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Atto a cui si riferisce:
C.5/05606 (5-05606)



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 5 ottobre 2021
nell'allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)
5-05606

  Con riguardo al primo punto sollevato, confermo che la Farnesina prevede di effettuare una sperimentazione del voto elettronico per le elezioni dei Comitati per gli Italiani all'estero, che avranno luogo il prossimo 3 dicembre 2021.
  La base normativa, come ricorda l'interrogante, è la Legge di bilancio 2021, che ha autorizzato per l'anno in corso la spesa di 9 milioni di euro, oltre che per lo svolgimento delle elezioni in parola, anche per «introdurre in via sperimentale modalità di espressione del voto in via digitale».
  Per dare attuazione a tale norma, il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ha avviato un intenso lavoro preparatorio, con l'obiettivo di definire le modalità di svolgimento e le specifiche tecniche della sperimentazione, in stretto contatto con la Commissione interministeriale sul voto elettronico. Ricordo che i lavori di quest'ultima si sono conclusi con la redazione di Linee guida per il voto elettronico, adottate con decreto del Ministero dell'interno di concerto con il Ministero dell'innovazione il 9 luglio 2021, che confermano l'impostazione data alla sperimentazione dal MAECI.
  La sperimentazione delineata dal MAECI per le elezioni dei Comites coinvolgerà alcune sedi «pilota», individuate sulla base di criteri che possano garantire una adesione tale da rendere il test significativo. Si tratta in particolare dei Comitati di Berlino, Houston, Johannesburg, Londra, L'Aja, Marsiglia, Monaco di Baviera, San Paolo e Tel Aviv.
  Gli elettori potranno partecipare alla sperimentazione su base volontaria, richiedendo di iscriversi nelle liste elettorali del loro consolato di riferimento tramite il portale dei servizi consolari «Fast It». È inoltre previsto che l'elettore si autentichi tramite SPID di secondo livello su un portale dedicato (disponibile in internet e accessibile da dispositivi elettronici personali) e sia ammesso al voto previa verifica, con modalità automatizzate, del godimento del diritto di elettorato attivo. Oltre che l'espressione del voto, anche la fase di scrutinio intende rispettare tutte le garanzie di segretezza e anonimato. Informazioni sulle modalità di partecipazione sono reperibili sui siti web delle ambasciate e dei consolati coinvolti.
  La sperimentazione del voto elettronico avverrà parallelamente alle tradizionali operazioni elettorali con espressione di voto per corrispondenza e non sarà produttiva di effetti giuridici. Ciò a titolo prudenziale e in un'ottica di «gradualità e progressività» – conformemente alle raccomandazioni del Consiglio d'Europa in argomento – al fine di evitare il rischio di una ripetizione delle elezioni nelle sedi pilota ove si riscontrassero anomalie o si verificassero malfunzionamenti tali da compromettere l'attendibilità dell'esito elettorale, proprio alla luce delle «sfide tecniche e giuridiche» connesse alla modalità di espressione del voto digitale. Non esiste ad oggi infatti una tecnologia in grado di garantire una totale sicurezza del voto elettronico, sia in termini applicativi che infrastrutturali, come emerso ad esito dei lavori della Commissione interministeriale. La sperimentazione consentirà dunque di chiarire alcuni importanti aspetti sulla futura percorribilità del voto elettronico, in particolare a tutela dei principi costituzionali di personalità, eguaglianza, libertà e segretezza del voto.
  Con riguardo al secondo punto sollevato, la recentissima normativa introdotta con il decreto-legge n. 77 del 2021, convertito con legge del 29 luglio 2021 n. 108, dispone misure per la raccolta di firme digitali tramite strumentazione elettronica solo per i referendum e per le leggi di iniziativa popolare. La raccolta telematica delle firme per la presentazione delle liste elettorali per le elezioni dei Comites, oltre a non avere una base giuridica, non è stata prevista dalla sperimentazione. La complessità dello sviluppo di una piattaforma per il voto elettronico non consente di ipotizzare la sperimentazione anche di tale diverso e separato adempimento connesso alle prossime elezioni dei Comites, stante per di più la ristrettezza dei tempi a disposizione e la limitatezza delle risorse stanziate.
  Ricordo invece che, anche rispondendo a sollecitazioni in tal senso di questa Commissione, il decreto-legge n. 117 del 2021 attualmente in corso di conversione in Parlamento ha previsto, all'articolo 5, specifiche misure per semplificare le operazioni di raccolta delle sottoscrizioni per la presentazione delle liste dei candidati alle prossime elezioni Comites, anche alla luce del perdurante contesto pandemico. In particolare, è stato ridotto del 50 per cento il numero minimo di firme dei sottoscrittori richieste per la presentazione di una lista ed è venuto meno l'obbligo di autenticazione delle stesse da parte dell'ufficio consolare. Tali misure, limitate alle prossime elezioni, riguardano 107 Comites già esistenti e 13 di nuova istituzione, per un totale complessivo di 4.728.620 elettori.