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Atto a cui si riferisce:
C.1/00518    premesso che:     la comprensione delle voci riportate in bolletta, sia che si tratti di quella elettrica o di quella per il gas, continua a essere giudicata ostica...



Atto Camera

Mozione 1-00518presentato daCOLLETTI Andreatesto diGiovedì 23 settembre 2021, seduta n. 570

   La Camera,

   premesso che:

    la comprensione delle voci riportate in bolletta, sia che si tratti di quella elettrica o di quella per il gas, continua a essere giudicata ostica nonostante i miglioramenti apportati dall'Autorità per l'energia, le reti e l'ambiente, Arera con l'introduzione della «bolletta 2.0», dopo la riforma del 2015, attinente le componenti presenti in bolletta per un cliente tipo del mercato della maggior tutela (famiglie e microimprese);

     nella prima pagina della bolletta è riportato il costo medio unitario del kilowattora/standard e/o metro cubo, come rapporto tra la spesa totale e i consumi fatturati. All'interno di questo insieme vi sono più tasselli, come quello della spesa per la materia energia, che raggruppa i costi di approvvigionamento dell'energia elettrica o del gas, e quelli per la vendita al dettaglio. Questi due elementi pesano, rispetto al totale dell'esborso, rispettivamente per quasi 52 per cento e il 75 per cento nella fattura elettrica e per il 38 per cento circa e il 6,2 per cento in quella del gas;

    dal 1° ottobre 2021 i prezzi dell'energia cresceranno fra il 30 per cento e il 40 per cento a causa dell'aumento dei costi delle materie prime, delle quote delle emissioni di CO2, Emission Trading Scheme – ETS, che, hanno raggiunto il costo di 50 euro per tonnellata prodotta, le quali incidono nella misura di un quinto del rincaro delle bollette. Infatti, l'aumento degli incendi estivi ha distrutto molte di quelle zone di giovane rimboschimento le quali avevano la funzione di neutralizzare le emissioni di CO2. Si aggiunge a ciò, anche le ridotte forniture di gas, in particolar modo quelle provenienti dalla Russia;

    è evidente che si deve intervenire in maniera repentina e strutturale a ridurre quelle voci che influiscono sul costo finale, a cui si aggiunge quale conseguenza indiretta, ma diretta come impatto sui consumatori finali con effetti depressivi, l'aumento dei generi alimentari, come pane e pasta, producendo così un'impennata dei prezzi che non si esclude anche su quei servizi come l'aumento delle tariffe nei trasporti pubblici locali, di media e di lunga percorrenza che vedranno i consumatori quale punto terminale dei rincari;

    secondo un calcolo realizzato da «Assoutenti» e dal «Movimento Consumatori», l'incremento potrebbe arrivare a 1.300 euro l'anno a famiglia. Di questi 500 euro in più solo per le bollette, mentre il resto degli effetti indiretti degli aumenti saranno di 140 euro per pane, pasta e gli altri generi alimentari, a cui vanno aggiunti gli oltre 320 euro annui di maggiore spesa sui rifornimenti di carburante a carico di ogni famiglia a causa del caro benzina che produrrà ulteriori effetti negativi sui consumi e, quindi, sul sistema economico;

    il rincaro del 30 per cento da stime di alcuni analisti o, addirittura del 40 per cento come ha stimato il Ministro Cingolani, non trae origine dal costo finale al consumatore, bensì soltanto dalla componente energia che è di circa il 60 per cento del costo finale. L'impatto dell'aumento sarà di 9 miliardi di euro, 40 cento per l'energia elettrica e 31 per cento per il gas;

    la spesa per la fornitura di energia elettrica per una famiglia servita in maggior tutela, con 3 kW di potenza impegnata e 2.700 kWh di consumo annuo, è composta per il 59,2 per cento dalla materia energia, per il 10,7 per cento dagli oneri di sistema, per il 12,6 per cento dalle imposte e per il 17,5 per cento per il trasporto e gestione del contatore;

    il trasporto e la gestione del contatore, sia della luce che del gas, coprono tutti i servizi di distribuzione, di misurazione, di trasporto e di perequazione della distribuzione e della trasmissione sulle reti dell'energia che si utilizzano, oltre al rilevamento del consumo e l'elaborazione dei dati finali;

    gli oneri di sistema è l'altra voce che impatta notevolmente sul costo della bolletta con cui si va a finanziare l'attività di interesse generale per il sistema elettrico nazionale. Tali oneri nel corso degli anni hanno visto una crescita consistente al punto che è più consono eliminare il prelievo in bolletta trasferendolo sulla fiscalità generale;

    tali oneri riguardano la voce Asos (oneri generali) la quale finanzia sia la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, la cogenerazione CIP/6/92 (65,83 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema) e sia le agevolazioni alle imprese a forte consumo energetico, cosiddette energivore (14,82 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema). Si aggiunge a ciò la voce (oneri rimanenti), che è rappresentata dai costi per la messa in sicurezza del nucleare e per le compensazioni territoriali (6,94 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema), bonus elettrico (5,84 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema), regimi tariffari speciali per il servizio ferroviario universale e merci (2,53 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema), sostegno alla ricerca di sistema (1,26 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema), compensazioni alle imprese elettriche minori (1,96 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema), sviluppo tecnologico e industriale (0,82 per cento del totale della spesa per gli oneri di sistema);

