• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/10301 (4-10301)



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-10301presentato daDI SARNO Gianfrancotesto diGiovedì 23 settembre 2021, seduta n. 570

   DI SARNO. — Al Ministro dell'istruzione, al Ministro dell'economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che:

   nonostante le promesse ripetute ad ogni inizio anno scolastico, ancora si registrano forti ritardi nei pagamenti degli stipendi dei «supplenti brevi Covid», nominati nell'organico di emergenza: a distanza di mesi ancora assistiamo a sollecitazioni di lavoratori che aspettando le mensilità di maggio e giugno 2021;

   la vicenda dei lavoratori della scuola assunti per affrontare la gestione dell'emergenza sanitaria da Coronavirus inizia con il cosiddetto «Decreto Agosto» (decreto-legge n. 104 del 2020) che prevedeva la necessità di unità aggiuntive di personale docente e non docente, al fine di rispettare le esigenze di distanziamento sociale e di gestione delle pulizie e della sorveglianza dei locali;

   per problemi burocratici legati alla ripartizione dei fondi da parte degli uffici scolastici e alle divergenze sui calcoli delle buste paga, i docenti «a termine» (ad eccezione, di solito, per chi ha firmato un contratto al 30 giugno o al 31 agosto 2021) si trovano costretti ad aspettare la propria remunerazione, che viene liquidata «a singhiozzo»;

   il disagio vissuto dai lavoratori coinvolti è ingiustificabile: ci si trova di fronte ad una situazione difficile che non deve assolutamente ripetersi nel nuovo anno scolastico;

   chi ha avuto un contratto da supplente per alcuni mesi ha lo stesso diritto a ricevere i pagamenti, con la stessa puntualità come i docenti di ruolo e i docenti con contratto annuale;

   proprio una sentenza del 30 giugno 2021 del giudice del lavoro di Milano, in materia di trattamento accessorio stipendiale, ha stabilito che il mancato riconoscimento della «retribuzione professionale docenti» ad alcuni supplenti brevi per il solo motivo che gli stessi hanno stipulato contratti di supplenza breve e saltuaria rappresenta una discriminazione;

   il mancato pagamento degli stipendi per alcuni docenti e lavoratori Ata della scuola si è così tanto prolungato che, in alcuni casi, gli stessi istituti scolastici si sono sentiti in dovere di avviare dei prestiti d'onore per i propri dipendenti, pur di garantir loro un minimo di reddito;

   per una questione di dignità e riconoscimento dell'operato quotidiano degli insegnanti e di tutti coloro che contribuiscono col proprio impegno ed entusiasmo a far funzionare una realtà così importante, quale è la scuola, sarebbe doveroso, da parte della pubblica amministrazione, rispettare i tempi di accredito dello stipendio di tutto il personale scolastico;

   i risultati sono stati drammatici, soprattutto per i tanti precari che hanno deciso, pur di lavorare, di spostarsi in regioni diverse da quella di residenza (a centinaia di chilometri da casa) e che quindi sono costretti ad anticipare tutta una serie di spese improrogabili (vitto è alloggio in primis);

   sebbene indispensabili per il regolare svolgimento dell'attività didattica, essi hanno dovuto affrontare l'intero periodo estivo (ferie incluse), senza ricevere alcun accredito degli stipendi imputabili ai mesi precedenti;

   il ritardo nei pagamenti è originato dalle tempistiche necessarie alla registrazione dei contratti da parte delle scuole, ma spesso la vera causa del problema risiede nella mancanza dei fondi assegnati al Ministero dell'istruzione per pagare i propri dipendenti;

   non giova al benessere di nessuno il fatto che diversi insegnanti e il personale Ata non percepiscano ancora da mesi quanto gli è dovuto, a titolo di giusto riconoscimento per lo svolgimento del proprio lavoro;

   l'attesa delle cosiddette «emissioni speciali» diventa spasmodica, originando una situazione di difficoltà che lede i più elementari diritti –:

   quali opportune ed efficaci iniziative intendano adottare con urgenza, finalizzate a determinare le condizioni necessarie al pagamento dei cosiddetti «supplenti brevi Covid» nominati nell'organico di emergenza, nonché ad aumentare la capienza dei capitoli di spesa, in modo da consentire la liquidazione degli stipendi ancora non pagati.
(4-10301)