• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06781 (5-06781)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06781presentato daVALLASCAS Andreatesto diMercoledì 6 ottobre 2021, seduta n. 573

   VALLASCAS. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro della transizione ecologica. — Per sapere – premesso che:

   nelle prime settimane di agosto 2021, alcuni organi di stampa hanno dato la notizia della nomina, da parte dell'assemblea degli azionisti, di Andrea Ripa di Meana quale amministratore unico del Gestore dei servizi energetici (Gse), società del Ministero dell'economia e delle finanze. L'amministratore unico dovrebbe restare in carica fino all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2023;

   contestualmente, l'assemblea dei soci avrebbe approvato anche il bilancio dell'esercizio 2020 con un utile netto di 7,4 milioni di euro;

   tra le altre cose, alcuni organi di stampa avrebbero rilevato la circostanza particolare secondo la quale con la nomina dell'amministratore unico, sarebbe stato «abolito il Consiglio di amministrazione»;

   il neo amministratore, secondo alcuni organi di stampa, «sarà anche l'unico riporto del magistrato delegato della Corte dei conti chiamato a vigilare sulla correttezza dell'operato aziendale. Con la conseguenza che, mentre prima il togato poteva contare su più voci per approfondire e vagliare le scelte della direzione, ora il contraltare sarà unico e l'azione di controllo depotenziata»;

   il Gse gestisce ogni anno ingenti risorse finalizzate a sostenere e incentivare la transizione energetica, ruolo che è destinato a essere considerevolmente accresciuto in relazione ai consistenti investimenti previsti dal Piano nazionale per la ripresa e la resilienza (Pnrr);

   a questo proposito, in occasione della presentazione del Rapporto delle attività Gse 2020, Luca Benedetti, responsabile degli studi sull'energia, statistiche e sostenibilità della società, ha sostenuto che «l'anno scorso il Gse ha gestito risorse per 11 miliardi di euro. Se poi si considerano gli ultimi 10 anni (2010-2020) ha gestito meccanismi per la promozione della sostenibilità per un controvalore economico calcolabile in 140 miliardi di euro»;

   nel rapporto 2020 si valuta «che nel 2020 le attività del Gse abbiano contribuito ad attivare circa 2,2 miliardi di euro di nuovi investimenti. L'energia rinnovabile e i risparmi energetici incentivati nell'ultimo anno si calcola abbiamo evitato l'emissione in atmosfera di 42 milioni di tonnellate di CO2 e il consumo di 109 milioni di barili di petrolio»;

   per quanto riguarda «l'ammontare delle risorse destinate alla promozione della sostenibilità [...] si calcola un controvalore economico di 15,2 miliardi di euro, di cui 11,9 miliardi per l'incentivazione dell'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, 1,1 miliardi ascrivibili all'efficienza energetica e alle rinnovabili termiche, 1,0 miliardi relativi ai biocarburanti e 1,3 miliardi riconducibili ai proventi derivanti dall'ETS»;

   come detto, questo volume di attività, unitamente al flusso di risorse finanziarie da erogare, potrebbe subire una consistente impennata per effetto delle risorse del PNRR, con la necessità di accrescere anche gli strumenti di controllo; circostanza, quest'ultima, sottolineata dallo stesso Ministro della transizione ecologica che avrebbe affermato che «sarà da pianificare come spendere qualcosa come 100 milioni di euro al giorno, che richiede uno sforzo enorme a livello di controllo, gestione tecnica e risorse umane, digitalizzazione»;

   in questo contesto, e considerata la citata necessità di aumentare i livelli di controllo, apparirebbe del tutto inopportuno che al vertice del Gse si ritrovasse a operare un unico amministratore, in assenza di un consiglio di amministrazione in grado di rappresentare una pluralità di posizioni attorno al Governo di uno dei principali organismi che si troveranno a gestire le risorse del Pnrr –:

   quali iniziative intenda adottare, per quanto di competenza, anche di natura normativa, per ripristinare un sistema di governo del Gse, nel quale l'amministratore possa essere affiancato da un consiglio di amministrazione, a garanzia di livelli adeguati di controllo nella gestione della società in considerazione delle ingenti risorse che si troverà a gestire nei prossimi anni.
(5-06781)