF

Atto a cui si riferisce:
C.6/00196 (6-00196) «Davide Crippa, Molinari, Serracchiani, Valentini, Boschi, Marin, Fornaro, Schullian, Gebhard, Lupi, Magi, Tasso, Lapia».



Atto Camera

Risoluzione in Assemblea 6-00196presentato daCRIPPA Davidetesto diMercoledì 6 ottobre 2021, seduta n. 573

   La Camera,

   premesso che:

    la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (NADEF), ai sensi dell'articolo 10-bis, della legge di contabilità 31 dicembre 2009, n. 196, rivede le previsioni economiche e di finanza pubblica per l'anno in corso e per il restante periodo di riferimento in relazione alla maggiore stabilità e affidabilità delle informazioni disponibili sull'andamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica rispetto a quelle utilizzate per il Documento di economia e finanza (DEF), aggiornando altresì gli obiettivi programmatici individuati dal DEF, al fine di recepire anche le indicazioni contenute nelle raccomandazioni formulate dalla Commissione europea;

    i dati economici registrano che la crescita del prodotto interno lordo (PIL) nel primo semestre dell'anno è risultata nettamente superiore alle aspettative e gli indicatori più aggiornati fanno ritenere che il terzo trimestre registrerà un aumento del prodotto, sebbene l'evoluzione del contesto economico nella restante parte dell'anno, ed in prospettiva nell'intero periodo invernale, appare ancora fortemente influenzata dalla dinamica della situazione sanitaria e, in particolare, da come l'insieme degli effetti indotti dalla pandemia continueranno ad incidere sulla vita dei cittadini;

    l'economia italiana è stata comunque l'unica tra quelle europee a segnare una marginale ripresa già nel primo trimestre dell'anno ed un'espansione superiore alla media europea nel trimestre successivo (2,7 per cento nazionale rispetto a 2,2 per cento a livello europeo), riducendo in tal modo il divario generato dalla contrazione più ampia della media lo scorso anno;

    nonostante tale scenario di ripresa, l'aumento della domanda ha comportato un aumento generalizzato dei prezzi delle materie prime, portando i prezzi alla produzione dell'industria (PPI) a un incremento del 10,4 per cento, con un'incidenza sul mercato interno pari all'12,3 per cento su base annua, cui fa eco un aumento dei prezzi dei generi alimentari che arriva al 40 per cento e un aumento del tasso d'inflazione del 2 per cento;

    le prospettive di ulteriore recupero del PIL nei prossimi trimestri sono legate all'evoluzione della pandemia e della domanda mondiale, ma anche alle carenze di materiali e componenti, nonché ai forti aumenti dei prezzi dell'energia registrati negli ultimi mesi, fattori che impattano anche sui costi di produzione delle imprese e possono ostacolarne i piani di produzione;

    stante ciò, la visione che ispira le nuove previsioni macroeconomiche del Governo per il 2022-2024 è positiva. Ipotizzando un incremento ancora robusto dell'attività economica nel terzo trimestre e una progressione dell'attività economica più contenuta negli ultimi tre mesi dell'anno, la previsione tendenziale di crescita annuale del PIL si colloca per l'anno in corso al 6,0 per cento rispetto al 4,5 per cento del quadro programmatico del DEF 2021. L'espansione del PIL attesa per il 2022 risulta invece moderatamente ridimensionata rispetto alla previsione del DEF e pari al 4,2 per cento (4,8 per cento nelle stime di aprile 2021);

    l'indebitamento netto (deficit) previsto per quest'anno è pari a 9,4 per cento del PIL, in discesa dal 9,6 per cento registrato nel 2020 secondo i dati diffusi dall'Istat il 22 settembre. La nuova stima tendenziale per il 2021 è nettamente inferiore all'obiettivo dell'11,8 per cento previsto nel DEF. L'andamento del deficit nel prossimo triennio è anch'esso nettamente più basso in confronto alla previsione programmatica del DEF, giacché l'indebitamento netto del 2022 scende dal 5,9 per cento al 4,4 per cento del PIL, quello del 2023 passa dal 4,3 per cento al 2,4 per cento, e nel 2024 si arriva al 2,1 per cento del PIL anziché al 3,4 per cento previsto nel DEF;

    in relazione al debito pubblico, la proiezione aggiornata di finanza pubblica comporta una discesa del rapporto tra debito lordo e PIL dal 155,6 per cento raggiunto nel 2020 al 153,5 per cento quest'anno: si tratta di un risultato molto positivo in confronto al 159,8 per cento previsto nel DEF. Nello scenario tendenziale, il rapporto debito/PIL scenderebbe poi di circa dieci punti percentuali nel prossimo triennio, arrivando al 143,3 per cento del PIL nel 2024;