    in Italia, in base all'applicazione del CIP/6/92, le aziende esercenti gli inceneritori di rifiuti, rivendono l'energia elettrica prodotta a prezzo maggiorato, considerando tale processo di produzione come derivato da fonti rinnovabili, in sostanza il legislatore italiano considera l'incenerimento dei rifiuti come una fonte rinnovabile, al pari dell'energia eolica, geotermica, solare, ecc., creando così una vera stortura di sistema;

    il Governo si appresta a emanare un decreto-legge con cui far fronte a tali aumenti dove una parte (circa 750 milioni di euro) dovrebbe arrivare dalle aste della CO2 che già a luglio (1,2 miliardi di euro di cui 700 milioni dalle aste di CO2 e 500 milioni da risorse residue sul bilancio dello Stato) hanno contribuito a sterilizzare parzialmente gli aumenti, mentre la parte consistente sarà recuperata dal Ministero dell'economia e delle finanze a valere sulle risorse avanzate dai tiraggi ridotti delle misure anti-crisi per fronteggiare la pandemia. A determinare il valore finale del decreto sarà quanto il Ministero dell'economia e delle finanze riuscirà a recuperare, si parla, al momento di 3-3,5 miliardi di euro;

    è evidente che si tratterà di una misura «tampone», nel momento in cui produrrà un taglio «una tantum» degli oneri di sistema. Gli oneri, nell'ultimo aggiornamento trimestrale, pesano per il 10,7 per cento sul totale della spesa per la fornitura dell'energia elettrica (e il 4,7 per cento sul gas). Le imposte, invece, intese come Iva e accise sono pari al 12,6 per cento nella bolletta della luce (2,9 centesimi di euro rispetto ai 22,9 centesimi che si pagano per ogni kilowattora consumato), mentre incidono molto di più nell'esborso per il gas dove vanno conteggiate anche le addizionali regionali; il 35,6 per cento di tutta la bolletta (30,2 centesimi a fronte degli 84,7 centesimi per metro cubo di gas utilizzato);

    l'attuazione di una rivisitazione strutturale del «sistema bolletta» richiesta da più parti, Arera e Antitrust in primis, non può essere un decreto-legge «tampone», bensì si dovrà procedere, non di certo con i collegati alla legge di stabilità, i quali produrrebbero il dilungamento dei tempi, con l'inserimento nella manovra finanziaria di una revisione strutturale e profonda che avrà l'effetto immediato di agire, sin dal 1° gennaio 2022, grazie all'entrata in vigore della legge di bilancio;

    una proposta avanzata dalla Arera è quella di finanziare una parte degli oneri con la fiscalità generale, cominciando per esempio dalle voci che non sono propriamente legate ad obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile, come la messa in sicurezza del nucleare e regimi tariffari speciali per le ferrovie il cui costo è di 3 miliardi di euro. A ciò si aggiunge la possibilità di un taglio/sterilizzazione dell'Iva, la necessità dell'estensione del bonus sociale, ne usufruiscono 3 milioni di persone, ai nuovi poveri determinati dalla pandemia garantendogli quello sconto in bolletta;

    il Governo con il decreto-legge «tampone» mitigherà soltanto del 30 per cento gli aumenti in bolletta, senza con ciò produrre quegli effetti strutturali di medio e lungo periodo che scongiurino dinamiche depressive sui consumi finali;

    con la legge 28 dicembre 2015, n. 208, (legge di stabilità 2016), è stato introdotto il prelievo mensile del canone RAI con importi annui di 90 euro ripartiti in 10 rate mensili da gennaio ad ottobre,

impegna il Governo:

1) ad adottare iniziative a intervenire, in modo deciso e repentino al fine di abbattere i prossimi rincari delle bollette di energia elettrica e gas, agendo sugli oneri di sistema e riducendo in modo consistente e strutturale la componente fiscale in bolletta (Iva);

2) ad adottare iniziative per accelerare il processo di transizione energetica come previsto dal «Next Generation EU», favorendo uno sviluppo più strutturale delle fonti rinnovabili;

3) ad adottare iniziative per eliminare l'imposta sul canone Rai dalla fattura elettrica anche a fronte del fatto che l'Unione europea l'ha considerata un onere improprio;

4) ad adottare le iniziative di competenza per semplificare le voci presenti in bolletta per una maggiore trasparenza, consentendo ai consumatori la piena comprensione di ciò che pagano;

5) ad adottare le iniziative di competenza per scorporare la quota del CIP/6/92 dalla bolletta elettrica, avviando con ciò una profonda revisione del sistema degli incentivi ai termovalorizzatori e, di conseguenza, l'equiparazione di fatto della produzione di energia elettrica degli inceneritori di rifiuti a quella da fonti rinnovabili, la quale genera un'evidente stortura del sistema elettrico nazionale;

6) ad adottare le iniziative per inserire nel disegno di legge di bilancio, e non in un collegato ad esso la revisione strutturale del «sistema bollette», affinché possa produrre gli effetti antidepressivi sin dal mese di gennaio 2022;

7) ad adottare iniziative per allargare la platea delle famiglie e dei soggetti che beneficiano del bonus sociale;

8) ad adottare iniziative per finanziare gli oneri di sistema con la fiscalità generale;

9) ad adottare iniziative per eliminare quelle voci che non sono propriamente legate ad obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile, come la messa in sicurezza del nucleare e i regimi tariffari speciali per le ferrovie.
(1-00518) «Colletti, Cabras, Corda, Massimo Enrico Baroni, Giuliodori, Maniero, Vallascas, Leda Volpi, Trano, Costanzo, Sapia, Forciniti».