• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/06747 (5-06747)



Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06747presentato daPASTORINO Lucatesto diMartedì 5 ottobre 2021, seduta n. 572

   PASTORINO. — Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'università e della ricerca, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

   il decreto del Presidente della Repubblica del 7 luglio 2021 recepisce, ai sensi dell'articolo 7, comma 2, della legge 11 gennaio 2018, n. 3, l'accordo tra il Governo, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concernente l'istituzione della professione sanitaria dell'osteopata;

   tale accordo descrive l'individuazione della figura e del profilo dell'osteopata, gli ambiti di attività e competenza e il contesto operativo. Tuttavia, si rimandano a un successivo accordo da stipularsi in Conferenza Stato-regioni la determinazione dei criteri di valutazione dell'esperienza professionale, nonché i criteri per il riconoscimento dell'equipollenza dei titoli pregressi alla istituenda laurea in osteopatia;

   dunque, si tratta di una definizione «zoppa» che, avulsa dalla descrizione dei requisiti pedagogici e professionali e dei criteri di accesso alla professione, non risolve i problemi della precarietà dei professionisti appartenenti alla categoria e che potrebbe alimentare, anziché ridurre, gli episodi di abusivismo sanitario riscontrabili nell'attualità;

   si sottolinea che l'individuazione dei parametri per la valutazione dell'esperienza e per il riconoscimento dei titoli equipollenti avrebbe permesso l'identificazione di un primo contingente di osteopati con idoneità e tracciabilità delle competenze, risolvendo a monte il problema dell'esenzione dell'imposta sul valore aggiunto per le prestazioni rese dagli osteopati, che ad oggi vede gli stessi professionisti italiani e i cittadini che si rivolgono alle loro cure sottoposti a un diverso trattamento fiscale rispetto ai colleghi europei che già godono del regime di esenzione Iva;

   sulla scorta dei principi delineati dalla Corte di giustizia europea, con la sentenza emessa in relazione alla causa C-597/17 del 27 giugno 2019, avente efficacia vincolante, diretta e prevalente sull'ordinamento nazionale, nonché con successiva pronuncia della Corte di cassazione, n. 21108/2020, è stato affermato il diritto all'esenzione Iva anche per gli osteopati, precisando però che per il riconoscimento della stessa è necessario verificare, oltre che le prestazioni rese siano di natura sanitaria e che l'attività svolta dal professionista sia qualitativamente sufficiente ad offrire la cura della persona, anche che il professionista sia munito di un'adeguata formazione somministrata da istituti autorizzati dallo Stato –:

   se, alla luce delle sentenze riportate in premessa e in virtù del principio di neutralità fiscale dell'Iva e in attesa della definizione dell'accordo che sancisca i criteri di valutazione dell'esperienza professionale, nonché i criteri per il riconoscimento dell'equipollenza dei titoli pregressi alla istituenda laurea in osteopatia, si intendano adottare iniziative per prevedere l'esenzione Iva ex articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972 per le prestazioni rese da osteopati in possesso di specifici e documentati requisiti formativi la cui erogazione sia stata debitamente autorizzata dal Ministero dell'università e della ricerca o da altri enti pedagogici nazionali o europei a ciò abilitati dalle autorità competenti, dando cioè adeguato riconoscimento in campo fiscale, sociale ed economico ai professionisti italiani, allineando il loro inquadramento, attualmente discriminatorio, a quello dei colleghi osteopati europei e assicurando conseguente agevolazione per il paziente, come prefigurata dalla sopra citata disciplina Iva.
(5-06747)