    per quanto riguarda lo scenario programmatico, il tasso di crescita del PIL è pari al 4,7 per cento nel 2022, 2,8 per cento nel 2023 e 1,9 per cento (invariato rispetto allo scenario tendenziale) nel 2024. In confronto al quadro tendenziale, l'andamento dell'indebitamento netto programmatico è superiore di oltre un punto percentuale di PIL a partire dal 2022 (5,6 per cento rispetto a 4,4 per cento a legislazione vigente). Per gli anni successivi, la NADEF delinea una progressiva e significativa riduzione del deficit che si attesterà al 3,3 per cento del PIL nel 2024. Il maggior deficit rispetto allo scenario tendenziale comporta una discesa del rapporto debito/PIL più graduale ma significativa, giacché si passerà dal 153,5 per cento previsto per quest'anno al 146,1 per cento nel 2024;

    la modifica al ribasso del sentiero dell'indebitamento netto precedentemente indicato nel DEF 2021 per gli anni 2021-2024 lascia inalterato il percorso di avvicinamento del saldo strutturale all'obiettivo di medio termine non necessita la presentazione di alcuna Relazione al Parlamento, ex articolo 6, della legge n. 243 del 2012;

    in ottemperanza alle norme della legge di contabilità e finanza pubblica sui contenuti obbligatori della NADEF, il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 203,0 miliardi nel 2022, 180,5 miliardi nel 2023 e 116,8 miliardi nel 2024. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 280,0 miliardi nel 2022, 245,5 miliardi nel 2023 e 174,0 miliardi nel 2024;

    il quadro macroeconomico tendenziale è stato validato dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio in data 24 settembre e quello programmatico in data 5 ottobre a conclusione delle consuete interlocuzioni con il Dipartimento del Tesoro;

    nella NADEF 2021, il Governo conferma l'impostazione di fondo della politica di bilancio illustrata nell'ultimo DEF – su cui il Parlamento ha espresso parere favorevole con le risoluzioni approvate il 22 aprile scorso –, e così l'obiettivo di sostenere la ripresa dell'economia italiana nel triennio 2022-2024, in stretta coerenza con l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR);

    rispetto allo scenario a legislazione vigente, l'impostazione della politica di bilancio che sarà attuata con la prossima legge di bilancio resterà quindi espansiva affinché il PIL e l'occupazione recuperino non solo la caduta rispetto ai livelli del 2019, ma anche la mancata crescita rispetto a quanto previsto prima della crisi e, a partire dal 2024, includerà interventi mirati a ridurre il deficit strutturale e ricondurre il rapporto debito/PIL intorno al livello precrisi entro il 2030;

    in tale prospettiva, con riguardo alla riforma della pubblica amministrazione, condizione necessaria per il successo delle misure contenute nel PNRR, si rende necessario adottare misure volte a migliorare l'efficacia e l'efficienza della relativa azione, al fine di favorire una ottimizzazione dei servizi offerti e un incremento della produttività dell'intera struttura economica del Paese – di cui la Pubblica amministrazione è un fattore determinante –, avendo riguardo ad innovazioni e miglioramenti delle norme che regolano il reclutamento del personale, nonché investimenti sul capitale umano e sulla digitalizzazione, in un contesto di semplificazione normativa che mira a rimuovere i vincoli burocratici e a rendere più rapide le procedure, in particolar modo quelle collegate all'attuazione del PNRR;

    similmente si ritiene fondamentale proseguire nel percorso di riforma in materia di giustizia previsto dal PNRR, attraverso innovazioni strutturali realizzate sia tramite riforme ordinamentali, sia potenziando le risorse umane e le dotazioni tecnologiche del sistema giudiziario, inclusa la materia di giustizia tributaria;

    compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica indicati nella NADEF 2021,

impegna il Governo:

   1) a conseguire i saldi programmatici del bilancio dello Stato e quelli di finanza pubblica in termini di indebitamento netto rispetto al prodotto interno lordo (PIL), nonché il rapporto programmatico debito/PIL, nei termini e nel periodo di riferimento indicati nella NADEF 2021;

   2) a dare adeguata attenzione nei quadri programmatici alla spesa corrente conseguente a milestone o target (M&T), da realizzare secondo le cadenze annuali indicate dal PNRR e, in particolare, entro il 31 dicembre 2021, con specifico riferimento a 24 misure di investimento e 27 di riforma, previste e garanzia dell'anticipo di sovvenzioni e prestiti del RRF (pari a complessivi 24,8 miliardi) che l'Italia ha ricevuto;

   3) a consolidare la crescita del PIL, stimolata dagli investimenti e dalle riforme previste dal PNRR, in particolare mirando ad accrescere le entrate fiscali attraverso il contrasto all'evasione, nonché indirizzando le risorse di bilancio verso gli investimenti e le spese per ricerca, innovazione e istruzione e sanità;

   4) a prevedere, con la massima urgenza e compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica indicati nella NADEF 2021, misure che non rientrano nell'ambito operativo del PNRR, ma che concorrono a realizzarne i relativi obiettivi generali ossia interventi per la razionalizzazione e l'equità del sistema fiscale e per l'estensione e il potenziamento del sistema di ammortizzatori sociali, prevedendo per questi ultimi lo snellimento e l'accelerazione delle procedure di erogazione, a razionalizzare le politiche attive per il lavoro, al fine di agevolare con più efficacia l'ingresso o il reinserimento nel mondo del lavoro di chi è .disoccupato o di chi ha perso il posto di lavoro, nonché a prevedere l'implementazione di meccanismi di flessibilità in uscita del mercato del lavoro;

   5) a proseguire nell'attuazione del Green New Deal, con particolare riferimento ad idonee iniziative, anche di carattere normativo, finalizzate a favorire la transizione ecologica, energetica e verso l'economia circolare, mediante la progressiva riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi – che determinerà maggiori entrate da utilizzare per ridurre gli oneri a carico dei settori produttivi – e la tempestiva definizione di appositi indicatori per gli investimenti ecosostenibili;

   6) con riferimento agli interventi di efficientamento energetico e di adeguamento antisismico degli edifici privati, a prevedere, compatibilmente con la normativa europea di riferimento e le esigenze di finanza pubblica, la proroga dei vari bonus edilizi e, segnatamente, della misura del superbonus 110 per cento, ivi inclusi il rinnovo del cosiddetto «sconto in fattura» e «cedibilità del credito», valutando di includere altre tipologie di edifici, al fine di garantire un patrimonio immobiliare energeticamente efficiente a prescindere dalle situazioni preesistenti e in termini assoluti, mediante la semplificazione dell'accesso e degli strumenti operativi e finanziari alla misura;

   7) a proseguire nell'azione di contrasto del cosiddetto «caro-energia», adottando un approccio organico, sostenibile e strutturale, volto ad implementare politiche pubbliche che tutelino e mettano al riparo, da oscillazioni eccessive del prezzo dell'energia elettrica, microimprese e clienti finali, soprattutto civili vulnerabili o in condizioni di povertà energetica, anche mediante investimenti per l'efficienza energetica nell'edilizia residenziale e popolare, il ricorso a contratti di acquisto di energia rinnovabile di lungo periodo, la promozione dell'autoconsumo e delle comunità energetiche, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica indicati nella NADEF 2021 nonché interventi per la riduzione della dipendenza energetica del Paese e per la diversificazione degli approvvigionamenti, nel rispetto del quadro definito dal Green New Deal europeo, nonché valutando di promuovere interventi a livello europeo per contenere gli effetti del rincaro dei prezzi delle materie prime e limitarne l'impatto sul rilancio del sistema produttivo nazionale e sugli investimenti finanziati con le risorse finanziate con il Recovery plan, scongiurando il pericolo che detto rincaro possa pregiudicare il conseguimento degli obiettivi stabiliti con il PNRR e le relative funzionalità anticicliche;

   8) nell'ambito dei provvedimenti collegati alla decisione di bilancio, delle raccomandazioni specifiche per l'Italia 2020 della Commissione europea, a proseguire nell'azione di incremento delle risorse disponibili, anche in termini di risorse finanziarie e professionali, ivi incluso il finanziamento dei cicli di specializzazione, per il potenziamento del sistema sanitario nazionale, compresa la domiciliarità, la medicina territoriale, e per il rafforzamento della governance dei distretti socio-sanitari, compatibilmente agli obiettivi di finanza pubblica indicati dalla NADEF 2021;

   9) ad adottare le iniziative necessarie a risolvere le emergenti problematiche di carattere sociale e le crescenti disparità generazionali, territoriali, di genere e salariali, in particolare con interventi finalizzati ad invertire il trend demografico del Paese e a favorire l'inserimento lavorativo dei giovani e delle donne, nonché rafforzando gli interventi a sostegno della ripresa economica nelle aree svantaggiate del Paese, al fine di evitare che la crisi innescata dall'emergenza sanitaria accentui le disparità fra le diverse aree del Paese;

   10) ad adottare ogni iniziativa finalizzata a promuovere investimenti che consentano un'efficacia ed efficiente utilizzazione del risparmio privato e della liquidità disponibile, con importanti riflessi sul rilancio del nostro Paese e sulla crescita economica oltre che sulla qualità della struttura finanziaria delle imprese.
(6-00196) «Davide Crippa, Molinari, Serracchiani, Valentini, Boschi, Marin, Fornaro, Schullian, Gebhard, Lupi, Magi, Tasso, Lapia».